Castelli Siciliani: Castello Chiaramonte Favara

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Castelli Siciliani: Castello Chiaramonte Favara

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Pubblicato da Francesca Ur. per SicilyTourist in Agrigento e Provincia · 28 Aprile 2022
Il castello fu costruito intorno al 1270 come residenza di caccia di Federico II di Svevia. Ha forma quadrata e vi si accede dal lato sud attraverso un portale ogivale che conduce in un'ampia corte dove si affacciano le finestre dei due piani dell'edificio. Il piano terra presenta soffitti con volte a botte, mentre il primo piano era il piano residenziale. Dopo anni di abbandono, recentemente il Castello è stato restaurato e attualmente è usato come sede di rappresentanza del Comune.



Il Castello di Favara venne eretto per volontà di Federico II di Svevia nel 1239 come residenza di caccia. Nel 1311 il maniero passò a Giovanni Chiaramonte e ai suoi eredi sino al 1398, quando il castello diventò proprietà dei Perapertusa. Nel 1488 Guglielmo Perapertusa effettuò il primo restauro, per il successivo si dovrà attendere il 1964, anno in cui iniziarono i lavori per trasformarlo in sede del Consiglio Comunale di Favara. Negli anni seguenti, tra interruzioni, sospensioni, e ripresa dei lavori, l’opera di restauro venne completata magistralmente dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento, che ha restituito al castello l’antico fascino di un tempo.

Di pianta quadrata, con un cortile interno, il castello è il fulcro intorno al quale tutto il centro abitato di Favara si è sviluppato. I locali al piano terra, un tempo adibiti a scuderie e magazzini, si aprono sul cortile. Il primo piano è composto da sette stanze, servite da un corridoio che le mette in comunicazione tra di loro.



La struttura, di proprietà comunale, è aperta alle visite ed è oggi un attivissimo centro culturale in cui si tengono convegni internazionali, concerti, esposizioni, mostre....
L’interno del castello chiaramontano di Favara è composto da due piani, quello inferiore è costituito da volte a botte mentre in alto a sinistra della porta d’ingresso sono visibili due stemmi, uno dei quali appartenente alla famiglia dei Perapertusa.
Le pareti dell’androne conservano due grandi croci situate in due cerchi e tracce di pittura di origine incerta. Nella parte destra della corte centrale possiamo ammirare lo stemma araldico di Federico II, mentre nella parete della corte è visibile un’altro portale con una scala coeva che conduce in un ballatoio esterno.
L’esterno è circondato da un recinto fortificato. Dal lato ovest del recinto era situata una Torre Merlata che si affacciava sulla piazza antistante, mentre grazie al portale maggiore (andato oggi distrutto) si poteva raggiungere la piazza.



I locali al piano terra del castello, una volta adibiti a magazzini, scuderie e abitazioni della servitù, sono tutti con volte a botte. Si aprono tutti quanti sul cortile, con porte archiacute, con integrazioni del ‘500, '700 e '800, e prendono luce dalle strettissime feritoie che internamente si allargano in finestre archiacute.
Vari stipi murali, della stessa foggia delle finestre, si aprono su quasi tutte le pareti interne e spesso in maniera modulare.



Il primo piano presenta una grande incoerenza strutturale e distributiva, dovuta principalmente agli interventi prima medievali e poi rinascimentali che hanno turbato l’originaria unità ed alla conseguente aggiunta del ballatoio esterno in pietra probabilmente nel '700, ma originariamente sicuramente in legno ed ammissibile ad un porticato. Singolare era l’ambiente a sud-est attiguo alla cappella, in origine coperto da una volta a crociera costolana.
La loggia del primo piano è coperta da volta a botte, impreziosita in prossimità dell’imposta, da vari fregi plastici di epoca chiaramontana che aggettano sul filo dei muri di piedritto.
Una leggenda narra di un cunicolo che univa il Castello al monte Caltafaraci al cui interno viveva una gallina che faceva le uova d'oro. In effetti sotto la corte del Castello, è visitabile, con accesso al giardino, un misterioso cunicolo.

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