Riserve Naturali e Trekking in Sicilia - Riserva Naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi

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Riserve Naturali e Trekking in Sicilia - Riserva Naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi

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Pubblicato da Sicily Tourist in Trapani e Provincia · 22 Dicembre 2024
La riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi è un'area naturale protetta situata nel comune di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani ed è stata istituita nel 1998. Dal 2011 è riconosciuta zona umida. Sottoposta a tutela già nel 1981 dalla Regione siciliana, diviene riserva naturale nel 1998. Il ministero dell'Ambiente nel luglio 2011 la riconosce anche zona umida tutelata ai sensi della Convenzione di Ramsar, insieme alle limitrofe paludi costiere di Capo Feto.



La Riserva è un area unica nel suo genere. Si tratta di una zona umida di origine carsica formata da specchi lacustri naturali salmastri, denominati storicamente laghi del Cantarro, circondati da cordoni di vegetazione palustre e dalla vegetazione a macchia mediterranea, che ne ricopre buona parte dei costoni calcarenitici. L’intera area ospita cinque bacini: il pantano Murana, il lago Preola ed i tre Gorghi tondi, alto medio e basso. Il paesaggio agrario circostante è caratterizzato da colture tradizionali, con prevalenza a vigneto ed uliveto. I cordoni di vegetazione palustre che circondano i bacini rappresentano biotopi ideali per flora e fauna, con presenza di piante acquatiche palustri come la cannuccia, lo scirpo, la tifa, il carice ed il giunco. Sui costoni sovrastanti spiccano invece associazioni vegetali a quercia spinosa, lentisco e olivastro, è presente anche una fitta lecceta relitta in località bosco del Cantarro.



L’origine carsica dei laghi
I cinque bacini lacustri sono di origine carsica. Il carsismo rappresenta il fenomeno di dissoluzione chimica che le acque esercitano sulle rocce solubili (gessi). Quando le rocce soggette al fenomeno carsico vengono a contatto con l’acqua, i minerali che le compongono passano in soluzione e si allontanano dalla roccia stessa. Le acque così si infiltrano attraverso le fratture della roccia, che hanno contribuito ad ampliare con la dissoluzione, scorrono nel sottosuolo, andando a costituire un sistema carsico sotterraneo. Spesso, infatti, nelle aree carsiche si ha una sostituzione dell’idrografia superficiale con una idrografia sotterranea.
Nel caso del Lago Preola e dei Gorghi Tondi la dissoluzione dei gessi si è sviluppata in punti in cui essi erano a diretto contatto con le calcareniti e quindi dove l’acqua contenuta nella falda ha potuto raggiungere i gessi e scioglierli fino a determinare delle grandi cavità. Si sono generate così numerose doline di crollo, presenti nella zona, alcune delle quali hanno raggiunto profondità tali da intercettare la falda freatica e dare origine alle conche lacustri.



L’area, tra le Zone Umide naturali più importanti della Sicilia Occidentale, presenta una fitta fascia di vegetazione palustre che circonda gli specchi d’acqua e una rigogliosa macchia mediterranea, che ricopre i costoni calcarenitici.
Il comprensorio del Preola, al momento dell’istituzione della Riserva, a fronte di grandi valenze naturalistiche, presentava tutti i problemi di un ambiente fortemente antropizzato e quasi totalmente in proprietà privata. Inoltre, prima dei vincoli di tutela, non era sfuggito alle bonifiche e ai miglioramenti fondiari dissennati, che pesantemente avevano inciso sull’aspetto naturalistico e geomorfologico dello stesso. L’area era esposta a fenomeni di bracconaggio ed incendi e non erano assenti abusivismo e abbandono di rifiuti. l bacini lacustri risultavano in uno stato di grave sofferenza idrica, anche in conseguenza della prolungata siccità che da molti anni affliggeva il territorio.
Negli anni le azioni di conservazione e di tutela, avviate dall’ Ente Gestore, hanno permesso di contrastare le tante minacce e di mitigare e ridurre significativamente i tanti fattori di disturbo.
Dal 2004 inoltre le abbondanti piogge, unitamente alla limitazione dei prelievi d’acqua ad uso irriguo, hanno contribuito a restituire vita ai bacini anche nel periodo estivo.



La sosta e la riproduzione di specie importanti come l' Anatra marmorizzata e la Moretta tabaccata sono certamente da annoverare tra i risultati di tali azioni di tutela e gestione dell’area . Significative anche le attività di ricerca scientifica sull’avifauna sulla popolazione di testuggine palustre, sulle specie alloctone ed invasive, sullo stato dell’ambiente, condotte in collaborazione con Università, Istituti di Ricerca, I’ARPA Sicilia e il CNR, numerose le iniziative di educazione ambientale.
Un altro importante traguardo è la recente acquisizione al demanio regionale, con un progetto finanziato dal PIR Rete Ecologica, di circa 20 ettari di coltivi e vigneti adiacenti a zone di rilevante intessere naturalistico e che, per la loro vicinanza agli specchi lacustri, incidevano pesantemente sulla frammentazione dell’ecosistema.

La Flora



La flora della riserva è rappresentata da un elenco floristica molto eterogeneo, poiché contempla specie ed ambienti ecologici molto vari: aspetti lacustri, palustri, stagnali, ambienti salmastri, formazioni forestali sempreverdi, aree antropizzate e coltivazioni. All’interno del territorio della Riserva sono state complessivamente censite 373 entità infrageneriche spontanee, a loro volta riferite a 71 famiglie e 242 generi. La vegetazione degli specchi d’acqua si articola in cinture concentriche che seguono il gradiente d’umidità.
Dalla sponda verso il centro del lago si distinguono per prime le comunità idrofitiche quali il Caricetum hispidae, il Bolboschoenetum maritimi, il Typho angustifoliae-Phragmitetum australis. All’interno dello specchio e lungo i fondali più bassi l’aggruppamento a Potamogeton pectinatus quale comunità sommersa.
Un interessante aspetto di quest‘ultima è presente sul fondo del Preola ed è rappresentato da una comunità crittogamica improntata dalla nitella, alga della famiglia delle Characeae (Aggr. & Nitella sp. ). Questa si insedia sulla parte più profonda del bacino, laddove l’acqua si mantiene per più tempo nascondendosi tra i cespi di Polypogon monspeliensis e Paspalum paspaloides.
Sui costoni calcarenitici, che circondano gli specchi lacustri, significativa la presenza della “macchia mediterranea” con specie quali il Leccio che in prossimità del Gorgo Basso presenta formazioni consistenti (quanto resta dell‘antico Bosco del Cantarro), la Quercia calliprina specie ormai molto rara nel bacino del mediterraneo, I’ Olivastro, il Lentisco, il Terebinto, l‘ Erica, la Fillirea, il Carrubo e il Corbezzolo presente con pochi esemplari. Non mancano in questo contesto il Teucrio, il Pungitopo e il Cisto. Presenti nelle radure, ai margini della macchia e negli incolti , il Ramno, la Palma nana, la Disa (Amphelodesma mauritanica), il Timo.
Inoltre tra le innumerevoli fioriture primaverili che colorano il territorio non mancano orchidee selvatiche quali la Barlia robetiana, I’Ophrys lutea e I’ Orchis italica, gli Anemoni in particolare I‘ Anemone hortensis e le Scabiose come la Scabiosa atropururea.

La Fauna



Tra l’avifauna presente o che frequenta l’area durante i periodi di migrazione: il Cormorano, l’Airone cinerino e l’Airone rosso, la Nitticora, Ia Garzetta, la Cicogna bianca, la Cicogna nera, il Mignattaio; tra le anatre il Fischione, il Codone, l’Alzavola; tra i nidificanti la Moretta tabaccata (specie, prioritaria per le Direttive Comunitarie), lo Svasso maggiore, il Tuffetto, il Tarabusino, il Germano reale, la Gallinella d’acqua e la Cannaiola. Nelle aree agricole sono osservabili il Beccamoschino, il Merlo e il Verzellino, mentre la macchia costituisce rifugio per l’Occhiocotto.
Abituali frequentatori dell’area rapaci quali il Falco di palude, il Falco pescatore, l’Aquila minore, la Poiana, il Gheppio, il Falco pecchiaiolo, l’Albanella ed il Grillaio. Tra i rapaci notturni I’Assiolo, il Barbagianni e la Civetta. In autunno i canneti diventano dormitori per migliaia di Rondini prima della migrazione. Di recente l’area è stata ricolonizzata dal Pollo sultano, che avendo trovato condizioni ottimali è tornato a nidificarvi. Per quanto riguarda i mammiferi, di interesse biogeografico è presente l’Istrice, che scava profonde tane nei friabili costoni calcarenitici.



Altre specie note sono la Martora, la Donnola, la Volpe , il Riccio, la Lepre e il Coniglio selvatico.
Tra i rettili sono presenti la Lucertola campestre, il Geco, una buona popolazione di Ramarro, il Biacco e la Matrice dal collare, mentre tra gli anfibi il Rospo comune, il Rospo smeraldino siciliano e il Discoglosso dipinto (specie particolarmente legata agli agrumeti).
Di importanza comunitaria e tra i motivi di istituzione della riserva, la specie endemica Emys trinacris Testuggine palustre siciliana (Specie protetta ai sensi della LR. 33 del ’97), considerata a rischio di estinzione e compresa nella RED LIST IUCN, è inclusa nell’allegato II e nell’allegato VI (specie di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa della Direttiva 92/43CEE).
La riserva vanta un centro sperimentale di riproduzione e nursery per lo studio della biologia della testuggine palustre siciliana (visitabile su prenotazione). Numerose le specie di invertebrati presenti nell’area, tra cui coleotteri acquatici e libellule.
Il “Lago Preola” è stato inoltre indicato (F. Marrone, 2004) tra i 9 siti di interesse prioritario in Sicilia per la conservazione della “diversità” della fauna a microcrostacei siciliani.


Come arrivare
La Riserva ricade nel territorio del Comune di Mazara del Vallo.
Provenendo da Palermo lasciare la A-29 Palermo Mazara allo svincolo per Campobello di Mazara, per la S.S. 115 in direzione Mazara del Vallo. All’altezza del Km 57 lasciare la statale ed immettersi (a sinistra) sulla Strada Provinciale n.85, da qui seguire la segnaletica della Riserva.
Da Mazara del Vallo si può raggiungere percorrendo la S.S. 115 in direzione Campobello di Mazara. Dopo circa 4 Km, la SS 115 incrocia Ia S.P. n. 85, da qui seguire la segnaletica della Riserva.



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