Sicilia da Visitare: Abbazia di Maniace o Castello di Nelson Bronte
Pubblicato da Sicily Tourist in Catania e Provincia · 22 Febbraio 2024
La Struttura si trova nel territorio di Bronte a 13 km dal centro del paese in provincia di Catania. La Ducea di Nelson, così attualmente chiamata ancora, sorse intorno al 1173, probabilmente sulle rovine di una preesistente costruzione basiliana, per volontà della Regina Margherita, per durevole memoria della battaglia vinta da Giorgio Maniace contro i Saraceni. Difatti, venne chiamato originariamente Castello di Maniace in quanto nel 1040, il generale bizantino, Giorgio Maniace, affrontò in questa valle un esercito arabo di 50 mila soldati e lo sconfisse, facendo scorrere tanto sangue nelle acque di quel torrente che da allora si chiamò per l’appunto “Saracena”. Scorrendo in avanti con i secoli, poi, nel 1798 re Ferdinando I delle Due Sicilie, a seguito di moti rivoluzionari che sarebbero sfociati nella nascita della “Repubblica Partenopea”, dovette abbandonare Napoli e rifugiarsi con l’aiuto di Nelson a Palermo. L’Ammiraglio Nelson soffocò nel sangue la repubblica partenopea (salvando la vita e il trono al re) e liberò la monarchia borbonica da uno scomodo avversario avuto in consegna, il Caracciolo, eroe della rivoluzione napoletana. Ferdinando I, in segno di riconoscenza, concesse a Nelson, in perpetuo, l’Abbazia di Maniace, le terre e la città di Bronte. Il re non si limitò ad offrire la sola Bronte ma una terna di allettanti doni, tra i quali Nelson avrebbe potuto scegliere.

L’ammiraglio poteva optare fra i feudi di Bisacquino, Bronte e Partinico. Al “munifico” re Ferdinando, piaceva l’idea che Nelson scegliesse Bronte e scrisse un biglietto destinato al suo Ministro in cui palesava tale preferenza.
Horatio Nelson non deluse il re e scelse Bronte, forse per l’origine greca del nome che significa “tuono” o per la maestosità dell’Etna sovrasta il panorama. All’ammiraglio, inoltre, venne anche conferito il titolo di Duca di Bronte, fu esentato dalla grossa somma che bisognava pagare alla Regia Corte per diritti di investitura e gli fu concessa pure la facoltà di trasmettere la Ducea, a suo piacimento, non solo a qualsiasi dei suoi parenti ma pure ad estranei. Il re, concedeva a Nelson e agli eredi, la facoltà di intervenire nella amministrazione della comunità cittadina di Bronte, e di poter nominare alcuni diretti rappresentanti della Ducea (o giurati) scegliendoli fra persone del luogo che naturalmente, per effetto della nomina, diventavano da quel momento dipendenti a tutti gli effetti del Duca inglese. Il re Borbone, nella sua regalìa, non tenne in conto i diritti acquisiti (o, meglio, letteralmente, acquistati) dai brontesi: quello del “mero e misto impero”, per il cui acquisto alcuni secoli prima, la popolazione si era dissanguata per oltre un secolo con la stipula di un mutuo, e l’affrancamento dal potere feudale dall’Ospedale di Palermo raggiunto con immani sacrifici dopo secolari lotte pochi anni prima. Così nacque un’altra aspra contesa giudiziaria fra il nuovo padrone, il Duca di Bronte (sia Nelson che tutti i suoi discendenti), e il Comune di Bronte.

Solo nel luglio del 1940, dopo la dichiarazione di guerra dell’Italia all’Inghilterra, al grido di Mussolini “Dio stramaledica gli inglesi“, gli eredi di Nelson dovettero abbandonare Maniace. Il complesso edilizi, infine, divenne proprietà del Comune di Bronte solo dal 4 Settembre 1981; Alla sua morte i suoi parenti, i Bridports, ereditarono le proprietà e la mantennero visitandola e vivendoci stabilmente fino a pochi decenni fa. Nei pochi anni di vita che gli rimasero l’Ammiraglio amava anche firmarsi “Nelson Bronte“. Il nome “Bronte” era bello, persino gli inglesi lo potevano pronunciare con facilità e divenne così prestigioso che l’irlandese Patrick Brunty (o Branty), grande ammiratore di Nelson, cambiò il suo cognome in Brontë, limitandosi a porre una dieresi sulla “e”, e come Brontë divennero famose le sue tre figlie Emily, Charlotte e Anne. Oggi la Ducea Nelson con gli appartamenti signorili (trasformati nel Museo Nelson), l’antica Abbazia benedettina, la Chiesa di Santa Maria di Maniace, i piccoli laboratori, i magazzini, le stalle, il granaio (trasformati in un centro culturale polivalente di studi, di congressi e mostre d’arte), il parco (dove è visibile uno straordinario Museo di scultura all’aperto) sono diventati una grande attrattiva turistica di straordinario interesse.
INTERNO:

Nel corso del tempo gli appartamenti nobiliari hanno mantenuto pressoché lo stesso stile anche se è possibile notare elementi che testimoniano la vita quotidiana vissuta dagli eredi fino al Novecento. Dal momento in cui il Comune di Bronte acquistò il Castello, eseguì dei lavori di recupero per riprendere quanto più possibile lo stile originario dello stesso. Infatti è possibile notare una fedele riproduzione degli antichi pavimenti in maiolica di Caltagirone, carte da parati e tendaggi. Oggi è possibile visitare gli appartamenti che mettono in mostra diversi cimeli appartenuti a Horatio Nelson e ai suoi eredi. Degni di nota sono: lettere autografe dei reali d’ Inghilterra, medaglie, piani di battaglie navali, ordini militari, cassapanche di pregevole fattura, reperti archeologici ritrovati durante gli scavi per la ristrutturazione del Castello. Interessanti sono i due bicchieri di cristallo con bottiglia che Nelson ha utilizzato poco prima della sua morte, durante la battaglia di Trafalgar. Nella sala soggiorno, sopra il caminetto, si trova un orologio francese del XVIII Sec..
ESTERNO:

Esternamente il Castello presenta una facciata piatta tipica di un palazzo settecentesco. Entrando a destra si possono osservare la monofore a feritoia della chiesa con arco acuto. Sul cancello in ferro vi sono le lettere N B iniziali interpretate dagli studiosi come Nelson Bridport o Nelson Bronte come si firmava. Nel cortile centrale vi è la croce celtica in onore e in ricordo di Horazio Nelson, innalzata nel 1888 dal V Duca Alessandro Britport e si legge “All’eroe immortale del Nilo” in onore della battaglia vinta contro le truppe francesi di Napoleone.
Il parco del Castello di Nelson si estende per circa quattro ettari. In esso sono coltivate varie specie di piante, tra le quali alcune importate dall’Inghilterra nel 1887 (Platani ed Eucaliptos). Il parco ha una forma rettangolare ed è diviso da un viale centrale. Il giardino si estende per circa cinquemila metri quadrati ed è caratterizzato dalla presenza di secolari cipressi, palme, salici, frassini, ippocastani, magnolie e siepi di rose. Attorniati dal prato inglese, troviamo anche pergolati di glicine, alberelli di pino e piantine varie. Il parco della ducea di Nelson è noto anche per aver ospitato nel 1990 un simposio internazionale di sculture al quale hanno partecipato 19 artisti che hanno creato sul luogo opere in pietra lavica.
Nei vialetti del giardino hanno passeggiato i nobili discendenti di Nelson sino al 1981. Nel castello, prima che venisse ceduto al Comune di Bronte, gli eredi dell’ammiraglio inglese hanno trascorso le vacanze estive assieme agli amici più intimi. Il visitatore oggi può immergersi nella storia del luogo camminando tra alti e secolari cipressi, tra aiuole ben curate, tra vecchie giare, assistendo a tramonti di indubbio fascino. Con le spalle rivolte alla parete di ponente del fabbricato centrale, coperto da una lussureggiante vite canadese, ornato dai numerosi comignoli delle vecchie stufe a legna, lo sguardo spazia tra i monti al di là del fiume saraceno.
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