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Borghi di Sicilia: SPERLINGA

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Pubblicato da Sicily Tourist in Borghi Sicilliani · 21 Luglio 2020
C'è un luogo dove la natura e l'uomo si fondono nella lavorazione del tufo e creano meraviglie inenarrabili: Sperlinga, il borgo siciliano nato dalla roccia
Sperlinga è un comune italiano di 716 abitanti del libero consorzio comunale di Enna in Sicilia. Il comune fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia.



Il piccolo borgo di Sperlinga, adagiato alla base di un imponente sperone roccioso che troneggia su ampie valli e colline ricche di boschi, campi di grano e pascoli, emana un fascino esclusivo. Le sue viuzze, le architetture, i panorami hanno un qualcosa di unico, per niente paragonabile alle tipiche atmosfere che caratterizzano tanti altri piccoli centri della Sicilia. Gran parte della sua magia deriva dalle caratteristiche abitazioni scavate nella roccia viva e con facciate in muratura, dai ruderi dell'imponente castello, che, come per magia, prende forma dalla roccia, creando una perfetta fusione tra uomo e natura



Un romantico e magico alternarsi di pietra e architetture che si adagia all’ombra dell’antica rocca scavata nel tufo, dove il tempo sembra essersi fermato. Per la precisione al XII secolo a.C. quando i Siculi si sono fatti strada nella pietra ricavandone rifugi e abitazioni rupestri che, piano piano, si sono trasformate in quel maniero che ancora oggi affascina i visitatori.



Storia:
Tra i primi documenti storici in cui è citata Sperlinga, c’è un privilegio del Conte Ruggero del 1082. Risale al periodo subito successivo una forte colonizzazione da parte di popolazioni lombarde. Per questo, ancora oggi qui si parla un dialetto gallo-italico, il gallo-italico di Sicilia. Sperlinga è attestata come castrum (e quindi borgo dotato di strutture castellane) già in un documento del 1132. Nel 1282, durante i Vespri Siciliani, fu l’unica fortezza a non ribellarsi agli Angioini.
Da qui il celebre motto: Quod Siculis Placuit Sola Sperlinga Negavit (la sola Sperlinga negò ciò che piacque ai Siciliani), inciso sull’arco a sesto acuto del vestibolo del castello nel tardo Cinquecento. La storia di Sperlinga si identifica con la storia delle famiglie che hanno posseduto il castello e i feudi annessi, i Ventimiglia, i Natoli, i Rosso e gli Oneto.



Il castello di Sperlinga
Oltrepassando il ponte levatoio, ci si trova in un mondo davvero fantastico, di quelli da film: un susseguirsi di ambienti differenti creati nel tufo, dalla scuderia all’officina per la lavorazione dei metalli, al serbatoio per l’acqua e persino un carcere!
Da citare la sala di forma circolare abbellita da dodici nicchie posizionate a distanza crescente una dall’altra: uno studio architettonico pazzesco, considerato il periodo della creazione. Non si sa precisamente per cosa sia stata costruita, se come luogo di culto o altro, ma è sicuramente un antro con un’atmosfera unica.
Salendo la scalinata si raggiunge la torre, dalle cui merlature ci si perde in una vista mozzafiato sul territorio circostante.



Se all’interno è un reperto archeologico importante, l’esterno è ancor di più un elemento storico raro: le 50 grotte artificiali ricavate in epoche remote che ospitano delle piccole abitazioni di una o due stanze, rimangono uno dei lavori umani rupestri più preziosi d’Italia. In alcune di queste il Comune vi ha ricavato un Museo Etnografico.

Le chiese e gli eventi da non perdere
Le Chiese del borgo dove soffermarsi sono quella delle Mercede ai piedi del castello, la chiesa Madre e la seicentesca chiesa di Sant’Anna, annessa al convento di Agostiniani.

Tra gli eventi da segnalare ci sono il Corteo Storico delle Dame dei Castelli di Sicilia il 16 agosto, che rievoca l’episodio storico del 1282, quando Sperlinga resistette al nemico per ben un intero anno, tutto in costumi d’epoca. Al termine il grande spettacolo pirotecnico.

Lo stesso giorno avviene anche la Sagra del Tortone, manifestazione ai piedi del castello dove si può degustare il casereccio tortone, dolce fatto con la pasta del pane fritta in olio e cosparsa di zucchero misto a cannella, insieme al vino locale mentre si cammina tra le bancarelle ricche di prodotti artigianali.

Il 24 agosto è la festa del patrono San Giovanni Battista, mentre il 6 di dicembre è il giorno dedicato al Presepe vivente.

Per il palato lasciatevi avvolgere dal gusto degli ottimi formaggi locali come il caciocavallo, il piacentino e la ricotta fresca, che è ingrediente fondamentale per la cassata, il dolce tipico natalizio. Ma anche dalla frascàtela, la polenta di farina di grano duro o di cicerchia, con lardo e broccoletti che soddisferà ogni vostra voglie gastronomica.


Guarda lo splendido documentario realizzato da Rosario Patanè
Fonti di questo articolo:



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