Castelli Siciliani: Castello di Sant'Alessio Siculo - Messina

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Castelli Siciliani: Castello di Sant'Alessio Siculo - Messina

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Pubblicato da Sicily Tourist in Messina e Provincia · 17 Ottobre 2024
Sul promontorio di Capo Sant'Alessio Siculo in posizione isolata, abbracciando i due promontori che caratterizzano l'orografia del capo Sant'Alessio, a sua volta ricadente in corrispondenza del 'passo' della strada, antichissima, che da Taormina conduce a Messina c'è un bellissimo castello che risale all'epoca bizantina ma che in realtà si trova in una zona dove anche in tempi più antichi era stata scelta per avamposti militari al fine di controllare meglio il territorio e prevenire l'arrivo dei nemici. Ancora oggi alcuni resti del castello sono visibili e quindi la località è certamente degno di una visita più che approfondita, per immergersi nella storia.



Per coloro che sono desiderosi di organizzare una gita al Castello di Sant'Alessio Siculo, ecco tutto quello che c'è da sapere...
Storia del Castello di Sant'Alessio Siculo
La storia del Castello a Capo Sant'Alessio Siculo inizia da molto lontano visto che le leggende narrano che all'interno della fortificazione che era stata costruita sulla sommità del Capo avesse soggiornato anche Sesto Pompeo, durante le sue lotte per il potere contro Ottaviano, nel 36 a.C. In realtà la costruzione della struttura così come è visibile oggi risale all'epoca Bizantina, sempre con funzione difensiva, tanto che nella pianta originaria furono inglobate anche delle strutture che erano state costruite precedentemente.
Nel XII secolo, quando venne fondato il Regno delle Due Sicilie, la zona assunse un valore ancora più importante dal punto di vista della difesa e quindi il castello fu completamente ristrutturato e rinforzato, fino ad assumere la forma che ha attualmente.



Nel 1117 in un documento dell'epoca firmato dal re Ruggero II di Sicilia, il castello con tutto il territorio circostante viene donato al monastero benedettino annesso alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo d'Agrò e rimase di proprietà dei religiosi fino al 1608 quando venne acquistato da Francesco Romeo da Randazzo ma da quel momento in poi, e fino al Novecento, il castello passò di mano in mano visto che il suo possesso era legato anche al titolo di baronia.



L'architettura ed eventuali opere d'arte presenti nel Castello di Sant'Alessio Siculo
La prima cosa che si nota del Castello di Sant'Alessio Siculo è la sua posizione in quanto si trova su una rupe a strapiombo sul mare: la scelta non è casuale, trattandosi ovviamente di una fortificazione difensiva, ma è altrettanto vero che dalla sua sommità si gode di un panorama davvero mozzafiato.
Per accedere a quello che un tempo era l'ingresso principale del castello, si deve percorrere una scalinata composta da gradoni che sono scavati nella pietra, da qui si entra nella fortezza che è un insieme di stili e di edifici di epoche differenti. Quello che da tutti viene considerato il nucleo più antico è rappresentato da un edificio che ha pianta poligonale irregolare, probabilmente un bastione difensivo in quanto lungo la sua superficie ci sono numerose feritoie che erano utilizzate dai soldati durante le ronde. Molto particolare al suo interno la scala di legno che porta al piano superiore.
Il secondo nucleo del castello, invece, è di epoca più recente e comprende un torrione a forma cilindrica, con bastioni e camminatoio, tutti elementi che fanno pensare ad una seconda postazione di controllo, per avere il dominio totale della baia.



Il "capo" è l'unico promontorio a sorgere lungo la fascia costiera ionica tra Messina e Taormina. Per questa ragione ha rivestito, e riveste tuttora, un ruolo importante dal punto di vista strategico; tutti gli eserciti storicamente presenti in Sicilia hanno contribuito, in fasi successive, all'edificazione del castello sulla sua sommità.
Il castello si compone di due torrioni, uno a pianta rettangolare e uno a pianta circolare, e di un muro di cinta. I due torrioni sorgono su due picchi situati all'estremità del promontorio, a strapiombo sul mare. Il torrione circolare sul picco lato monte, il torrione a base rettangolare sul picco lato mare.
Il promontorio, già noto in epoca greco-siceliota come Arghennon Akron (Argenteo Capo), fino all'unificazione dell'Isola sotto l'Arcontato di Sicilia di Dionisio I, nel V secolo a.C., fungeva da confine territoriale tra la Chora della polis di Messana e quella di Naxos. Venne poi chiamato Promontorium dai romani, che vi edificarono per primi una fortificazione. Durante la battaglia tra Ottaviano e Sesto Pompeo (36 a.C.), il castello avrebbe ospitato lo stesso Sesto Pompeo, il figlio di Gneo Pompeo Magno, che si era dato alla pirateria, in quegli anni, nei pressi delle coste siciliane, ostacolando i rifornimenti romani.
La costruzione del castello vero e proprio avvenne in epoca Bizantina e venne ribattezzato col nome di un Santo della tradizione greco-ortodossa. Il maniero fungeva da difesa contro le scorrerie degli Arabi nell'ambito delle guerre condotte da Bisanzio contro costoro. Con la nascita dell'Emirato di Sicilia, il promontorio fu noto come Ad Dargah (La Scala).
Con la nascita del Regno di Sicilia, nel XII secolo, furono realizzate significative modifiche strutturali che portarono la fortificazione ad assumere la forma odierna. Nell'atto di donazione con il quale Ruggero II di Sicilia, nel 1117, concesse le terre di Forza d'Agrò al monastero basiliano annesso alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo d'Agrò, compare l'iscrizione "Scala Sancti Alexi" in riferimento al promontorio. Durante il medioevo Forza d'Agrò fu centro di non secondaria importanza, e il territorio della odierna (e allora pressoché inesistente) Sant'Alessio vi apparteneva.



Nella prima metà del Quattrocento, i Re di Sicilia istituirono la Baronia del Castello di Sant'Alessio che era limitata alle minuscole porzioni di territorio poste a nord e a sud del promontorio, la piccola Baronia, pur essendo collocata dentro il perimetro del feudo dell'Abbazia dei Santi Pietro e Paolo d'Agrò, aveva un'amministrazione autonoma, retta da un castellano dotato di mero e misto imperio sia sui suoi subalterni (guardie, arcieri, inservienti), sia sulla popolazione residente nei piccoli villaggi di Sant'Alessio e Santa Margherita, situati rispettivamente a poche centinaia di metri a nord e a sud del promontorio. Le spese per il mantenimento del castellano e dei suoi uomini erano sostenute dal monastero dei Santi Pietro e Paolo. Il nobile messinese Artale Angelica fu il primo a ricoprire l'ufficio di castellano, ma vi rinunciò verso il 1450 a favore della Regia Corte di Sicilia. Nel 1453 la signoria sul castello fu assegnata, dal Re Alfonso I di Sicilia, alla famiglia Colonna-Romano che la esercitò fino al 1558 quando il castello passò in eredità alla famiglia Furnari. Nel 1608, Ferdinando Furnari, lo vendette al protonotaro don Francesco Romeo da Randazzo che alla sua morte lo trasmise ai suoi eredi. Dal 1703 passò alla nuova dinastia dei Paternò-Castello che ne mantenne la signoria per alcune generazioni fino all'abolizione del feudalesimo nel Regno di Sicilia sancita dalla Costituzione del 1812.
La fortezza ospitò Carlo V d'Asburgo (1500-1558) reduce dalla presa di Tunisi del 1535. Nel 1676, durante la Rivolta antispagnola di Messina, divenne il deposito di viveri della città di Messina.
Agli inizi dell'Ottocento gli Inglesi, nelle operazioni di difesa del Regno di Sicilia dagli attacchi dei Francesi provenienti dalla Calabria, ristrutturarono la fortezza costruendo la cinta muraria esterna. Nel 1900 il castello fu acquistato da Giovanni Impellizzeri.
Dall'area antistante il castello si dipartono due gallerie sotterranee che scorrono sotto di esso e terminano in due aperture sulle pareti rocciose, una lato Messina, una lato Taormina. Qui, nel corso della seconda guerra mondiale, le truppe tedesche posizionarono due batterie di artiglieria.

Guarda i Video del Castello dal drone




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