Luoghi da Visitare in Sicilia - MONASTERO DI SAN FILIPPO DI FRAGALA - Frazzanò, Messina

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Luoghi da Visitare in Sicilia - MONASTERO DI SAN FILIPPO DI FRAGALA - Frazzanò, Messina

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Pubblicato da Sicily Tourist in Messina e Provincia · 10 Febbraio 2026
Arroccato sul monte Castro, in posizione dominante sull’intera vallata dei Nebrodi, è custodita una vera e propria gemma di architettura ecclesiastica: il Monastero di San Filippo di Fragalà con annessa Chiesa, situato a circa 2km dal Borgo Medievale di Frazzanò in Provincia di Messina.  Oggi chi arriva al Monastero di San Filippo di Fragalà, può respirare tra i cortili e le celle del complesso, tutta la storia e la bellezza del luogo. Tra terra e cielo, sulla cima  il Monastero di San Filippo di Fragalà è un luogo dove ristorare lo spirito grazie alla tranquillità e alla calma che regnano sul Monastero. E' posto lungo il corso della Via Francigena, per cui è possibile scoprire in questi luoghi anche tratti di storia, geografia e spiritualità del passato.



La struttura ha origini antichissime: venne consacrata nel 495, dopo un periodo di decadenza con la dominazione araba della Sicilia venne fatto ricostruire dal conte Ruggero I di Sicilia e dalla consorte Adelasia nel 1090. Il conte Ruggero inoltre dedicò la struttura al siciliano San Filippo di Fragalà. Il monastero ospito i monaci basiliani e diventò una dipendenza dell’Archimandritato del Santissimo Salvatore di Messina nel 1131. La sacra struttura toccò il suo massimo splendore sotto la dominazione normanna, sveva e angioina, mentre cadde in disgrazia con gli aragonesi. Il monastero ospitava una ricchissima biblioteca che custodiva volumi pregiati, trasferita poi nel 1866 nel centro cittadino. Le pergamene greche e latine, risalenti a prima del 1743 e costituenti il ‘Tabulario del Monastero’, vennero invece salvate dallo stato d’abbandono in cui giaceva il monastero dopo l’addio dei monaci basiliani e trasferite nell’archivio di stato di Palermo.



Per 3 anni il Monastero ha avuto un ospite illustre fra le sue mura, Lorenzo Ravi, divenuto San Lorenzo da Frazzanò, attuale patrono di Frazzanò (Messina). Rimasto orfano in tenera età, Lorenzo venne cresciuto da Lucia, vicina di casa che gli permise di studiare lettere umane e divine presso il Monastero basiliano di San Michele Arcangelo a Troina già a 6 anni: dopo aver preso gli ordini minori e maggiori, a soli 20 anni Lorenzo era già divenuto sacerdote. La fama del sacerdote, che fin da giovane si era dedicato all’eremitaggio e alla penitenza, iniziò a diffondersi velocemente e diversi fedeli da tutta la zona nebroidea erano disposti a fare lunghi viaggi pur di ascoltare la sua parola illuminata.



Particolare e suggestivo l’aspetto legato alle penitenze che Lorenzo si infliggeva fin da piccolo arrivando addirittura allo spargimento di sangue. A tal proposito diverse leggende tramandate parlano del ‘prodigio della camicia’: il sangue sparso sulle vesti del santo la notte, scompariva la mattina seguente lasciando immacolata la camicia da notte del Santo.
Nel 1155 fu ospite del monastero di San Filippo di Fragalà per circa 3 anni: nel messinese fece edificare una chiesetta dedicata a San Filadelfio in quel di Frazzanò. Nei primi del 1158 venne chiamato a predicare in alcune zone della Calabria, frale quali Reggio Calabria, città vittima della peste. Lorenzo accolse le suppliche dei cittadini appestati riportando in salute il corpo dei malati e ricondusse, attraverso la penitenza, verso la conversione sincera. Lorenzo fece ricostruire anche 3 chiese i quali ruderi erano sparsi per i colli sovrastanti la città. Alla sua partenza da Reggio venne acclamato da un’immensa folla di fedeli grati per il suo intervento.



Come abbiamo detto, la sua ricchissima biblioteca, che custodiva volumi pregiati e che dopo il 1866 fu trasferita nel centro abitato, perchè potesse essere consultata più agevolmente. Le pergamene greche e latine di epoca anteriore al 1743, che costituivano il " Tabulario del Monastero", furono sottratte al deplorevole destino di ammuffire e marcire, com'era avvenuto per i libri della biblioteca. Oggi le suddette pergamene si trovano nell'archivio di stato di Palermo. Questo monastero ha anche il singolare privilegio di avere ospitato, per parte della sua via, S. Lorenzo Confessore. Il monastero ebbe il suo massimo splendore sotto i normanni, svevi, e angioini e cadde sotto la dominazione aragonese; riveste un particolare storico-architettonico, specialmente le sue absidi molto ben conservate. Annessa al monastero c'è la chiesa di stile romano-bizantino.



L’ Architettura
La pianta della chiesa, nella forma a “T”, è accostabile a quella di S. Giovanni degli Eremiti (1132) di Palermo, più tarda. Il modello basiliano latinizzato dalla presenza dell’unica navata venne prescritto come obbligatorio da seguire liturgicamente nella ricostruzione delle chiese basiliane distrutte o danneggiate dagli arabi, come risulta accennato dal Gran Conte Ruggero in un diploma dato in Itala. Nel settore absidale, rivolto ad est secondo l’uso del tempo, soltanto l’abside maggiore si presenta all’esterno decorata da sei alti pilastri in cotto. E’ probabile che in origine la chiesa fosse coperta da volte, secondo la tipologia delle più antiche chiese bizantine. Tutte le aperture e gli archi interni, compreso l’unico portale superstite, mantengono la doppia ghiera nel classico sistema archivoltato a “gradino”. L’interno della chiesa era interamente affrescato secondo le gerarchie e la posizione canonica prescritta nell’arte liturgica bizantina. Tracce sono rimaste nell’abside maggiore. Le prime trasformazioni del sec. XV riguardarono la chiesa, con la costruzione del tiburio ottagonale in sostituzione della cupola e la risistemazione del cortile interno con 8 arcate basse a tutto sesto.



Come è possibile arrivare al Monastero di San Filippo di Fragalà
Chi arriva al Monastero di San Filippo di Fragalà potrà scoprire la lunga storia del Monastero, apprezzandone le bellezze architettoniche e la splendida vista offerta dal complesso.
Il Monastero, a soli 3 km da Frazzanò, si può facilmente raggiungere in macchina, dall’A20 Messina-Buonfornello, svoltando all’uscita per Rocca di Capri Leone a circa 4 km dal borgo; i viaggiatori che preferiscono il treno, possono scendere alla Stazione di Sant’Agata Militello e proseguire per i successivi 8 km in bus o navetta.

Guarda il Video del Monastero





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