Tour e Trekking Archeologico in Sicilia - La Necropoli di Realmese - Calascibetta, Enna

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Tour e Trekking Archeologico in Sicilia - La Necropoli di Realmese - Calascibetta, Enna

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Pubblicato da Francesca Ur. per SicilyTourist in Enna e Provincia · 28 Maggio 2025
La necropoli di Realmese  è una bellissima area aercheologica lungo le scoscese pendici di Cozzo S. Giuseppe, è situata a circa 3 km dal centro abitato di Calascibetta in Provincia di Enna.



La Necropoli Pantalicana di Realmese è di età protostorica arcaica, risale all’IX e al VI sec. a.C. ed è caratterizzata da 288 tombe a grotticella del tipo Pantalicano. Gli scavi archeologici, eseguiti sotto la direzione di Luigi Bernabò Brea tra il 1949 e il 1950, hanno portato alla luce numerosi reperti costituiti prevalentemente da ceramiche varie, coltellini a fiamma, gioielli e monili oltre a corredi miniaturizzati oggi esposti presso il Museo Varisano di Enna, e principalmente nel Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi di Siracusa. Dal 2013 la Necropoli è stata inclusa nell’itinerario di un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale di Roma, Camminare nella storia, Italia rupestre, “Reliquie rupestri nelle trazzere di Calascibetta”. Vicino la necropoli infine è stato realizzato un parco che abbraccia l’intera area archeologica.



L'utilizzo della Necropoli di Realmese copre un periodo esteso, suddiviso in due fasi principali: la prima di etá protostorica (dal IX al VII secolo a.C.), la seconda di etá arcaica (VII e VI secolo a.C.). Tracce dell'uso del sito in epoca bizantina sono state individuate all'interno di una tomba a camera dell'etá del bronzo (XI- inizi VIII secolo a.C.). Tale sepoltura presenta una pianta quadrangolare con copertura interna piana. Al suo interno, sulla parete destra, si apre una grande nicchia, mentre a sinistra una panchina é stata intagliata nella roccia, per cui si ritiene che in etá bizantina la tomba fosse utilizzata come abitazione. I reperti costituiti da ceramiche varie, coltellini a fiamma, anelli digitali, orecchini e fibule, nonchè di corredi miniaturizzati si trovano esposti in parte nel Museo Archeologico Palazzo Varisano di Enna, mentre la parte piú consistente si trova esposta insieme a una foto del sito durante i lavori di scavo eseguiti tra il 1949 ed il 1950, sotto la guida di Luigi Bernabó Brea, nel Museo Regionale Paolo Orsi di Siracusa.



L'area era in passato percorsa da piccoli torrenti le cui acque, un tempo abbondanti, hanno lasciato traccia nella lussureggiante vegetazione che attualmente interessa la zona. Sul versante meridionale del rilievo si addensa un gruppo consistente di tombe a grotticella artificiale che costituiscono il nucleo centrale della necropoli, la quale si estende anche sugli altri versanti del colle, benché con un numero più esiguo di sepolture. Allo stato attuale delle ricerche, non si conosce lesatta posizione dellabitato pertinente alla necropoli, che sembrava andasse ricercato sulla sommità del vicino Cozzo S. Giuseppe, in una posizione dominante. Tuttavia le esigue tracce di frequentazione individuate in questarea lasciano ancora aperta la questione della probabile ubicazione di un villaggio che - a giudicare dallampiezza della necropoli di cui si serviva - doveva certamente essere molto esteso.



Come abbiamo detto, l' utilizzo della necropoli di Realmese copre un periodo alquanto esteso, di cui è stata proposta una suddivisione in due fasi principali: la prima, di età protostorica (dalla metà del IX sec. alla prima metà del VII sec. a.C.), è seguita da una seconda di età arcaica (metà del VII sec. secondo quarto VI sec. a.C.). La manomissione delle sepolture avvenuta nel corso dei secoli, ha reso alquanto difficile, nella gran parte dei casi, lindividuazione del rituale funerario. Tuttavia è stato possibile evidenziare la netta prevalenza di sepolture a inumazione collettiva, di tradizione indigena. La maggior parte delle tombe, generalmente di ridotte dimensioni e di forma circolare, presenta la volta convessa tipica delle tombe a forno, ma sono documentati anche soffitti piani. Tracce della frequentazione del sito in epoca bizantina e romana sono state individuate, rispettivamente, allinterno di una tomba a camera del Bronzo Finale, riutilizzata come abitazione, e in due silos per derrate alimentari scavati nel banco roccioso e individuati nel vicino Cozzo S. Giuseppe.



Queste evidenze, testimoniano una volta di più la straordinaria continuità insediativa di questarea, le cui prime tracce di frequentazione umana potrebbero risalire alleneolitico, se non addirittura al neolitico, dato il giacimento preistorico scoperto sul fondo della valletta mentre si stavano portando a termine le campagne di scavo, e che ha restituito numerosi frammenti ceramici dellorizzonte culturale di Serraferlicchio, e altri più antichi che sembrano appartenere alla facies stentinelliana.



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