Borghi di Sicilia: Monterosso Almo - Ragusa

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Borghi di Sicilia: Monterosso Almo - Ragusa

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Pubblicato da Francesca Ur. per SicilyTourist in Ragusa e Provincia · 19 Ottobre 2023
Monterosso Almo è un piccolo comune, il più settentrionale della provincia di Ragusa, Il primo della catena dei Monti Iblei e l’ultimo dei tredici comuni di Ragusa. Composto da poco più di 3000 abitanti è adagiato sul fianco della catena montuosa, si affaccia su un bellissimo panorama come un piccolo gigante addormentato e ricco di storia e tradizioni. Monterosso Almo è il più settentrionale della provincia di Ragusa, Il primo della catena dei Monti Iblei e l’ultimo dei tredici comuni di Ragusa. Composto da poco più di 3000 abitanti è adagiato sul fianco della catena montuosa, si affaccia su un bellissimo panorama come un piccolo gigante addormentato e ricco di storia e tradizioni.



Dopo essere passato sotto il conte Enrico Rosso, passa alla Contea di Modica, sotto Federico Chiaramonte e poi sotto i Cabrera. I palazzi delle famiglie reggenti del paese, mettono in evidenza le vocazioni e le dinamiche del borgo: l’imponente casa palazzata dei Cocuzza, l’elegante settecentesco palazzo dei Burgio, i conventi, e la piazza principale con la scenografica chiesa di San Giovanni Battista. Vicino al municipio la chiesetta conventuale di Sant’Anna.



Posto a 700 metri sul livello del mare, qualche spruzzatina di neve in inverno e deliziosi funghi freschi in autunno, da raccogliere nei verdi boschi circostanti. Del borgo si hanno notizie già dal 1168 ed era possedimento del normanno Goffredo, figlio del Conte Ruggero, con il nome di Monte Jahalmo. Ma il borgo conserva anche testimonianze archeologiche importanti come la necropoli di Monte Casasia (VII secolo a. C.) facente parte del Parco Forestale Canalazzo.



Cosa vedere a Monterosso Almo in Sicilia
Da visitare a Monterosso Almo:  la Chiesa di San Giovanni Battista, il cui culto sembra esistere in questi luoghi sin dall'età normanna, studiosi pensano possa risalire al XV secolo se non addirittura al XIV. Oggi la Chiesa è suddivisa in 3 navate e custodisce la statua di Santa Maria dei Pericoli, opera del maestro ragusano Cultraro datata 1741, mentre nella piazza su cui si affaccia la Chiesa di San Giovanni Battista è presente anche la chiesa sconsacrata di Sant'Anna e vari edifici neoclassici. Sulla strada che da Monterosso conduce a Vizzini si trovano invece delle Grotte, dette dei Santi, con alcuni affreschi, che testimoniano la presenza bizantina qui.
Altri edifici da ammirare in questo paesino, ricco di arte e di storia, sono la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, dichiarata Monumento Nazionale, ricostruita dopo il terremoto. Oggi l'edificio mostra tutta la sua bellezza nella facciata realizzata in bugnato secondo lo stile neogotico del XVII secolo, mentre l'interno è suddiviso in tre navate e custodisce un crocifisso ligneo quattrocentesco e due acquasantiere molto antiche, dell'XI secolo.
Altro Monumento Nazionale,  a Monterosso, è la Chiesa di Sant'Antonio Abate, che custodisce preziosi quadri: il battesimo di Costantino, la grande pala del martirio di San Lorenzo e la Madonna del Carmelo.
Nell'architettura civile, invece, troviamo il Palazzo Zacco, una dimora nobiliare, acquistata dall'omonima famiglia, ad opera del barone Melfi di Sant'Antonio nel XIX secolo. Si tratta di un edificio in stile barocco che presenta balconi con mensole grottesche e dolci.
A Monterosso Almo, la festa di San Giovanni Battista, che si tiene tradizionalmente la prima domenica di settembre, è un momento un pò speciale, fatto di cose genuine, di gioia e di piccole antiche tradizioni tipiche della gente di montagna.



La visita al Presepe Vivente di Monterosso Almo
Appena entrati nel percorso si è subito coinvolti dall’atmosfera natalizia ed inizia il viaggio etno-antropologico nel passato siciliano che ci appartiene: ecco la taverna dove, riscaldati dal vino, al suono de mandolino e della fisarmonica, si canta allegramente; la bottega  dello scalpellino che con sapienza artigiana plasma la dura pietra e le ricamatrici che lavorano tutte insieme in una stanza scaldata dalla brace degli scaldini.
Non si può non ascoltare le comari, con il loro vastissimo repertorio di modi di dire e di pettegolezzi aggiornati all’ultimo minuto. Si resta incantati davanti alla scena della famiglia, quadretto della vita domestica che fu e davanti alle massaie che impastano il pane. Poi il suono delle cornamuse avverte che la grotta è vicina. Ed è certo questo il capolavoro del presepe di Monterosso Almo. Come d’incanto ecco i Magi, l’asinello, il bue, Maria, Giuseppe e il Bambinello che ogni anno ci chiede di essere accolto nella grotta del nostro cuore e della nostra vita.




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