Borghi Siciliani: Mazara del Vallo (Trapani)

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Borghi Siciliani: Mazara del Vallo (Trapani)

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Pubblicato da Francesca Ur. per SicilyTourist in Borghi di Sicilia · 27 Agosto 2020
Mazara del Vallo, località in provincia di Trapani, sorge su un antico sito fenicio posto lungo la costa occidentale della Sicilia, tra Capo Boeo e Capo San Marco, sulla sponda sinistra della foce del fiume Màzaro e ad una distanza di circa 200 km dalle coste della Tunisia.



Si tratta di un grosso centro di circa 51.424 abitanti, il cui centro storico, un tempo era racchiuso dentro le mura normanne, con le numerose chiese monumentali e un suggestivo quartiere a impianto urbanistico islamico tipico delle medine, chiamato Casbah. Mazara, che significa "Castello", in Arabo "Porto", esiste dall' età preellenica.
Si affaccia sullo Stretto di Sicilia, nello stesso sito in cui i Cartaginesi nel 409 a.C. l'occuparono, essendo presidio marittimo di Selinunte.
Grazie alla sua posizione geografica acquistò importanza, sia come emporio commerciale che come fortezza. Durante l'epoca romana ebbe grande prestigio.
Il vecchio centro storico, un tempo racchiuso dentro le mura normanne, include numerose chiese monumentali, alcune risalenti all'XI secolo. Presenta i tratti tipici dei quartieri a impianto urbanistico islamico tipico delle medine, chiamato Casbah (anche Kasbah), di cui le viuzze strette sono una specie di marchio di fabbrica.
I primi insediamenti umani nel territorio mazarese risalgono al paleolitico superiore, presso Roccazzo, dove sono state rinvenute tracce di grattatoi, bulini, lame di selce e altri prodotti artigianali. Successivi insediamenti, risalenti al mesolitico, sono stati rinvenuti presso i Gorghi Tondi. Si hanno testimonianze di insediamenti umani anche durante il neolitico, con le tombe a grotticella, e durante l'eneolitico, con diversi insediamenti capannicoli e necropoli. Durante l'età del bronzo gli insediamenti si concentrarono lungo le valli del Mazaro e dell'Arena, nelle contrade Gattolo, Granatelli e Malopasso. Intorno al 1000 a.C. i Sicani della zona lasciarono tombe monumentali a dromos.

Nell'XI secolo a.C. si hanno i primi contatti con i Fenici, che trovano in Mazara un luogo ideale per effettuare soste durante i lunghi viaggi verso la Spagna. Inizialmente furono transitorie, successivamente fondarono un emporio, con stabilimenti e depositi permanenti, come testimoniato dai vasi, vetri e monete di origine fenicia ritrovati tra la foce del Mazaro e Capo Feto. Altri resti che confermano la presenza fenicia a Mazara si hanno negli scavi nel Palazzo dei Cavalieri di Malta, che si affaccia ad appena pochi metri dalla foce del Mazaro. Ma solo durante il periodo greco-selinuntino la città divenne un centro urbano organizzato, un fiorente emporio di Selinunte, un primo periodo di grande espansione della città, tanto che venivano coniate monete proprie con la scritta ἐμπόριον (empòrion). Distrutta Selinunte ad opera dei Cartaginesi nel 409 a.C., Mazara attraversò un periodo di un 150 anni circa ora sotto la dominazione siracusana, ora sotto quella cartaginese, fino alla conquista dell'isola da parte di Roma. Il periodo punico e romano è testimoniato dall'abbondanza di ritrovamenti in città: sarcofagi, urne cinerarie, lapidi funerarie, mosaici, e ville romane. È in questo periodo che il cristianesimo muove i primi passi in città, ed è in questo periodo che nasce San Vito. Il più probabile luogo di riunione dei primi proseliti della nuova religione furono le grotte di San Bartolomeo, in contrada Miragliano.



Le incursioni dei Vandali e dei Goti non risparmiarono la città, che visse un periodo di decadenza socio-economica e demografica. Gli abitanti, infatti, temendo le incursioni barbariche, si allontanarono dal centro cittadino spostandosi nelle campagne circostanti. Solo nel 533, quando Belisario, alla guida dei Bizantini, sconfisse i Vandali, la città ritrovò un clima di tranquillità, cominciando a ripopolarsi. L'eccessiva pressione fiscale della nuova dominazione, però, ostacolò l'allora nascente commercio ed artigianato locale. Fu solo con i musulmani d'Africa, Arabi e, soprattutto, Berberi, sbarcati a Capo Granitola, nei pressi di Mazara il 16 giugno 827, che si ebbe il risveglio economico della città, che divenne il più grosso centro giuridico della Sicilia e un importante punto commerciale, artistico e letterario. Tra i giuristi si ricordano Imam al-Mazari, Abu Abd Allah al-Mazari, Ibn Abd al-Farag; tra i letterati Ibn Rasiq, Ibn Safar, Ibn al-Birr, Ibn Makki, Abd al-Halim. La popolazione raggiunse i 30.000 abitanti, e la città divenne la seconda del Vallo, dopo Palermo.

Nel 1072, con i Normanni, la città vide l'edificazione della Cattedrale, e l'istituzione di una nuova Diocesi. Nel periodo dal 1093 al 1097, divenne sede governativa e dimora del conte Ruggero. Nel 1154 il geografo Idrisi soggiornò a Mazara, e la descrisse nel libro di Ruggero. Dopo i Normanni, la città conobbe un nuovo periodo di depressione: Federico II di Svevia nel 1216 decise di trasferire tutti i musulmani presenti sul territorio nella Piana di Lucera, in Puglia, nuocendo gravemente alla locale produzione agricola ed artigianale. Neanche con la successiva dominazione angioina le cose cambiarono. Sul finire del 1317, re Federico III d'Aragona con tutta la sua corte fissò la propria dimora nella città. Tornato a Palermo, nel luglio 1318 emanò una serie di provvedimenti che poche città dell'epoca potevano vantare: abolì i tributi dei baroni sulle vettovaglie, concesse l'uso della legna nelle foreste di Berrybaida e di Castelvetrano, istituì una fiera franca della durata di 30 giorni.

La città conobbe anche un periodo di dominio signorile, sotto i Peralta (1392-1397), i conti Cabrera (1418-1445), il duca di Calabria Ferdinando (1450-1479), la regina Giovanna (1479-1518) ed infine il conte Cardona (1521-1531). Durante questo periodo storico, la città dovette riscattare la propria libertà per ben due volte, a proprie spese, ritornando al Regio Demanio, sotto il quale conobbe, nel Seicento, anni di miseria, culminati nel tumulti del 1647. In questi periodi fu la Chiesa mazarese a lenire la sofferenza della popolazione, devolvendo l'intero ricavato dei tributi della Diocesi. E il 3 novembre 1797 avvenne il miracolo del movimento degli occhi dell'immagine di Maria SS. del Paradiso, che venne incoronata, su richiesta dell'allora vescovo Mons. Orazio Della Torre, il 10 luglio 1803.

Nel secolo successivo la città partecipò con entusiasmo ai moti indipendentistici del 1820, 1848 e 1860, e durante il plebiscito del 21 e 22 ottobre 1860, i cittadini sottoscrissero l'unità nazionale, con soli venti elettori contrari. L'unità, tuttavia, non apportò miglioramenti alle condizioni della città, e i lavoratori più umili si organizzarono nel locale fascio dei lavoratori nel 1893. L'insofferenza delle classi meno abbienti sfociò nei moti del 31 dicembre 1893-3 gennaio 1894, repressi con la dichiarazione dello stato d'assedio da parte di Francesco Crispi, che determinò lo scioglimento dei fasci.
Seguì un periodo di depressione economica e demografica, iniziato con i flussi migratori verso gli Stati Uniti d'America, l'Australia e gli stati del Sud America, e culminato con la prima guerra mondiale. Tra il 1920 e il 1930, la flotta remo-velica divenne una flotta a propulsione meccanica, e questo determinò un aumento del pescato. La seconda guerra mondiale sospese, momentaneamente, lo sviluppo economico della città, che riprese subito dopo la fine dell'evento bellico.

Cosa vedere a Mazara del Vallo
Mazara del Vallo ospita numerosi monumenti che rievocano le diverse culture che hanno caratterizzato il territorio. Da vedere il suo caratteristico centro storico, chiamato Casbah.



Di matrice araba è caratterizzato da un groviglio di stradine che ricordano le medine islamiche. Cuore pulsante della città è il suo porto, sempre gremito di gente impegnata nella compravendita del pesce e proprio qui vicino si trova la chiesa normanna di S. Nicolò Regale, edificata nel 1124.

Addentrandosi nel centro si giunge in piazza Plebiscito, delimitata dalla facciata della chiesa S. Ignazio e dall'attiguo ex-collegio dei Gesuiti (XVII sec.) con le sue 24 colonne doriche e la meraviglia degli archi imponenti.



Piazza della Repubblica è la principale piazza cittadina sulla quale si affacciano, oltre alla Basilica-Cattedrale (di epoca normanna ma ricostruita in stile barocco), il Palazzo Vescovile del XVI secolo e il Palazzo del Seminario vescovile del 1710.
Nella Cattedrale sono conservati molti sarcofaghi di epoca romana. Da visitare il Museo diocesano, inaugurato nel 1993 che raccoglie il ricco patrimonio di argenti della cattedrale.



Altre chiese che merita una visita sono quella di San Michele del XII secolo, quella di Santa Caterina del 1318, rimaneggiata in epoca barocca, quella di San Francesco esempio di barocco siciliano, ricco di policromia e decorazioni.

Per chi vuole vedere negozi e ristoranti Piazza Mokarta è la meta ideale con la sua splendida vista sul lungomare Mazzini.



Domina la Piazza l'Arco Normanno, ciò che rimane del castello fatto erigere dal conte Ruggero nel 1072 per difendere la città dai saraceni.
Sicuramente merita una visita a tutto il centro storico di Mazara con i suoi monumenti e chiese.
Passeggiando tra le vie dal sapore arabo si possono trovare negozi di artigianato locale.



Al mattino presto si può fare una passeggiata lungo il Porto Canale, quando le imbarcazioni rientrano dalla pesca d'altura e si respira un'atmosfera del tutto particolare.
Attraccate al molo, le imbarcazioni si preparano poi per la pesca successiva, le nasse piegate e le cassette ordinatamente ammonticchiate sono particolari d'altri tempi.
A sud di piazza Repubblica si trova il lungomare Mazzini, fiancheggiato da giardini ombreggiati da magnolie e palme, è un luogo molto piacevole per passeggiare.



La spiagga della Tonnarella è il luogo più frequentato da chi ama la vita da mare. Offre ogni genere di impianti balneari e si trova a pochi chilometri dalcentro della città.


Guarda il Video oppure clicca qui per vedere il GAMBERO ROSSO DI MAZARA





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