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Capoluoghi Siciliani: TRAPANI

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Pubblicato da Francesca Ur. per SicilyTourist in Da Visitare · 14 Aprile 2020
Trapani è un comune italiano di 67 531 abitanti, capoluogo dell'omonimo libero consorzio comunale in Sicilia. Ha sviluppato nel tempo una fiorente attività economica legata all'estrazione e al commercio del sale, giovandosi della sua posizione naturale, proiettata sul Mediterraneo, e del suo porto, antico sbocco commerciale per Eryx (l'odierna Erice), sita sul monte omonimo che sovrasta Trapani. L'economia oggi si basa sul terziario, sulla pesca (anticamente quella del tonno rosso, con la mattanza), sull'estrazione ed esportazione del marmo, sulle attività legate al commercio e al turismo.



L'agglomerato urbano include anche la popolosa frazione di Casa Santa, appartenente tuttavia al comune di Erice. Pertanto, l'intero tessuto urbano cittadino raggiunge i 100.000 abitanti.
Insieme ad altri comuni, è parte delle Strade del vino Erice Doc, dell'Associazione Città del Vino, del movimento Patto dei sindaci, del Distretto turistico territoriale "Sicilia occidentale" e del Patto territoriale Trapani Nord.

Storia
Lo stanziamento originario di popolazioni, nel sito dell'odierna Trapani, viene collegato al villaggio indigeno di Drepano o Drapano.
La mitologia vuole che una falce caduta dalle mani di Cerere oppure di Saturno, quest'ultimo il tradizionale dio patrono della città, si mutò in una lingua di terra arcuata sulla quale sorse poi la città, per tale forma detta appunto Drepanon ("falce" in greco antico). I Greci la chiamarono Drepanon, nome conservato anche dai Romani in Drepanum.
Nell'Eneide, Virgilio racconta che il padre di Enea, Anchise morì a Drepanum e, dopo la fuga da Didone, l'eroe troiano vi ritornò per celebrarvi dei giochi, i ludi novendiali.
La sua posizione strategica sulle rotte commerciali del Mediterraneo induce i Fenici, nell'VIII sec. a.C., a stabilirvi un emporio e a gettare le basi della futura città punica, una delle tre basi navali più importanti dei Cartaginesi con Lilibeo, Mozia e Panormo nel quadro più ampio della strategia difensiva punica della Sicilia occidentale. Nei dintorni del territorio trapanese sono varie e numerose le testimonianze del Paleolitico, così come nelle isole Egadi. Le tracce dell'Homo Sapiens sono più evidenti nelle caverne del litorale ma soprattutto nella grotta del Genovese a Levanzo. Egli ha scritto per i posteri sulla parete della grotta i momenti delle sue giornate, la caccia, i suoi riti, la flora e la fauna che lo circondava.



Antiche fonti informano che Drepanon fu il porto di Erice e suo centro commerciale. Nel 260 a.C. durante la prima guerra punica, il cartaginese Amilcare Barca distrugge Erice e ne fa trasportare a Drapanon la popolazione, fortificando la città con nuove mura e torri di difesa.
Nell'estate del 249 a.C. i Romani vengono sconfitti dalla flotta del cartaginese Aderbale in una battaglia navale nelle acque di Drapanon. Otto anni dopo, nel 241 a.C., i Cartaginesi venivano sconfitti definitivamente nella battaglia navale delle Egadi, dalla flotta del console Lutazio Catulo. Drepanum passa sotto il dominio romano e inizia un lento declino della vita cittadina, che come città sede del Censore subisce una grave crisi che si riflette sull'assetto edilizio urbano, come dimostrano gli scarsi ritrovamenti archeologici di età romana. Miglior sorte attende la città nei secoli seguenti. Nel IX sec. viene occupata dagli Arabi e con i Normanni nel 1077 diviene città regia con particolari privilegi e conosce un periodo di grande prosperità economica commerciale e marinara che continua nei secoli successivi con gli Aragonesi. Questi bonificano le aree vicine ed espandono con nuovi quartieri l'area urbana edificando il Castello di terra, aprendo nuove strade e urbanizzando le fasce costiere, opera che continua con Carlo V nel sec. XVI.
Il 20 agosto 1535 Carlo V, arrivò a Trapani dopo aver conquistato Tunisi. La città si era ormai talmente affermata nello scacchiere geopolitico dell'epoca da meritare dallo stesso Carlo V l'appellativo di "Chiave del Regno". Durante la sua permanenza a Trapani, Carlo V giurò di mantenere i privilegi della città, compreso quello con cui il Senato cittadino poteva conferire lauree in medicina, fisica, teologia, matematica, belle arti e giurisprudenza. Nel 1589, Trapani da semplice Terra divenne Civitas.
Dopo le brevi parentesi sabauda (1713) e austriaca (1720), dalla seconda metà del Settecento inizia il Regno borbonico che continuerà fino al 1860.



I Borboni procedettero alla bonifica di alcune aree della città e al suo sviluppo urbanistico. In questo periodo i trapanesi si dedicano al commercio e all'industria del sale e alle tonnare. Trapani partecipò attivamente ai moti del 1848-1849, sanguinosamente repressi. Nel 1861 Trapani si pronunciò con il plebiscito per il Regno d'Italia.

Dopo la Prima guerra mondiale (durante la quale Trapani ebbe circa 700 caduti), la città visse un periodo di sviluppo: le industrie legate alle saline, alle tonnare, al vino, all'olio fecero di Trapani una città particolarmente dinamica non solo dal punto di vista economico ma anche culturale. Nel 1924 Mussolini, dopo una visita in città, decise di inviare a Trapani il prefetto Cesare Mori che, dopo poco più di un anno, fu trasferito a Palermo con poteri straordinari per la repressione del fenomeno mafioso. La Seconda guerra mondiale vide Trapani impegnata come porto e base sommergibilistica di primaria importanza e, con i locali aeroporti di Milo e di Chinisia, divenne punto di collegamento dei rifornimenti per le truppe dell'Asse in Nord Africa. Fu bombardata dai francesi il 22 giugno 1940, dalla RAF il 10 novembre 1941 e il 31 maggio 1942, subendo 27 bombardamenti degli angloamericani da gennaio a luglio 1943, con la conseguente distruzione dell'intero quartiere storico di San Pietro. Le incursioni aeree che devastarono la città la collocarono al nono posto dei capoluoghi di provincia italiani bombardati. Il 22 luglio 1943 le truppe alleate di Patton giunsero nella piazza di Trapani trovando una città stremata.

Nel referendum del 1946 la Provincia di Trapani si schierò, unica in Sicilia, in maggioranza per la Repubblica. Il capoluogo, al contrario, espresse un voto monarchico. Tra il 1950 e il 1965 vi fu una lenta ripresa delle attività industriali e commerciali, ma la città non si risollevò mai del tutto dalla crisi dell'immediato dopoguerra ripiegando anonimamente nel terziario e nelle attività connesse al suo ruolo politico e amministrativo di capoluogo di provincia. Il terremoto della Valle del Belice del gennaio del 1968 provocò morte e dolore anche nella città di Trapani. Altri lutti con l'alluvione del 1965 e con quella del 5 novembre 1976 che provocò 16 morti.

Con gli anni novanta la città si è proposta con più convinzione rispetto al passato come meta di interesse turistico, storico, culturale e sportivo attraverso piani di riqualificazione del centro storico, la realizzazione di nuove infrastrutture urbane, l'incremento di attività ricettive, di ristorazione e di intrattenimento, con una più spiccata attenzione alla valorizzazione del suo ingente patrimonio storico, architettonico e naturalistico.
Negli ultimi anni la città ha assunto anche una rilevanza internazionale con eventi di indubbia importanza sia culturale, come le mostre su Caravaggio, Leonardo Da Vinci e del Crocifisso Ritrovato di Michelangelo, sia sportivo con alcune delle fasi della America's Cup.



Le cinque torri rappresentano le prime cinque torri che difendevano il nucleo della città: la Torre Pali, oggi scomparsa; la Torre Vecchia; la Torre di Porta Oscura; la Torre del Castello di Terra; la Torre Peliade o del Castello di Mare detta anche "Colombaia".
La falce che sormonta le torri richiama immediatamente la forma falcata della penisola sulla quale si adagia la città di Trapani («Drépanon» in greco vuol dire falce).
Il ponte con i tre archi rappresenterebbe le antiche porte di accesso alla città, mentre altre interpretazioni ritengono sia l'antico acquedotto che collegava il centro urbano alle sorgenti di campagna lungo il tratto di strada che prende oggi il nome di via Archi.



Famosa nel periodo pre-industriale per l'artigianato del corallo (SCOPRI DI PIU' sul corallo rosso) e l'argenteria, tra XVIII e XIX secolo, Trapani diventò uno dei principali poli agroalimentari del Mediterraneo. Trapani era rinomata soprattutto per il sale delle sue saline. E' anche ricca di uliveti, l'olio trapanese fa parte della DOP Valli Trapanesi. Insieme ad altri comuni, è parte delle Strade del vino Erice Doc, dell'Associazione Città del Vino, del movimento Patto dei sindaci, del Distretto turistico territoriale "Sicilia occidentale" e del Patto territoriale Trapani Nord.



Il suo territorio comunale è attraversato dal fiume Chinisia. Fanno inoltre parte del territorio di Trapani l'Isola della Colombaia, lo Scoglio Palumbo, l'Isola degli Asinelli e gli scogli Porcelli.

Feste patronali
il Martedì Santo la Processione della Madonna “dei Massari",
il Mercoledì Santo la processione della "Madre Pietà del Popolo"
Processione dei misteri, il Venerdì Santo, che si conclude intorno alle 14 del sabato.
Festa patronale di Sant'Alberto da Trapani il 7 agosto, con processione
Festa della Madonna di Trapani, il 16 agosto.



Monumenti
FONTANA DEL TRITONE
PALAZZO DELLA VICARIA
VILLINO NASI
LAZZARETTO
PALAZZO CIAMBRA
BIBLIOTECA FARDELLIANA

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