Borghi Medievali da visitare in Sicilia - GERACI SICULO, Palermo
Pubblicato da Sicily Tourist in Palermo e Provincia · 16 Ottobre 2025
Tags: cosa, vedere, a, palermo, borghi, siciliani, borghi, medievali, in, sicilia
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Geraci Siculo è uno splendido borgo medievale in Provincia di Palermo, che sorge alle pendici delle Madonie, arroccato su un colle da cui si gode una vasto panorama sulle campagne interne siciliane e sulle stesse Madonie. Sin dalla sua fondazione, la storia del borgo madonita rispecchia la complessa storia della Sicilia. L’architettura, i monumenti, l’arte e le tradizioni sono il risultato di una ricca stratificazione culturale, nel contesto delle Madonie, che rendono Geraci Siculo un borgo di grande pregio. Paesaggi mozzafiato, monumenti storici, arte e cultura, cucina locale, feste e tradizioni.

A Geraci Siculo, l’aria che si respira tra le vie del centro profuma di storia e mostra il volto autentico e nascosto della Sicilia, che si rispecchia nelle chiese storiche e negli abitanti. La destinazione è lontana dal turismo di massa, offre silenzio e tranquillità che sono ideali per condividere lo stato di serenità regalato dalla natura circostante. I percorsi nel Parco delle Madonie si affiancano a un tuffo nella storia, con lo sguardo rivolto a mete più note e frequentate e con la comodità di raggiungere tutte le attrazioni che la Sicilia racchiude nella sua isola. Il borgo è sempre vissuto principalmente di pastorizia, agricoltura e artigianato. Queste attività caratterizzano ancora l’economia locale e costituiscono i punti di forza e attrazione del territorio. Le botteghe artigianali che animano i vicoli del centro presentano tutto quello che un turista può desiderare: articoli lavorati in legno, lavori in ferro battuto e ricami. Geraci Siculo è oggi al centro del territorio madonita, e non solo geograficamente. Un paese vivace, operoso, legato alla propria storia e alle tradizioni ma attento ai cambiamenti e capace di assolvere con grande tenacia alle sfide di ogni tempo.

Geraci Siculo è un borgo dalla storia molto antica. Nel corso dei secoli si sono avvicendate diverse dominazioni. Ogni insediamento ha lasciato testimonianze architettoniche e culturali, di cui ancora oggi possiamo ammirare l’eredità.
Le prime notizie documentate sulla cittadina si hanno nel VI secolo a.C., ai tempi in cui la colonizzazione greca della Sicilia arrivò fino al territorio delle madonie. Il nome del borgo sembra esser stato coniato proprio durante questo insediamento. Geraci infatti, deriva dalla parola di origine greca “Jerax”, che significa avvoltoio. In nome dell’assidua presenza di tali predatori sul nostro territorio.
A partire dall’840 d.C. si hanno le prime notizie approfondite sulle vicende che hanno interessato il borgo geracese, con la conquista saracena della città ad opera dell’Emiro Ibna Timna. Negli anni in cui l’espansione musulmana interessò l’intera Sicilia. Durante la dominazione saracena sembra che Geraci sia stata la località più importante delle zone interne dell’Isola. Questo grazie soprattutto alla posizione strategica di cui gode, che le conferisce un ruolo determinante nelle vicende militari.

A partire dal secolo XI la storia di Geraci si arricchisce di dettagli, con l’insediamento in Sicilia della civiltà normanna. Dalla conquista di Ruggero I, inizia per Geraci un lungo periodo di forti tensioni e rapidi cambiamenti politici e governativi.
Nel 1063 Geraci viene elevata al rango di “Contea” fino all’approdo, nel 1252 della dinastia dei Conti di Ventimiglia. La famiglia dei Ventimiglia sarà destinata a giocare un ruolo fondamentale nella storia di Geraci. Con i Ventimiglia, Geraci diviene centro della Contea. Grazie alla gloria e alla forza dei Ventimiglia la Contea di Geraci, acquista sempre più prestigio. Nel 1391, con la morte di Francesco II di Ventimiglia, la Contea di Geraci viene divisa in due parti, affidate al governo dei figli: Enrico e Antonio.
Nel 1438 la Contea di Geraci diventa Marchesato e nel 1606 il Marchese di Geraci viene nominato Vicerè. All’interno del marchesato, il territorio di Geraci era molto produttivo e per secoli l’economia si è basata sulla pastorizia e l’agricoltura.

Negli anni 1595 e 1606 il Marchese di Geraci e Principe di Castelbuono è nominato Presidente del Regno. Da quel momento Castelbuono assume le funzioni centrali, sia dal punto di vista amministrativo che militare. Negli anni successivi Geraci vive una vita politica e amministrativa uguale a quella di tanti altri Paesi dell’entroterra siciliano. I Ventimiglia però, l’ultimo ramo rimasto, quello dei Ventimiglia di Monteforte continuano fino ai nostri giorni ad interessarsi delle sorti della Contea. Il declino dei Ventimiglia a partire dalla fine del XVI secolo, sommersi dai debiti e in difficoltà economica, segnò inevitabilmente il declino di Geraci.
Negli anni 1736-37 Il Principe Giovanni VI viene nominato da re Carlo “Presidente del Gran Consiglio di Sicilia” difendendo l’Isola dai profittatori. Nel 1813 il Principe Giuseppe Ventimiglia di Belmonte fu arrestato a Palermo per aver difeso la costituzione e la libertà del Regno di Sicilia. Scarcerato dagli inglesi subì in carcere un tentativo di avvelenamento. Da Ministro degli Esteri per il Regno di Sicilia fu mandato al congresso di Vienna 1814 a difendere l’autonomia dell’Isola, ma pare venne assassinato a Parigi mentre preparava le carte 15 giorni prima dell’apertura del congresso nel quale la Sicilia senza alcuna difesa ricadde nelle mani Borboniche.
Negli anni successivi Geraci visse un destino simile a quello di altri centri dell’entroterra siciliano. Partecipando alle vicende che hanno interessato la nostra Isola e la nostra nazione, dal 1800 all’avvento della Repubblica, passando per le due Guerre Mondiali, che videro tra i soldati e i caduti tricolore, molti valorosi cittadini geracesi, chiamati a combattere in nome della patria.
Cosa vedere a Geraci Siculo
Il Bevaio della Santissima Trinità

Come per moltissimi centri medievali anche Geraci Siculo si caratterizza per i suoi vicoli stretti, piazzette e cortili. Il tour di visita al borgo parte ammirando il maestoso “bevaio” della Santissima Trinità, posto poco fuori il centro abitato (zona sud). Fu per volere del marchese Simone Ventimiglia che venne costruito. Esso poggia su una base rettangolare di 20 metri di lunghezza con due fontane in pietra ai lati sormontate da una piramide. Si fa notare anche la cornice merlata del timpano che da un tocco di eleganza alla fontana.
Il castello, la chiesa di Sant’Anna e di San Giacomo

Per entrare nel borgo vero e proprio si percorre via Biscucco. Tra vicoli e stradine si giunge ai resti del castello, di probabile origine bizantina, poi trasformato dai Ventimiglia in fortezza militare. Nello stesso luogo sorge anche l’antica chiesa di Sant’Anna, considerata la cappella dei Ventimiglia. La tradizione vuole che qui fosse custodito, sin dal 1242, il teschio di Sant’Anna. A pochi passi dal castello troviamo la chiesa di San Giacomo. In essa si conservano preziose opere tra cui la statua in legno raffigurante il Santo, un affresco bizantino risalente a XIV secolo e un crocefisso ligneo.
La chiesa di Santa Maria Maggiore

Percorrendo le viuzze medievali (lato ovest del borgo), si arriva al cuore di Geraci Siculo ossia piazza del Popolo, dove si affacciano la settecentesca chiesa del Collegio di Maria e la chiesa di Santa Maria Maggiore. Autentico scrigno d’arte, la chiesa custodisce opere pittoriche e scultoree davvero pregevoli: una serie di statue di marmo raffiguranti la Madonna della Neve, la Madonna della Mercede e il Fonte Battesimale, risalente al XV secolo, tutti realizzati dalla bottega di Gagini. Tra le opere lignee segnaliamo alcune statue artisti siciliani anonimi del XVII e del XVIII secolo e il Monumentale Coro ligneo del 1650. La visita alla chiesa potrà concludersi egregiamente, scoprendo il “tesoro” artistico presente nella cripta, costituito da suppellettili liturgiche d’oro e d’argento e numerosi paramenti sacri finemente ricamati.
Continuando verso nord (Corso Vittorio Emanuele), incontreremo la chiesa seicentesca di Santo Stefano con il suo caratteristico campanile. Il visitatore potrà ammirare al suo interno una mirabile scultura lignea del XVI secolo di artista ignoto raffigurante Santo Stefano e una tela del 1609 opera di Giuseppe Salerno.
Nella zone più a nord del paese, dove si erge l’ultimo dei più significativi edifici religiosi: la chiesa di San Bartolomeo. In essa sono presenti varie opere tra cui spicca un legno policromo intarsiato raffigurante il santo, datato al sec. XVIII. Il nostro viaggio termina visitando la piccola chiesa di Santa Maria La Porta, costruita nel 1496 (via san bartolo). All’interno troviamo un altro capolavoro della bottega dei Gagini, ovvero il magnifico polittico in marmo policromo dell’altare maggiore. Infine di grande impatto visivo è il Cristo crocefisso, scultura lignea del XVII secolo opera di artisti anonimi siciliani.

Il patrimonio di Geraci si amplia con altre architetture religiose come la chiesa di San Giuliano con il monastero delle Benedettine, la chiesa di San Francesco e la Chiesa di San rocco (a destra della piazza del Municipio). Il Convento ospita la sede del MUSeBarch: è un museo dedicato al borgo di Geraci Siculo e a tutto il territorio circostante.

Al suo interno troverai documenti e ricostruzioni degli ambienti domestici antichi, per un’immersione storica totale. Per una vista spettacolare devi fare una sosta al Salto del Ventimiglia: è un affaccio panoramico in vetro dal quale ammirare la vallata fino ai piedi dell’Etna. È raggiungibile percorrendo un vicolo stretto vicino alla biblioteca comunale.

Un’altra attrattiva è costituita dalla Falconeria: la pratica di allevare e addestrare falchi fu introdotta da Federico II e oggi rimane viva per usi diversi da quelli originari. Attualmente trovano utilità come spaventa passeri o nel campo dell’aviazione civile e militare, quando c’è la necessità di liberare le piste di decollo dai volatili.
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