Da visitare in Sicilia - VALLE DEL BELICE
Pubblicato da Sicily Tourist in Itinerari in Sicilia · 19 Dicembre 2024
La Valle del Belice prende il nome dall’omonimo fiume che la attraversa e occupa un’area compresa tra le province di Palermo, Trapani e Agrigento. Ospita uno dei siti archeologici più grandi d’Europa, il Parco archeologico di Selinunte, meravigliosa testimonianza della Grecia classica e dello stile dorico.

E' uno dei territori più belli della Sicilia Occidentale, un territorio collinare che si estende lungo il corso del fiume omonimo. Questa valle possiede tutte le caratteristiche per regalarvi una vacanza perfetta e si riassume in semplici parole: mare, cultura, storia, gastronomia e ospitalità. Dalle incantevoli spiagge alla vegetazione incontaminata, dai siti archeologici alle bellissime Chiese, e infine i luoghi colpiti da un disastroso terremoto dei quali rimangono imponenti rovine. Insomma vi attende un percorso storico-culturale che parte dalla preistoria passando per diverse popolazioni, senza farsi mancare mare e ottima cucina.

Il tratto che accomuna l’intero territorio è quello del devastante sisma del 1968 che in una notte decimò una importante percentuale del patrimonio storico dei paesi ricompresi nell’area. A tale evento fece seguito una ricostruzione dei centri abitati volta da un lato a preservare quanto era stato risparmiato dal terremoto ma anche e soprattutto a ripensarlo in una nuova ottica ispirata all’arte contemporanea. Immancabile, in questo contesto, è la visita di Gibellina, alla quale dedichiamo una voce separata.
Particolari sensazioni evocano gli abitati originari di Poggioreale e Gibellina vecchia che, abbandonati definitivamente dopo il sisma, offrono al visitatore un l’esempio di una vita comunitaria inesorabilmente compromessa.

La valle è formata dal bacino idrografico del fiume Belìce costituito dall'unione di due rami, il Belìce Destro (56 km) che nasce presso Piana degli Albanesi, e il Belìce Sinistro (43 km), che scende invece dalla Rocca Busambra. Dopo la confluenza il fiume si sviluppa fino alla costa mediterranea con una lunghezza del corso principale di 95 km. La foce si trova nel comune di Castelvetrano in provincia di Trapani. Nella prima metà degli anni ottanta il Consorzio per l'Alto e Medio Belìce ha costruito uno sbarramento sul Belìce Sinistro, ai piedi della Rocca di Entella, dando vita a un invaso artificiale, il lago Garcia, che ha contribuito in parte a risolvere i seri problemi di approvvigionamento irriguo delle zone coltivate, divenendo anche un punto di riferimento per lo svernamento degli uccelli migratori.

La principale risorsa economica della Valle del Belìce è la produzione agro-alimentare e la coltivazione dell'olivo. Le prime tracce di coltivazione di olivo nella Sicilia occidentale risalgono alla dominazione fenicia del VIII secolo a.C. La coltivazione dell'olivo sul territorio continuò poi con l'insediamento dei greci:gli abitanti di Selinunte coltivarono e propagarono l'olivo colonizzando vallate e terre fertili dell'interno, producendo olio, come dimostrano le macine rinvenute vicino al Tempio, risalenti al V secolo a.C. Selinunte, secondo Plinio, fu importante città di commercio verso la Magna Grecia e il Mar Mediterraneo grazie alla propria flotta e alle derrate alimentari provenienti dal territorio: vino, cereali e olio.
Nel XV secolo d.C. si ebbe un incremento della produzione di olio di oliva, in seguito ad una forte migrazione di ebrei nel Trapanese, e nel XVIII secolo d.C. i Borboni impiegarono importanti risorse per aumentare ulteriormente la produzione di olio nell'area, piantando nuovi oliveti.
L'olivo era una coltura primaria della Valle del Belìce già nel 1600; a partire dal 1700 si è evoluto un ecotipo che nel corso dei secoli successivi ha dato origine a una delle più note cultivar italiane, la Nocellara del Belice, DOP della Sicilia, ma coltivata occasionalmente anche in altre regioni.
