Archeologia Medievale in Sicilia - Parco Archeologico di Santa Maria la Vetere - Militello in Val di Catania

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Archeologia Medievale in Sicilia - Parco Archeologico di Santa Maria la Vetere - Militello in Val di Catania

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Pubblicato da Sicily Tourist in Catania e Provincia · 2 Aprile 2026
Il Complesso di Santa Maria la Vetere a Militello in Val di Catania, nota anche come Chiesa della Provvidenza, rappresenta uno dei siti più significativi presenti nel territorio, testimone di un passato legato alle origini medievali della città. Si trova in una vallata all’estremo limite sud-orientale della città. L'edificio attuale, composto dalla sola navata destra e parte del prospetto, rappresenta in realtà l'antica chiesa di Santa Maria della Stella, parzialmente distrutta dal terremoto del 1693, diversamente denominata per distinguerla dall’attuale Chiesa di Santa Maria della Stella, oggi santuario, ricostruita dal 1722 in diverso luogo.



L'origine della Chiesa di Santa Maria La Vetere risale al tempo della conquista normanna della Sicilia e va inquadrata nell'ambito della politica religiosa di latinizzazione della Sicilia musulmana promossa dal Conte Ruggero I di Altavilla. Scavi archeologici hanno inoltre accertato che la parte più antica dell'edificio di culto poggia su un complesso rupestre riconducibile, insieme con la vicina cappella dello Spirito Santo, ad una fase abitativa tardo antica. A questa prima fase edilizia sono da riferire alcune strutture murarie, un frammento di affresco in stile bizantino, alcuni interessanti elementi architettonici quali dei frammenti di cornici e due capitelli e la torre posta a Nord - Est. E’ riconducibile anche complesso di pozzi ed ipogei scavati nella roccia calcarea. Al di sotto del pavimento sono state rinvenute numerose tombe a fossa e, rimescolati alla terra, frammenti architettonici, monete e maioliche del ’500/’600. Intorno ai secoli XIV e XV la chiesa fu soggetta ad una serie di trasformazioni architettoniche promosse dai membri della famiglia Barresi stabilitasi a Militello nel 1308, tra cui: l'ingrandimento della fabbrica sotto Blasco II Barresi; la costruzione del campanile nel 1448; l'ampliamento della chiesa in tre navate; la costruzione del portico di tramontana e del portale nel 1506, sotto Giambattista Barresi.



In questo contesto di fioritura artistica è da collocare, nel 1486, la commissione da parte di Antonio Piero Barresi all'artista fiorentino Andrea della Robbia di una grandiosa pala d'altare in ceramica invetriata raffigurante la Natività di Gesù, attualmente collocata nell'odierno santuario di Santa Maria della Stella. Nel prospetto, il portale, protetto da un portico sostenuto da due leoni stilofori, è il capolavoro-simbolo di questa chiesa. I rilievi del portale del 1506, con tracce residue dell’antica policromia, rappresentano: nella lunetta, la Vergine in trono fra angeli; negli stipiti, busti di Profeti e Sibille; nei basamenti, Storie dei SS. Gioacchino e Anna; sulle guglie, un’Annunciazione; e nella cuspide, l’Incoronazione della Vergine.




All'interno della chiesa, ridotta ad una sola navata dal terribile terremoto del 1693, si può ammirare il decoratissimo altare della Natività risalente al XVII secolo. In un altro altare invece, un frammento marmoreo che raffigura l'Annunciazione, si fa risalire al XV secolo. Al centro della composizione, nella lunetta, spicca la Madonna con il Bambino, adorata da due angeli e sormontata da una stella. Negli stipiti una schiera di profeti e sibille, e nella cuspide l'Incoronazione della Vergine.
La chiesa di S.Maria viene menzionata per la prima volta in un diploma del re Ruggero il Normanno, risalente al 1115, secondo alcuni, e al 1130, secondo altri. Recenti indagini hanno accertato che la parte più antica della costruzione poggia "su un complesso rupestre alto-medievale", di cui la vicina cripta dello Spirito Santo costituisce la testimonianza più remota; essa conserva ancora, intagliati nella roccia, un altare, croci e loculi di derivazione greca. Maggiore consistenza storica viene data generalmente ad un altro diploma, più tardo, del 1308, anno in cui S.Maria viene citata fra i beni del "casale et castrum Militelli". La chiesa incominciò ad accrescersi a partire dalla seconda metà del XV secolo, quando venne eretto il campanile. Nel 1506 con la definitiva sistemazione della porta maggiore, poteva dirsi in massima parte completata, anche se mancava ancora la cuspide del campanile, che sarebbe stata innalzata soltanto un secolo più tardi. All'interno della chiesa, ridotta ad una sola navata dal terribile terremoto del 1693, si fa ammirare il decoratissimo altare della Natività (XVII secolo), che ostenta i suoi ricami nelle colonne, nel frontone e nel paliotto della mensa. In un altro altare invece, un frammento marmoreo che raffigura l'Annunciazione, si fa risalire al XV secolo. Di impianto quattrocentesco è infine la cappelletta quadrangolare, adibita a sagrestia, dietro l'altare maggiore, con volta a costoloni. Il portale, protetto da un portico sostenuto da due leoni stilofori, rimane il capolavoro-simbolo di questa chiesa. Al centro della composizione, nella lunetta, spicca la Madonna con il Bambino, adorata da due angeli e sormontata da una stella. Negli stipiti una schiera di profeti e sibille, e nella cuspide l'Incoronazione della Vergine. L'opera è probabilmente un lavoro giovanile di Antonello Gagini.



Conserva oggi: tracce di affreschi riferibili alle fasi edilizie più antiche; capitelli e fregi medievali, tra i quali alcuni in stile anglo-normanno; una camera con volta a crociera costolonata e porta con fasci di colonnine del '400; un magnifico portale policromo in stile gotico con un ricco ciclo di sculture realizzato nella seconda metà del '400 e rimaneggiato a inizio '500 verosimilmente da Domenico Gagini, sormontato da un protiro sostenuto da leoni stilofori (unico esempio in Sicilia); pilastri e finestroni incorniciati da cariatidi a seno nudo in stile manieristico, e alcune ornatissime cappelle gentilizie in pietra policroma arricchite da colonne tortili del XVII secolo. In fondo all'unica navata superstite è collocata una bella statua in pietra di scuola gaginesca raffigurante Santa Maria della Provvidenza della metà del '500. All'interno, come all'esterno, si trova un complesso di sepolture e ipogei di epoche diverse (dall'età tardo-romana all'età moderna), fra cui un oratorio rupestre con croci e simboli templari (detto "Cripta dello Spirito Santo"), e una vasca battesimale circolare, anch'essa con croce templare pomata, testimone della funzione parrocchiale che la chiesa esercitò sin dal XII secolo. Al lato di Nord-Est, si trovano le rovine della torre/dongione normanna (XII sec.), che costituiva insieme alla chiesa un unico complesso edilizio di tipo castrale, nucleo originario del borgo medievale di Militello.

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