Meraviglie di Sicilia: GROTTA MANGIAPANE (Custonaci)

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Meraviglie di Sicilia: GROTTA MANGIAPANE (Custonaci)

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Pubblicato da Sicily Tourist in Trapani e Provincia · 15 Marzo 2022
Questo posto fermo nel tempo,  lè uno dei posti che non possono mancare nel vostro tour alla scoperta della Sicilia. In località Scurati, piccola frazione di Custonaci (in provincia di Trapani), si trova un piccolo borgo siciliano davvero particolare, una bellezza nel paesaggio circostante da lasciare a bocca aperta. Il mare pulito e cristallino, dalle mille sfumature di turchese, circondato da una natura incontaminata, gli fa da cornice. Stiamo parlando della Grotta Mangiapane, una tra le più grandi della Sicilia, che prende il nome dalla famiglia che vi abitò a partire dal 1819. La grotta fa parte di un preistorico sistema di insediamenti che conta un totale di nove grotte, alcune comprese all’interno della Riserva Naturale del Monte Cofano.



Alta circa 70 metri e profonda 50 metri, la Grotta Mangiapane è un antico insediamento preistorico abitato dall’uomo sin dal Paleolitico Superiore, come hanno dimostrato i numerosi reperti rinvenuti al suo interno. Grazie ad un’attività di scavi archeologici iniziata nel 1870 dal marchese Guido dalla Rosa, sono stati riportati alla luce denti e ossa di animali, selci e pitture rupestri. Oggi, è possibile osservare alcuni di questi reperti al museo Pepoli di Trapani, mentre tutti gli altri sono suddivisi tra il Museo “A. Salinas” di Palermo
Soprannominata anche Grotta degli Uffizi, al suo interno ospita un piccolo borgo composto da poche case mimetizzate con i colori della terra, abitate dal 1819 fino agli anni ’50 e appartenenti alla famiglia Mangiapane. Qui si trovava tutto ciò che serviva per condurre una vita essenziale, fatta di sussistenza e amore per la terra, lontano dalla civiltà e dal caos della città. Oltre alle abitazioni si trovavano stalle per animali, una piccola cappella, botteghe e persino un forno a legna. Il tutto circondato da un panorama meraviglioso, che spazia dal Monte Cofano all’azzurro del mare del Golfo di Erice.
All’inizio il piccolo borgo era abitato da quattro nuclei famigliari, che vi dimorarono per 150 anni, vivendo di pastorizia e agricoltura. Dopo la Seconda Guerra Mondiale quasi tutti gli abitanti del villaggio emigrarono, abbandonandolo. Rimase solamente la famiglia di Rosario, la quale trasformò il villaggio in una stalla.



Nell’Ottocento questo splendido angolo di vita fu trasformato in borgo e abitato fino agli anni ’50 dalla famiglia Mangiapane da cui ha preso il nome. La grotta fu adeguata alle esigenze della vita quotidiana di quegli anni, pertanto furono costruite, al suo interno, delle case, un forno, un mulino, una stalla per gli animali, e una cappella. Tutto quanto fosse funzionale alle attività di una vita rurale. Un patrimonio di testimonianze che sono ancora presenti ai nostri giorni e che gli abitanti di Custonaci si impegnano a curare e a custodire come se facesse parte della loro vita.
Nella grotta tutto è rimasto intatto, come se i suoi abitanti, più di un secolo fa, si fossero allontanati all’improvviso, per ritornare, facendo giungere fino a noi i loro effetti personali e gli attrezzi del loro lavoro quotidiano. Ciò che era più significativo, all’interno del complesso preistorico, dal punto di vista archeologico, storico e antropologico, fu trasferito al museo Pepoli di Trapani. Alcuni reperti si trovano addirittura esposti a Parigi. Arrivando in questo territorio, oltre a immergersi nella cultura, nella tradizione e nella storia, si resta immersi e affascinati da ciò che circonda questo sito preistorico.



La riserva naturale protetta, che fa da cornice alla Grotta, dove primeggiano le palme nane, la disa e il frassino, dove volano indisturbati il gheppio e il falco in un cielo terso e turchino, dove le baie e le insenature di sabbia e di scogli regalano tramonti da sogno e dove si specchia il Monte Cofano. Un angolo di paradiso dove si intrecciano passeggiate e itinerari con percorsi ben definiti, in mezzo alla natura.



E come se non bastasse tanta bellezza, di fronte si staglia monte Erice, con il suo borgo medievale, famoso in tutto il mondo, sia per la sua storia, per le sue stradine, cortili e chiese, ma anche per le sue arti, ceramica e tappeti e non ultima l’arte dolciaria, mantenuta intatta nel tempo.

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