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Gorghi di Godrano e il Pulpito del Re

Da Palermo si prende la SS. 121 Palermo-Agrigento; 6 km dopo Bolognetta, in corrispondenza del bivio per Baucina, si incontrano sulla destra le indicazioni turistiche per i bagni di Cefalà Diana, distanti solo 3 km dove si sosta per una breve tappa. Qui infatti, ai piedi della riserva naturale di Pizzo Chiarastella, si trova l’unico monumento di età araba rimasto ancora integro nella sua singolare bellezza. Lungo il perimetro esterno dell’edificio termale (tutt’ora in funzione) è ancora leggibile una scritta con caratteri cufici: all’interno si trova un’ampia sala con la vasca per le abluzioni. 

A poca distanza, sopra il centro abitato,  in cima al colle, alle pendici orientali della Rocca Busambra, sorgono le rovine del Castello di Diana, costruito in età musulmana e di cui restano solo una bella torre merlata e tratti di mura. Si prosegue ora per Godrano e, superato il centro abitato, si lasciano le auto. L’itinerario inizia da una mulattiera in salita dalla quale si può ammirare il panorama del bosco e della Rocca Busambra. Da qui si prende una strabella forestale, che attraversando una alta pineta con un fitto sottobosco di rovi e felce aquilina, porta alla torbiera del Gorgo del Drago, ormai prosciugato. 
Qui prima sorgeva un suggestivo stagno dove Federico di Borbone si dilettava a pescare tinche e trote da lui stesso allevate nella peschiera di cui restano solo le mura diroccate. Seguendo la stradella forestale e deviando a destra, ci si ritrova su un tortuoso sentierino che taglia il fitto sottobosco sino al Gorgo del Lupo. Qui, avvicinandosi in silenzio ai bordi dello stagno, totalmente ricoperto dalle lenticchie d’acqua, potrà capitare d’incontrare qualche gracidante rana o ammirare qualche rapace che si disseta. Incamminandosi sulla strada forestale si arriva alla Rocca del Corvo, un roccione da dove si scende fino ad una casetta diroccata, dove il percorso sfocia in una strada bianca in discesa a sinistra.  Pulpito del Re
Attorniati da questo misto di sughere, roverelle e cerri, si supera un cancello forestale per attraversare la strada provinciale asfaltata; si prosegue quindi sino ad un  grosso masso arenario. Di fronte, superata una porta di filo spinato, ci si immette in un largo sentiero in terra battuta che porta al Pulpito del Re, un enorme trono scolpito nella roccia, dove il re si appostava per le sue battute di caccia. A destra, dietro il “pulpito”, il sentiero scende a sinistra sino ad arrivare alla S.P. per Godrano, sino all’abbeveratoio del Biviere. 

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