Borghi delle Terre dell'Etna - MALETTO - Il Borgo della fragola , Catania
Pubblicato da Francesca Ur. per SicilyTourist in Catania e Provincia · 7 Ottobre 2025
Maletto non è solo il comune più alto della Provincia di Catania, posto a circa 1000 metri s.l.m. È anche un borgo di suggestiva bellezza, ricco com’è di rimandi alla tradizione, di angoli suggestivi, di cultura agricola che permea ancora oggi la vita dei suoi abitanti. Non solo tradizione, nella storia di Maletto, ma anche uno sguardo al futuro con una festa delle fragole, frutto tipico del luogo, protagonista di una sagra enorme, e assolutamente da vedere, che richiama turisti da ogni parte.

Il centro storico di Maletto, con le sue piccole e silenziose stradine in basolato lavico e le case del ‘600 e ‘700 è dominato dalla Rocca del Castello. Per le vie del centro, tra i monumenti più significativi da visitare, vi sono la Chiesa Madre, che presenta un’imponente facciata e una scenografica scalinata d’accesso decorata da paraste in pietra lavica. Inoltre, le chiese di San Michele Arcangelo (sec. XVI) che custodisce tele del 1600 e di S. Antonio di Padova (sec. XVIII) in cui è possibile ammirare due statue lignee del Bagnasco. Tra le feste da non perdere, ricordiamo la celebre sagra della Fragola, che si svolge la prima settimana di giugno e attira turisti e curiosi da ogni parte della Sicilia e dell’Italia. Durante la festa, è possibile degustare gratuitamente torte e specialità alla fragola (risotti, granite,ecc.) e acquistare fragole e fragoline dei produttori locali.

Sull'origine di Maletto, una leggenda popolare locale narra che in epoca antica, sulla Rocca del Castello dimorava una principessa di nome Maletta o Marietta, la quale comandava una banda di feroci briganti che compivano scorrerie nelle zone vicine e poi si rifugiavano sul Castello, portandovi il bottino,sicuri di non essere perseguiti data l'asperità e l'inaccessibilità del luogo. Attorno alla rocca,i briganti costruirono il paese di Maletto,retto e governato da quella principessa dalla quale prese il nome di "Marettu".
Questa è la tradizione locale,che vuole Maletto fondato ed abitato da briganti,fuorilegge o in ogni caso da gente che aveva qualcosa in sospeso con la giustizia.Questa leggenda ha un suo riscontro storico, seppure in parte travisato dalla semplificazione popolare.Infatti nelle varie epoche e nei suoi diversi ripopolamenti,Maletto fu abitato da persone che venivano in questo luogo sia per le agevolazioni e i benefici concessi dal feudatario, sia per le franchigie di cui godeva il feudo,per cui è probabile che qualcuno per sfuggire alla giustizia del re sia venuto e poi rimasto a Maletto.

Storicamente, invece, l'origine di Maletto risale all'anno 1263, quando fu costruito il Castello,attorno al quale,poi a diverse riprese,venne edificato il centro abitato.
Nel precedente periodo arabo-normanno,probabilmente la Rocca era stata già fortificata,con una sola torre,perché il luogo ben si prestava ad essere utilizzato come punto di avvistamento. Infatti all'origine il Castello era detto "Rocca del Fano",significando nel Medioevo il termine "fano",di origine araba,una luce emanata da un luogo di sorveglianza.Quindi già esisteva una torre con funzioni di avvistamento e segnalazione.

Questa torre assunse un'importanza militare,quando,appunto intorno all'anno 1263,venne maggiormente fortificata da Manfredi Maletta,conte di Mineo e di Monte S.Angelo in Puglia,fondatore della città di Manfredonia,assumendo da quel omento,sia il Castello che il feudo circostante il nome del suo signore, Maletta, poi divenuto Maletto o "Marettu" in termine dialettale.
Manfredi Maletta o de Malectas era figlio (fratello ) di un personaggio di maggiore prestigio del Regno di Sicilia,Federico Maletta,zio del re Manfredi,il figlio del grande imperatore Federico II di Svevia;era stato inoltre Vicario del Regno e camerlengo regio,cioè custode del tesoro reale,dal 1258 al 1261,anno in cui venne assassinato.
La fortificazione della torre del Fano da parte del Conte Manfredi,trasse origine di diversi fattori. Il primo e più importante senza dubbio fu dato dalla esigenza di costituire una difesa meridionale alla città di Randazzo. Questa città,che durante il periodo normanno era stata un caposaldo politico-militare nella guerra di conquista della Sicilia da parte del Gran Conte Ruggero,vide crescere,negli anni successivi la sua importanza e ricchezza, fino a diventare,con gli svevi e poi con gli aragonesi,sede di soggiorno del re con tutta la corte al seguito,divenendo in tal modo la residenza degli uomini più potenti e ricchi del regno. Così,in quel periodo,la città fu fortificata con una cinta di mura dotata di dodici porte ed otto torri,di cui la principale è quella chiamata "Castello" che ancora esiste. Fu edificato il palazzo reale e vennero,inoltre,costruiti numerosi palazzi per le famiglie nobili,fra le quali gli Omodeo e gli Spatafora,che saranno signori di Maletto, e numerose chiese.

Da visitare
Chiesa di S. Michele Arcangelo: situata nel cuore della centrale via Umberto, si erge la chiesa dedicata a S. Michele Arcangelo, probabilmente la più antica di Maletto. La chiesa di S. Michele è rimasta Chiesa Matrice fino al 1877, anno in cui fu eretta la nuova Matrice intitolata ai “SS. Cuori di Gesù e Maria”. La chiesa apparteneva alla famiglia Spadafora, feudataria di Maletto, che dal 1619 possedeva il feudo col titolo di “Principe di Maletto”. La chiesa venne gravemente danneggiata dal terremoto del 1818 col crollo del campanile, ricostruito con molti stenti e dotato dell’orologio civico con la sola campana che batteva le ore. É stata diverse volte ristrutturata: da ultimo nel 1931 con l’installazione anche dei quadranti dell’orologio; nel 1963 con rifacimenti interni e lo smantellamento del cimitero sotterraneo alla Chiesa; nel 1987 con il restauro del campanile, della facciata e il rifacimento del tetto. Il prospetto laterale rappresenta la facciata di ingresso della chiesa, con il campanile che si imposta a partire dal margine sinistro. L’interno della chiesa è costituita da una singola aula rettangolare, terminante con il presbiterio quadrangolare leggermente rialzato rispetto al piano aula, in cui domina il simulacro di San Michele Arcangelo, adagiato all’interno della nicchia centrale. La chiesa di S. Michele conserva interessanti opere d’arte: due tele, una riconducibile a contesti artistici settecenteschi (Annunciazione), l’altra di probabile ascendenza seicentesca (Trinità e Anime del Purgatorio). In quest’ultima, nella sezione inferiore della composizione, in cui vi sono raffigurati i dannati avvolti dalle fiamme del Purgatorio, emerge la figura di un’anima che indica Miseremini mei, ad avere pietà, quindi, della sua condizione di dannato. Inoltre, si conserva anche un Crocefisso ligneo, sul quale non si possiedono notizie circa l’autore e il periodo di realizzazione.

Chiesa dei SS. Cuori di Gesù e Maria (Chiesa Madre): l’attuale Chiesa Madre, dedicata ai Sacratissimi Cuori di Gesù e Maria, si impone sul punto sommitale della Via Matrice. Venne realizzata alla metà del XIX secolo, nel momento in cui divenne una necessità impellente la realizzazione di un nuovo edificio sacro per contenere una popolazione in piena ascesa demografica (nel 1855, Maletto contava circa 2500 abitanti). La costruzione della Chiesa venne completata nel 1877, e il 3 giugno dello stesso anno fu consacrata dal Cardinale Dusmet, Arcivescovo di Catania. La chiesa è caratterizzata da un’imponente facciata, posta a conclusione della scenografica scalinata di accesso, scandita in tre ordini da paraste in pietra lavica. Tale tripartizione esterna si riflette nell’impianto interno dell’edificio: costituito da tre navate, tra le quali quella centrale possiede dimensioni maggiori rispetto a quelle laterali, divise da arcate a tutto sesto. La navata centrale si conclude con un presbiterio absidato, mentre le navate laterali terminano con cappelle absidate. Pilastri decorati in stucco, altari marmorei di stampo neoclassico, adornano lo spazio interno, insieme a vari simulacri, come quello di S. Giuseppe, dei SS. Cuori di Gesù e Maria, oltre ad una grande tela raffigurante il Transito di San Giuseppe, risalente al 1793 e attribuita al pittore Marcello Leopardi, forse una copia dell’originale conservato presso la chiesa dei Minoriti a Catania.

Sciare di Santa Venera: nei pressi del Km 174 della SS. 120, è possibile ammirare i resti di un antico insediamento alto medievale, collocato a contrada Edera, tra le Sciare laviche di Santa Venera, la quale, pur ricadendo all’interno del territorio del comune di Bronte, si trova in prossimità dell’abitato di Maletto. Recenti indagini archeologiche hanno portato alla luce i resti di strutture circolari e rettangolari in pietra lavica, le quali hanno restituito materiale ceramico ed indicatori cronologici datati tra l’VIII e il IX secolo d.C., pertinenti ad una fase finale del dominio bizantino della Sicilia. Il sito è inserito all’interno del SIC “Lago Gurrida e Sciare di Santa Venera”, creato dal Parco dell’Etna nel 2015, di cui costituisce una tappa fondamentale nel percorso naturalistico che attraversa le antiche lave di Santa Venera.

Museo Civico “Salvo Nibali”: si trova nella zona più alta della Via Umberto, sito presso i locali dell’ex “macello” di Maletto. Inaugurato nel 2010, attualmente è stata allestita soltanto la Sezione Archeologica, strutturata in tre sale espositive contigue, in cui sono esposti i reperti rinvenuti nelle varie campagne di scavo promosse dalla Soprintendenza di Catania, a partire dal 1987/1988, svoltesi nelle aree limitrofe l’abitato di Maletto, come l’ampia vallata delle Sciare di Santa Venera e la grotta a scorrimento lavico di contrada Tartaraci. I rinvenimenti attestano che l’occupazione e lo sfruttamento dell’area iniziano in epoche remote, tra il Neolitico Medio e Tardo, un periodo che oscilla tra la fine del VI e il IV millennio a.C., per continuare a fasi alterne nel Bronzo Antico, in epoca greca e addirittura fino ai secoli centrali dell’alto medioevo, come dimostrato dalle recenti ricerche condotte presso contrada Edera.

Palmento del Campiere: si tratta di un antico palmento risalente al 1800, che all’epoca fu costruito al centro di una zona ricca di vigneti. Con un prospetto, un pigiatoio e torchio in pietra lavica, oggi invece rappresenta il fulcro dell’appartenenza del comune di Maletto al Parco dell’Etna. Raggiungibile dalla SS284, da questo posto è possibile ammirare il versante nord-occidentale dell’Etna in tutto il suo splendore, con annessi conetti vulcanici, oltre ad un laghetto stagionale che tende a formarsi durante il periodo delle piogge, conosciuto dagli abitanti del luogo con il nome di “acqua ru maggiu”. Questo caseggiato racchiude in sé anni di storia, testimoniando anche il cambiamento della vocazione agricola del luogo, che attualmente presenta una copertura di boschi etnei, caratterizzati dalle presenza di diverse specie endemiche, quali la ginestra dell’Etna, che crescono su un terreno di natura varia, arricchito dalle ceneri vulcaniche. Solo una piccola parte dei terreni circostanti è dedicata alla coltivazione di vigneti, oliveti, colture ortive e erbacee e al pascolo, e, sporadicamente, è possibile osservare anche qualche frutteto. Il Palmento del Campiere è indubbiamente un’importante testimonianza del patrimonio etno-antropologico di Maletto, che rievoca il passato agricolo della comunità, ma al contempo dona spunti per implementare il futuro turistico malettese.

Prodotto tipico del paese, negli ultimi anni ha avuto un notevole impulso commerciale. La fragola di Maletto, nel mese di Giugno, richiama centinaia di turisti e di visitatori durante le loro vacanze in Sicilia. Durante questa sagra viene realizzata una gigantesca torta alle fragole che viene offerta ai visitatori come assaggio gratuito. Il frutto matura tra i primi di Maggio e la fine di Giugno e nell’ambito della festa vengono esposti diversi tipi di fragole: LA FRAGOLA PASTICCIERA E LA FRAGOLA RIFIORENTE (quella che viene coltivata tutto l’anno) matura da Gennaio a dicembre, e LA FRAGOLA TRADIZIONALE dal sapore più dolce e dall’odore profumato. Ultimamente, anche aziende legata alla trasformazione delle fragole hanno messo la base a Maletto, producendo marmellate, fragolino e prodotti derivanti dalla fragoricoltura.
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