Itinerari e Riserve Naturali in Sicilia - Riserva naturale Valle dell'Anapo

Seguici anche su:
Vai ai contenuti

Itinerari e Riserve Naturali in Sicilia - Riserva naturale Valle dell'Anapo

SicilyTourist.com La Guida di viaggi e turismo in Sicilia più completa
Pubblicato da Sicily Tourist in Siracusa e Provincia · 26 Aprile 2026
La Riserva ricade all’interno dei comuni di Sortino, Ferla, Cassaro, Buscemi e Palazzolo Acreide in Provincia di Siracusa, e si estende per una superficie complessiva di ettari 3.712,07. Attraverso vari progetti è condotta una vasta opera di riforestazione delle valli con specie autoctone, sono stati restaurati molti edifici come ad esempio le vecchie stazioni della ferrovia e la grande Masseria Specchi, sono stati realizzati e messi in sicurezza vari sentieri che sono periodicamente sottoposti a manutenzione.



Ai due ingressi sono presenti parcheggi auto e personale dell’Azienda che accoglie e fornisce supporto ai visitatori che accorrono per ammirare le meraviglie delle valli, vengono svolte attività promozionali a sostegno di una corretta gestione del territorio e dello spazio rurale, azioni di educazione ambientale e di conoscenza partecipata del territorio che  permettono di difenderlo dall’incuria e dallo sfruttamento. Grazie alla facilità di accesso alla valle, attraversata per intero dalla sede della linea ferroviaria da lungo tempo dismessa, e per le sue peculiarità naturalistiche e storiche davvero uniche, la Riserva della Valle dell’Anapo è oggi una delle piu frequentate della Sicilia, viene visitata ogni anno da migliaia di escursionisti d’ogni età, attratti anche dalla frescura assicurata in ogni stagione dalle acque e dalla rigogliosa vegetazione ripariale.



L’interesse vegetazionale e floristico dell’alta valle dell’Anapo è legato soprattutto alla notevole estensione delle formazioni forestali, maggiore che| in ogni altra cava iblea.| Nel fondovalle, lungo il greto limo-ciottoloso del fiume, è insediato, su| una superficie ampia in media 10-50 m, un peculiare bosco ripario, dominato dal platano orientale (Platanus orientalis), maestoso albero caducifoglio che qui raggiunge il suo estremo limite occidentale: ben diffusa dai Balcani al Mar Nero, questa specie è in Italia fortemente localizzata. In Sicilia si rinviene principalmente negli Iblei, dove è stata, però, letteralmente decimata da un terribile morbo, noto come cancro colorato del platano, provocato dal fungo Ceratocystis fimbriata.



I versanti della vallata risparmiati dal fuoco sono coperti da estese, dense leccete: se ne hanno esempi di notevole bellezza lungo le Coste di San Nicola ed in alcune cave immissarie, come il vallone del Giglio. In tali formazioni il leccio (Quercus ilex) è spesso associato a specie legate di norma al piano montano, che qui si rinvengono a quote singolarmente basse: fra queste il doronico orientale (Doronicum orientale), che nei rilievi della Sicilia settentrionale si trova solitamente associato al faggio, la felce scolopendria (Phyllitis scolopendrium) ed il carpino nero (Ostrya carpinifolia), piuttosto raro in Sicilia, che nella Riserva è localizzato lungo le linee d’impluvio e le forre ombreggiate.



Numerose in questi ambienti le specie d’interesse fitogeografico come Aristolochia clusii e Lamium pubescens, circoscritte a Sicilia e Italia meridionale, e le endemiche scutellaria (Scutellaria rubicunda) e ciombolino siciliani (Cymbalaria pubescens). Va segnalato, inoltre, un rarissimo paleoendemismo, l’ortica rupestre (Urtica rupestris), relitto terziario sopravvissuto solo qui ed in poche altre aree degli Iblei nord-orientali: rispetto alle comuni ortiche, questa specie è perenne e del tutto priva di peli urticanti.



Un altro interessante aspetto forestale si rinviene nella valle del torrente Calcinara, principale affluente delll’Anapo, lungo un versante di natura vulcanitica in contrada Bruiseri: si tratta di un querceto caducifoglio in cui la quercia castagnara (Quercus virgiliana), che qui ha ruolo di specie dominante, è associata al nespolo volgare (Mespilus germanica). La formazione sembra limitata a questa località, dove si presenta piuttosto degradata, e ad alcuni scoscesi versanti di Monte Lauro.
In ampi tratti della vallata alla lecceta sono subentrati vari aspetti di degradazione. Frequente, tra questi, una macchia cui partecipano interessanti elementi a distribuzione mediterraneo-orientale come la salvia (Salvia triloba), il salvione giallo (Phlomis fruticosa) e la ferula nodosa (Ferulago nodosa), in Italia esclusiva degli Iblei orientali: lembi di questa formazione arbustiva si possono osservare lungo le pendici sottostanti la necropoli di Filipporto.
Ampiamente diffusi anche gli aspetti steppici, con estese praterie dominate ora dal barboncino mediterraneo (Hypparrhenia hirta), dall’ampelodesma (Hampelodesmos mauritanicus), cui si unisce, fra le altre emicriptofite, l’endemica Helichrysum hiblaeum.



Sulle superfici dell’altopiano sovrastante il “canyon”, dove per ampi tratti affiora la roccia madre, si trovano ancora frammenti di una bassa gariga caratterizzata dai cespugli pulvinari del timo a capolino (Thymus capitatus), eccelso pascolo per le api, e dello spinaporci (Sarcopoterium spinosum), specie a distribuzione mediterraneo-orientale, in Italia piuttosto localizzata: se ne trovano esempi sull’altopiano di Filipporto, ai margini delle superfici rimboschite a pino d’Aleppo (Pinus halepensis). Sulle pareti rocciose si insedia una vegetazione casmofila ricca di specie endemiche come la perlina di Boccone (Odontites bocconei), il garofano delle rocce (Dianthus rupicola), la bocca di leone siciliana (Antirrhinum siculum), l’issopo a piccole foglie (Micromeria microphylla) ed in talune stazioni ombreggiate il bel trachelio siciliano (Trachelium lanceolatum), relitto della paleoflora terziaria, localizzato esclusivamente sulle rupi calcaree di Val d’Anapo, Cava Grande del Cassibile, Cava d’Ispica e qualche altro raro ambiente del settore’orientale ibleo.



Delle decine di specie ornitiche che nidificano nella Riserva, le più significative sono legate alle formazioni forestali e alle pareti rocciose. Fra le prime, vanno anzitutto ricordati il codibugnolo di Sicilia (Aegithalos caudatus siculus), importante endemismo dell’avifauna siciliana che negli Iblei occupa un areale ristretto e frammentato, e lo splendido rigogolo (Oriolus oriolus), estremamente localizzato come nidificante. Sono presenti anche due picchi: il torcicollo (Jynx torquilla), che nutrendosi quasi esclusivamente di formiche, offre un tipico esempio di specializzazione alimentare, ed il picchio rosso maggiore (Picoides major), il cui recente insediamento nel fondocava va forse correlato alle morie di platani che hanno favorito gli insetti xilofagi dei quali ricerca attivamente le larve. Singolarmente, per le peculiarità microclimatiche delle cave, passeriformi come il pettirosso (Erithacus rubecola) ed il luì piccolo (Philloscopus collybita) nidificano in quest’area a quote molto più basse (200 m slm) di quelle solitamente occupate per la riproduzione.

Guarda il Video della Riserva




eXTReMe Tracker

Segnala Sicily Tourist ad un amico! Inserisci l'indirizzo e-mail:


I NOSTRI PARTNER UFFICIALI:
by SICILYTOURIST
Torna ai contenuti