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Borghi Siciliani: Zafferana Etnea

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Pubblicato da Francesca Ur. per SicilyTourist in Borghi di Sicilia · 5 Marzo 2020
Zafferana Etnea sorge a 574 m. s.l.m., alle pendici orientali dell'Etna, il vulcano attivo più grande d'Europa. Si estende fino alla vetta sommitale del vulcano, includendo nel proprio territorio paesaggi di inestimabile bellezza naturalistica, dai fitti boschi alle distese di deserto lavico. A causa delle eruzioni dell'Etna e dei terremoti che più volte devastarono la zona, non si hanno altri reperti storici anteriori al sisma del Val di Noto del 1693.



È uno dei comuni del Parco regionale dell'Etna e nel suo territorio rientrano le tre grandi valli che secondo accreditate ipotesi rappresentano la testimonianza della sequenza della genesi del vulcano: Valle del Bove, Val Calanna e Valle San Giacomo.
Il territorio di Zafferana Etnea era attraversato, fin dal tempo dell'occupazione romana, da un importante asse viario che collegava la città di Tauromenium a quella di Katane, costituendo un percorso alternativo alla via Consolare Valeria che costeggiava il litorale jonico. Questa strada pedemontana consentiva lo spostamento dei soldati romani al riparo dagli attacchi nemici e permetteva di raggiungere i boschi etnei, la cui legna veniva utilizzata per la costruzione delle navi.


Zafferana Etnea - PIAZZA UMBERTO -

Zafferana Etnea rappresenta una delle porte d'accesso al vulcano, grazie alla strada provinciale dell'Etna che la collega alla stazione turistica di Rifugio Sapienza (Nicolosi) da un lato, e a quella di Piano Provenzana (Linguaglossa) dall'altro.
In visita a Zafferana non c’è niente di meglio che abbinare la riscoperta della tradizione, dei prodotti locali e della gastronomia tipica (a tal proposito ricordiamo l'antica ricetta deella Pizza Fritta di Zafferana Etnea creata nel 1924 da "donna Peppina" se vuoi leggere la ricetta clicca qui) al piacere di una passeggiata in mezzo ai boschi di castagni, immersi in un paesaggio dal volto rigoglioso e prorompente, oppure dall’aspetto quasi lunare, polveroso e nero.



Basta attrezzarsi di una dose di buona volontà e di un abbigliamento comodo per tuffarsi nella natura e lasciarsi trasportare dagli odori, dai suoni e dai colori. Basta poco per svuotare la mente e concedersi un po’ di relax, percorrendo uno dei tanti sentieri del Parco dell’Etna. Un rapporto di odio – amore lega Zafferana Etnea all’Etna. E’ ancora vivo nella memoria il ricordo del pericolo scampato nel 1992, quando la lava si fermò a poca distanza dal centro abitato modificando l’aspetto della Val Calanna. La colata è visibile seguendo l’apposita segnaletica e nei suoi pressi, in segno di ringraziamento, è stata eretta una stele votiva dedicata alla Madonna della Provvidenza, patrona di Zafferana. Ma la pietra lavica è diventata nelle mani di abili artigiani materia da plasmare da cui ricavare materiale per l’edilizia (basole per le strade e lastre e blocchi per i rivestimenti di muretti in pietra lavica ) ma anche oggetti d’arte (sculture).




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