Strutture Sacre Monumentali in Sicilia - ABBAZIA DI SANTO SPIRTO - Agrigento

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Strutture Sacre Monumentali in Sicilia - ABBAZIA DI SANTO SPIRTO - Agrigento

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Pubblicato da Sicily Tourist in Agrigento e Provincia · 24 Dicembre 2024
Il complesso chiaramontano di Santo Spirito si trova in pieno centro storico di Agrigento ed ha rappresentato per moltissimo tempo il fulcro centrale della vita sociale della città antica. Il monastero dal primitivo titolo Beata Maria Virginis et Sancti Spiritus è stato fondato nel 1299 dalla nobile marchesa Rosalia Prefoglio, moglie di Federico di Chiaramonte, che negli ultimi anni della sua vita decise di donare la struttura alle monache benedettine dell'ordine cistercense a lei molto care.



Gli agrigentini storicamente chiamarono il monastero con il termine dialettico" Bataranni" in italiano," badia grande" per le sue dimensioni imponenti.Le monache benedettine rimasero nel monastero fino al 1866, quando un regio decreto, a pochi anni dalla unificazione dell'Italia, decise di espropriarle dalla loro dimora convertendo la sua destinazione d'uso prima come orfanotrofio e successivamente sala mensa per i poveri. Nel 1916 lo Stato decise di affidare la struttura al comune di Agrigento Il monastero è interamente costruito con materiali di tipo locale, ovvero con pietra calcarea arenaria e malta bastarda. Il portale, come tutti i portali al suo esterno, è in stile chiaramontano. Entrando ci si incammina in un lungo corridoio esterno con, alla sinistra, il chiostro. Un giardino con al centro una fontana trecentesca e due archi che sostengono la parete della chiesa confinante al monastero. La sala dei cassettoni presenta un soffitto ligneo a cassettoni.



Entrando ci si incammina nel lungo corridoio esterno e alla sinistra si può notare il chiostro. Un giardino con al centro una fontana trecentesca e due archi che sostengono la parete della chiesa confinante al monastero. Sempre al piano terra troviamo tre sale: la cappella (ancora in via di restauro), l'aula capitolare e il refettorio. La cappella al suo interno è di dimensione quadrangolare e il soffitto coperto con una volta a crociera. Il portale, come tutti i portali al suo esterno, è in stile chiaramontano, uno stile artistico che unisce tre stili storicamente artistici. Il motivo a bastoni rotti di origine anglo-franco-normanna, le colonnine ornate con cespi di palmette richiamano invece lo stile normanno e la forma del portale ad arco a sesto acuto richiamano per ultimo lo stile gotico-svevo. L'aula capitolare anch'essa a forma quadrangolare, diversamente dalla cappella, ha due ampie finestre bifore. Al suo interno vi sono nel soffitto dei grossi archi ogivali. Sempre al suo interno, vi è in fondo alla stanza una cripta situata su un piano rialzato, recentemente scoperta durante gli ultimi lavori di restauro avvenuti nel 1989. Si pensa probabilmente che venne sepolta la pronipote della nobile donna fondatrice della struttura, Isabella, vedova di Andrea decapitato a Palermo. La donna, dopo la morte del marito si chiuse nel monastero dove: "prese il velo e nel cordoglio e in stretta indigenza vi produsse i suoi giorni a inoltrata vecchiezza; nel 1413 il Viceré Fernando de Vega le permise una ancella (25.10.1413); più tardi il re Alfonso accrescevole gli scarsi alimenti (1443). Morì nel 1434". Infine abbiamo il refettorio. Una sala ampia e rettangolare, diversa dalle altre due camere, presenta delle finestre monofore e in fondo alla sala una grande finestra bifora. Salendo al primo piano, troviamo quattro sale: il dormitorio, la sala dei marmi, la sala dei cassettoni e la sala della Madre superiora (detta pure sala della Torre). Il dormitorio, simile al refettorio, è ampio e di forma rettangolare. Ha le finestre monofore in un lato e delle finestre lunghe e strette, (cosiddette feritoie), dall'altro lato. In fondo alla stanza vi è una finestra bifora grande e sopra le pareti vi sono gli enormi archi ogivali Il soffitto è costruito in legno a capriate e a cassettoni, realizzato nel Seicento. La sala dei marmi, una stanza semplicemente quadrangolare senza notevoli rilievi storici e architettonici, vi è situato un importante crocifisso marmoreo del quattrocento dove è raffigurato dalla parte frontale il Cristo con la Maddalena e San Giovanni Battista e nel retro della scultura i simboli che richiamano la resurrezione di Cristo. La sala dei cassettoni, anch'essa non rilevante a livello artistico, fatta eccezione per il soffitto ligneo a cassettoni dal quale prende il nome la sala, e per l'affresco dove sono raffigurati San Francesco d’Assisi, papa Celestino V e San Antonio da Padova, ospita oggetti e ornamenti rudimentali del periodo arabo e greco-ellenistico.



Il museo Etno-Antropologico Antonino de Gubernatis
Infine abbiamo la sala della Madre Superiora, detta pure la sala della Torre. Strutturalmente richiama la stanze dell'aula capitolare e della cappella al piano terra; la forma quadrangolare, le colonnine innalzate verso il soffitto fino a formare una volta a crociera con al centro un rosone. Altra caratteristica importante è la feritoia grande che si affaccia all'entrata del monastero.
Al secondo e ultimo piano, abbiamo la sezione etno-antropologica Antonino De Gubernatis e la stanza cartografica e toponomastica. Il museo etno-antropologico presenta tutti gli oggetti di tipo domestico e contadino che richiamano la civiltà siciliana tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. La stanza è talmente ricca di oggetti che si possono suddividere in strumenti di lavoro (falegnameria, attrezzi agricoli), strumenti di misura (decilitri, e misuratori di liquidi, legumi e cereali), strumenti musicali popolari (trombe, cornamuse e tamburi), capi vestiari, ornamenti religiosi, oggetti da gioco e suppellettili (fiaschi, lucerne, lavabi e altri oggetti).

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