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Sicilia da scoprire: Parco Archeologico di Monte Jato

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Pubblicato da in Da Visitare · 25 Aprile 2019


Posto a cavallo di tre territori comunali: Monreale, san Cipirello e San Giuseppe Jato, la visita all’area archeologica di Iaitas/Ietas/Giato passa attraverso l’Antiquarium di “Case d’Alia”, porta di accesso al complesso  archeologico. L’Antiquarium si compone di due piani di esposizione. Il piano  terra è dedicato a una illustrazione topografica del sito e alla decorazione del teatro, il primo conserva i materiali archeologici della cultura materiale dall’età protostorica fino all’epoca musulmana, con un focus sulla casa tardo arcaica  e su quelle definite a Peristilio 1 e a Peristilio 2.
L’area archeologica, dalla quale si accede tramite una strada in cemento dopo circa 800 metri dall’Antiquarium, ha una struttura di accoglienza dove staziona il personale di custodia. Da qui inizia un percorso a piedi che, dopo circa 40 minuti di cammino, giunge alla città di Iaitas/Ietas/Giato, occupata da età protostorica fino al 1246 (sicana-elima, greca ellenistica, romana, bizantina, musulmana e normanna). Caratteristiche le fortificazioni, la struttura dell’agorà, il teatro e le abitazioni.



Il sito controlla da una parte il valico di Portella della Paglia, attraverso cui era assicurato l'accesso alla Conca d'Oro ed il collegamento con l'antico emporio punico di Panormos, dall'altra la vallata del Belice, attraverso cui era possibile il collegamento con la costa meridionale dell'isola e con la colonia greca di Selinunte.
Si tratta di un'antica cittadella, fondata probabilmente dagli elimi, caratterizzata dalla compresenza di solide mura greco-romane, con pietre rigorosamente tagliate e sistemate e di precarie mura di epoca medioevale. L'insediamento fa parte di un sistema di abitati su altura, attivi dall'età greca e romana fino a quella medievale.
Una missione di scavi, guidata dal professor Peter Isler dell'Università di Zurigo nel 1971, ha contribuito in modo determinante a riportare alla luce l'abitato di Jetas, cittadella citata da storici del calibro di Tucidide, Diodoro Siculo, Plinio e Cicerone.



Il primo insediamento umano sul Monte Jato sorse intorno al I millennio a.C. Attorno al VI sec. a.C., si ebbero invece, i primi contatti col mondo coloniale greco e, proprio grazie ad architetti e artigiani greci, sorsero i primi edifici in muratura e la città greca con i suoi edifici caratteristici: il tempio di Afrodite, il teatro, l'agorà, la casa privata a peristilio e altri. A partire dal IV secolo a.C. Jetas, cosi come tutta la Sicilia occidentale, fu sotto il dominio dei Cartaginese. Grazie al racconto di Diodoro Siculo sappiamo che essa, tra il 278 ed il 275 a.C., fu assalita da Pirro, re dell'Epiro, e che durante la prima guerra punica (264-241 a.C.) gli Jetini, cacciati i Cartaginesi, si consegnarono ai Romani e ripresero possesso del Monte.

Il Parco Archelogico di Monte Jato comprende una vasta area di circa 200 ettari che include, oltre la zona interessata dall'insediamento antico (circa 40 ettari), l'area delle necropoli, la collina sottostante la città murata, sede di una postazione fortificata di età sveva, il suggestivo terrazzo su cui sorge la piccola basilica dedicata ai Santi Cosma e Damiano, ma anche le pareti che cingono il monte e i sottostanti più dolci declivi utilizzati come pascolo e coltivati a vigneti o frutteti. Nell'area sono state rinvenute diverse strutture appartenenti a varie epoche storiche fra le quali ricordiamo l'Agorà risalente al 300 a.C., caratterizzata, sul lato ovest, da un portico con doppia fila di colonne e dal Bouleuterion o 'Sala del Consiglio', che presenta una pianta semicircolare. Il Teatro, risalente al III secolo a.C, presenta ben 35 gradinate che rappresentavano i posti a sedere per gli spettatori ed ha una capienza di 4.400 persone. Qui sono state rinvenute quattro statue raffiguranti menadi e satiri, oggi conservate presso l'antiquarium di San Cipirrello.



La Casa a peristilio, una grande dimora signorile (1600 mq) eretta su due piani intorno a un cortile interno circondato da colonne. Il pian terreno ospita 23 stanze, i cortili e due cisterne di raccolta dell'acqua piovana. Ma esistevano, a Jetas, altre grandi dimore, come evidenziato da scavi ad occidente e a nord est della casa a peristilio. In una delle stanze di rappresentanza tutt'oggi è visibile uno splendido pavimento realizzato in opus signinum (tipo di muratura ottenuto con pietre frantumate e costipate nella calce), in cui risalta un'iscrizione dedicata all'ospite che lasciava la casa. Sono presenti anche il bagno e il locale retrostante in cui era disposto il camino per il riscaldamento dell'acqua. Vicino al bagno è situato un cortile di servizio in cui c'era una fornace per la preparazione del pane. Adiacente alla casa sorge il Tempio di Afrodite, costituito da un vano posteriore, la cella ed il pronao separato da due colonne. Costruito intorno al 550 a.C., secondo il canone architettonico greco, è l'edificio ellenistico più antico di carattere pubblico. La facciata era messa in risalto da grossi blocchi di pietra agli angoli esterni. I muri esterni, soprattutto dei lati nord e ovest, sono ben conservati, mentre sul lato a valle restano solo le fondamenta. Più a sud si trovano vasti ambienti, sempre di fattura greca, adibiti a botteghe e a granai dove sono stati ritrovati anche resti di ceramica a decorazione piumata dello Stile di Cassibile (1000-800 a.C.), e di ceramica locale a decorazione incisa o impressa dello Stile di Sant'Angelo Muxaro-Polizzello, o a decorazione geometrica dipinta.
Nel Medioevo l'edificio subì notevoli danni perché se ne ricavarono pietre per nuove costruzioni. Nell'area dell'agorà si sono poi individuati i resti di altri edifici sacri e domestici databili dall'età tardo arcaica a quella classica. Il percorso archeologico può concludersi con la visita al Museo Archeologico, che custodisce le 'cariatidi', statue di menadi e satiri prelevate dalla facciata del teatro greco ed altri reperti del periodo elimo, greco e romano.

COME ARRIVARE:
In auto strada provinciale 264 Palermo – Sciacca, svincolo San Cipirello, poi strada provinciale 102

SERVIZI E ACCESSIBILITÀ
Il sito non è accessibile ai disabili.
Per visitare l'area archeologica, posta a 900 metri, è consigliabile calzare scarpe comode e indossare abiti adeguati.

INFO E PRENOTAZIONI
tutti i giorni 9.00 – 19.00 +39 091 7489995



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