Mercati Storici in Sicilia - MERCATO DEL CAPO - Palermo

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Mercati Storici in Sicilia - MERCATO DEL CAPO - Palermo

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Pubblicato da Sicily Tourist in Palermo e Provincia · 24 Settembre 2024
Passeggiando lungo le strade di alcuni rioni di Palermo, si ha l’impressione di stare in uno dei suk di una qualsiasi città musulmana. Non per niente, alcuni mercati sono stati realizzati durante la dominazione araba, ed ancora oggi, si possono notare l’aspetto, le consuetudini del vendere e del comprare, i colori, gli odori, l’usanza di sommergere strade e piazze con banchi, cesti, tendoni variopinti, tipico, appunto, dei tradizionali mercati nordafricani.



Il Mercato del Capo è situato nell’antico quartiere, denominato Seralcadio, formatosi in epoca musulmana per ospitare gli schiavoni, ovvero pirati e commercianti di schiavi. Si estende lungo le via Carini e Beati Paoli, la via di S. Agostino e la via Cappuccinelle. Furono gli Agostiniani a popolare questa zona, poiché essi avevano la loro sede nel convento attiguo alla trecentesca chiesa di S. Agostino. Uno degli ingressi principali è quello di Porta Carini, così chiamato per l’esistenza della settecentesca porta, riedificata riferendosi all’originale del quattrocento, nei cui pressi è il Palazzo di Giustizia.



Fondamentalmente il mercato è sempre stato luogo particolare per la vendita della carne, anticamente nelle vicinanze esisteva il macello civico detto “bocceria nuova” per la macellazione di becchi e altri animali, diverse sono le “carnezzerie” (termine dialettale conseguente alla dominazione spagnola) e non macellerie come vengono comunemente chiamate. Per definizione il mercato del popolo di Palermo, ha saputo mantenere con il suo intricato labirinto viario l’aspetto proprio di un suk orientale, dove trasuda opulenza e magnificenza.



Tra la folla si confondono i venditori ambulanti che propongono ai passanti le specialità tipiche della cucina di strada palermitana: “sfincione e “sfincionello”, pane con la milza, pane con le panelle e le crocchè di patate etc. Altro particolare, che stupisce, nel vedere i quarti di carne appesi al di fuori della bottega, usanza sopportata, da quella che fu la presenza ebraica in città, per depurare l’animale del suo sangue, caratteristica è l’esposizione di capretti e agnelli in determinati giorni prefestivi, completamente privi di pelle tranne la coda che mantiene il ciuffo che fanno da quinta come sfondo al negozio.
Il Mercato del Capo è uno dei quattro mercati storici di Palermo. Il suo nome deriva dall’espressione caput seralcadi poiché si colloca nella parte più a nord dell’antico quartiere seralcadio. Questa denominazione potrebbe tuttavia derivare dall’omonima altura, sulla quale trovava collocazione la chiesa di s. Anna, visibile da ogni parte del quartiere.



L'accesso principale del mercato è la trecentesca Porta Carini che, lungo la via omonima, introduce alla piazza Capo, biforcandosi tra la via Cappuccinelle e la via Beati Paoli. Nel mercato del Capo si vendono soprattutto generi alimentari.
L'area occupata da questo mercato corrisponde alla parte superiore dell'antico quartiere Seralcadio, il quartiere degli schiavi, dall'arabo "Harat-as-Saqalibah", che si allungava da Danisinni sino al mare, lungo l'asse viario Sant'Agostino-via Bandiera. Il nome deriva dalla denominazione della zona come "caput Sarecaldii", diventata in seguito più semplicemente "Capo".



Sotto le strade della zona del Capo, nelle cavità sotterranee, sono state individuati, secondo la leggenda, i sentieri nascosti che servivano da luoghi di ritrovo della setta dei Beati Paoli.
Tra le tante caratteristiche folkloriche del mercato e della zona limitrofa, si segnala la curiosa denominazione di alcune strade, quali via Gioia mia, via Scippateste e via delle Sedie volanti, quest'ultima così chiamata per via delle antiche botteghe degli artigiani di portantine.



Nei secoli, il Capo ha mantenuto il suo carattere popolare, con un aspetto davvero simile ai tipici suk orientali. Le botteghe iniziano a prendere vita al mattino presto: un intricato susseguirsi di bancarelle, sulle quali i bottegai espongono le proprie merci, attirando abitanti e turisti che si soffermano a osservare, assaggiare, contrattare o acquistare.



Ad attirare l’attenzione sono principalmente i generi alimentari: dal pesce alla carne, dalle olive al pane, dalla frutta alle spezie posizionate in ordine cromatico, i prodotti vengono ordinati quasi artisticamente creando un contesto inimitabile di colori, odori e sapori. Caratteristiche sono anche le taverne collocate lungo le vie del mercato del Capo, dove è possibile sorseggiare un bicchiere di vino, gustando pesce fresco, sfincione, panelle e crocché.



In una Palermo sempre più cosmopolita, accanto alle antiche tradizioni, oggi trovano posto differenti culture. Le usanze del Mercato si rinnovano e si mescolano, permettendo al quartiere Capo di rinascere, ogni giorno come in passato.




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