Borghi da visitare in Sicilia: PACHINO - Siracusa
Pubblicato da Sicily Tourist in Siracusa e Provincia · 26 Novembre 2023
Pachino, una città di mare in Provincia di Siracusa che ha una storia notevole, essendo passata di secolo in secolo tra diverse dominazioni che l’hanno resa quello che è adesso, un territorio di incontro tra culture diverse, baciato da un paesaggio a cinqueste stelle, con spiagge dalle acque cristalline e pescose. Posta sull’estrema punta a sud della Sicilia nella provincia di Siracusa, la città di Pachino conserva testimonianze di un passato vitale. Il suo suolo fertile, il clima generoso e l’ambiente variegato hanno da sempre reso ospitali le sue contrade e le sue coste sulle quali sono approdate civiltà feconde di storia.

Il simbolo di questa località è sicuramente il famoso pomodorino di Pachino, ciliegino, che l’ha reso celebre, e che è ormai immancabile nelle tavole di tutti gli italiani, per le più svariate ricette. E pensare che non è un prodotto autoctono del siracusano, poiché deriva da varianti di semi introdotte qui negli anni Ottanta del secolo scorso da un’azienda israeliana. Ma il clima, la posizione, il suolo hanno reso eccellente questa rossa delizia che a pieno titolo, ormai, appartiene a questo territorio.
La storia di Pachino, o meglio del Promontorium Pachyini, inizia in epoche molto remote. È stato infatti dimostrato che il promontorio fu abitato sin dall’era aneolitica, di cui rimangono diverse testimonianze archeologiche. A partire dal 750 a.C. invece, sappiamo che questo territorio fu abitato da Greci e Fenici prima, e colonizzato dai Romani poi, che vi governarono fino al IV-V secolo d.C. circa, e a cui seguirono gli arabi.

Vestigia archeologiche, torri medioevali, antiche tonnare e vecchie masserie si rincorrono nel suo territorio che si affaccia su due mari, il Mediterraneo e lo Ionio. Pachino ed i suoi dintorni sono luoghi di rapimento: per la luce africana che ti abbaglia, per lo scirocco che la sera fa respirare il mare con il suo inconfondibile profumo salmastro. Le origini di Pachino risalgono ufficialmente al 1760 anno in cui Don Gaetano Starrabba, principe di Giardinelli, ottenne da Ferdinando IV, re delle due Sicilie, licentiam et facultatem aedificanti terram nel suo feudo di Scibini e di popolarla con coloni provenienti dalla Grecia, dall’Illirico e successivamente anche dall’Isola di Malta.
La presenza dell’uomo nel territorio di Pachino è molto remota ed accertata sin dal Paleolitico; il sito archeologico piu antico è rappresentato dalla Grotta Corruggi abitata dagli uomini primitivi oltre 10000 anni fa. Tracce d’insediamento del Periodo neolitico provengono dalla grotta di Calafarina all’eta del bronzo risale una necropoli costituita da una trentina di tombe a grotticella scavate nella roccia in contrada Cugni. Un villaggio arabo si trovava nel sito dove ora sorge Marzamemi. L’antica struttura feudale del territorio è documentata dalla Torre Scibini d’epoca tardo mediovale, su cui campeggia lo stemma della famiglia Xiurtino.

Le risorse ambientali e paesaggistiche costituiscono la ricchezza del territorio pachinese e degli immediati suoi dintorni. La caratteristica più singolare, rarissima nel suo genere, è l’origine geologica del territorio; Pachino, infatti, sorge su un antichissimo vulcano sottomarino le cui eruzioni terminarono circa 80 milioni d’anni fa. Gli aspetti più affascinanti del paesaggio si riscontrano indubbiamente lungo le coste, dove si susseguono alte falesie a picco sul mare e lunghe spiagge sabbiose, piccole insenature incise nella roccia e grotte marine.
Cosa vedere a Pachino
La città di Pachino offre una vasta gamma di attrazioni turistiche da non perdere:

Piazza V. Emanuele e Chiesa del S.S. Crocifisso
La piazza di Pachino è il centro pulsante dove si svolgono gli eventi principali e fulcro della planimetria a scacchiera del centro abitato.

La Torre Xibini
Le origini della torre Xibini o Scibini sono incerte e risalgono a prima della fondazione di Pachino nel 1760; molte sono le teorie, come la sua funzione di torre di avvistamento o di guardia contro le incursioni dei corsari provenienti dalla vicina spiaggia di morghella. Quello che sappiamo è la presenza di un acquedotto arabo nelle vicinanze che apre nuove ipotesi e scenari.

Grotta di Calafarina e Coruggi
La Grotta Calafarina e la Grotta Coruggi, rappresentano un importante sito archeologico che testimoniano la presenza di insediamenti umani grazie alle numerose scoperte dell’archeologo Paolo Orsi. Entrambe le grotte si trovano vicino la zona costiera tra Pachino e Portopalo di Capo Passero nella spiaggia del cavettone. La grotta Calafarina è stato oggetto della leggenda del “Tesoro di Calafarina”.

Il Museo del Vino
Il Museo del Vino è stato creato e curato dal proprietario della cantina, il sig. Nobile, che proviene da una famiglia di produttori di vino di Pachino. Il nonno di Emanuele Nobile diede il via all’attività nel 1916, mentre il lavoro di gran lunga predominante a Pachino, dal ’700 fino alla metà del ’900, era rappresentato proprio dalla produzione del vino. Nel museo si trovano dei carretti siciliani che ancora oggi Il Signor Nobile utilizza per la sua festa della pigiatura, una mostra di foto d’epoca e vari utensili da lavoro che la Sovrintendenza dei Beni Culturali ha riconosciuto di grande interesse etnoantropologico.

Il Palmento di Rudinì
Il Palmento Rudinì si trova in contrada lettiera, a pochi passi dall’antica stazione ferroviaria e dal vicino borgo di Marzamemi. Ideato nel 1885 dal marchese Antonio di Rudinì sul modello degli stabilimenti antichi di Trapani e Marsala. L’uva rossa veniva pigiata ed il mosto preparato per essere spedito, in particolare nel nord Italia e Francia.
A seguito della seconda guerra mondiale il palmento smetterà la sua funzione per poi essere restaurato in tempi recenti. Oggi il Palmento Rudinì viene utilizzato principalmente per eventi culturali.

I Cugni di Calafarina, Necropoli e la Carraia Greca
Tra pachino e e la spiaggia del cavettone, vicino grotta coruggi e calafarina, è situata una valle con tre siti archeologici riconducibili all’età del bronzo. I cugni di Calafarina sono altorilievi appartenenti a resti di capanne. A servizio dei tre villaggi dell’età del bronzo vi era la necropoli costituita da grotticelle che presentava nella parte interna la cella sepolcrale. Nelle vicinanze è stata ritrovata l’antica carraia greca di epoca ellenistica che veniva utilizzata per il passaggio dei carri.

I pantani Cuba e Longarini
La punta estrema della Sicilia è la culla della Terra dei due Mari ed è un punto di sosta privilegiato per i volatili che migrano verso nord Europa in primavera e verso l’Africa in autunno. Questo è possibile grazie alla presenza di ampie zone umide che caratterizzano alcune parti del territorio e garantiscono l’acqua necessaria. Durante la stagione invernale, i pantani Cuba e Longarini sono così ricchi di acqua che rimangono pieni anche in estate. Questi luoghi rappresentano un’opportunità unica per gli amanti del birdwatching.
