Ghost Tours in Sicilia - Le presenze del CASTELLO URSINO di Catania

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Ghost Tours in Sicilia - Le presenze del CASTELLO URSINO di Catania

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Pubblicato da Sicily Tourist in Catania e Provincia · 11 Dicembre 2025
Una stella a cinque punte campeggia su una finestra. Un passato oscuro avvolge nel mistero quanto accadde dentro quei cortili. Di sicuro le mura, gli stipiti di porte e finestre e i pavimenti raccontano sofferenze atroci e condanne ingiuste. Parliamo di Castello Ursino di Catania dove, secondo alcune leggende tramandate nel corso dei decenni, tra le sue sale si aggirerebbero presenze inquietanti e si verificherebbero episodi inspiegabili. Un invito a nozze per gli amanti del paranormale, un brivido gelido lungo la schiena per i facilmente impressionabili.



Un luogo avvolto dal fascino della storia. Fu ultimato intorno al 1250 ma è «circondato» anche da diversi racconti che nella tradizione popolare continuano a tramandarsi. Nulla di ufficiale. Chi racconta le esperienze vissute all’interno del castello non vuole lasciare alcuna traccia: nessun video o virgolettato. Tutto viene affidato alle parole, dette, per una sorta di «rispetto»… Verba volant.



Il maniero venne fondato da Federico II di Svevia nel XIII secolo. Durante i Vespri siciliani fu anche sede del parlamento e, in seguito, diventò la residenza dei sovrani aragonesi fra cui Federico III. Oggi è sede del Museo civico di Catania. Il castello fu anche adibito a carcere.
Non avendo locali idonei, le grandi sale del piano terra furono suddivise da nuovi muri e solai. Si crearono così delle piccolissime celle. Qui i prigionieri stavano al buio. Queste cellette pare fossero anche popolate da topi, scorpioni e tarantole. Un incubo. E di quei giorni dannati sono rimaste delle testimonianze scritte: chiunque visita il castello può venirne a contatto.



Sono centinaia i graffiti presenti sui muri e gli stipiti di porte e finestre. «Miseru cu troppu ama e troppu cridi» è una delle frasi più emblematiche che si trova all’interno del castello. Ma non ci sono solo frasi o numeri (tantissime le date). Ci sono anche simboli come i nodi di Salomone.
Bene, in questo spazio, si sono da sempre tramandati racconti di apparizioni e strani movimenti. C’è chi sostiene che sono soprattutto coloro che lavorano all’interno del castello ad essere testimoni di queste manifestazioni: dalle porte che all’improvviso si aprono alle urla di uomini e donne…



Se in generale la struttura del castello ha subito nel corso degli anni molte ristrutturazioni e cambiamenti, lo stesso non si può dire per i sotterranei, che sono rimasti pressoché identifici come ai tempi in cui i locali erano adibiti a carcere. A non essere mutato è soprattutto il pathos che si respira qui, complici i drammatici racconti tradamandati nel tempo e che ancora oggi hanno il potere di mantenere alto il livello di adrenalina. Basta poco per immergersi con il pensiero e tornare indietro nel tempo: celle strettissime, completamente buie e infestate da topi. Sulle pareti sono ancora presenti le testimonianze di quelle antiche sofferenze a testimonianza di morti orribili. Sarà forse questo il motivo per cui la maggior parte del personale a servizio del castello, così come i custodi che si sono avvicendati, hanno avuto la prova dell’esistenza di fenomeni paranormali all’interno del castello.
I lavoratori del  castello Ursino hanno assistito, almeno una volta, ad una manifestazioni da parte degli spiriti dei prigionieri morti nei sotterranei del castello. Le apparizioni si sono via via moltiplicate, insieme a spostamenti inspiegabili di oggetti, porte che sbattono all’improvviso e lamenti strazianti.
Le esperienze all’interno del castello rasenterebbero fenomeni di poltergeist: luci che si accendono e spengono da sole e anomalie continue nei dispositivi elettronici. Se questo non bastasse, alcuni visitatori hanno sperimentato addirittura l’esperienza orribile della paralisi muscolare, non riuscendo per un certo tempo a muoversi e allontanarsi dalla struttura.



Tra i fantasmi più popolari del castello Ursino ci sarebbe un’apparizione eterea nelle stanze dei piani superiori che si manifesta sotto forma di nube fluttuante con i tratti di un bambino. La visita dei turisti è resa ancora più angosciosa dalla presenza di un quadro, la “Testa di Ofelia pazza“, nel quale la donna raffigurata darebbe la sensazione di seguire con lo sguardo i malcapitati e di insinuarsi nei loro pensieri.
Quello di Ofelia è forse lo sguardo ammonitore di chi dal 1865 è testimone degli eventi terribili accaduti al castello? Uno sguardo magnetico, che forse cerca di comunicarci qualcosa sul passato tremendo di quelle stanze. Questo e tanto altro vi aspetta a Catania, una città ricca di suggestione e mistero.




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