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Riserva naturale orientata Le Saline di Trapani

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Pubblicato da Francesca Ur. per SicilyTourist in Da Visitare · 17 Luglio 2020
La Riserva naturale delle Isole dello Stagnone di Marsala e delle saline di Trapani e Paceco sono caratterizzate da lagune e pantani, costituiti da acque basse comprese tra 50 cm. a 2 metri, che comprendono nel territorio di Marsala quattro isole, San Pantaleo (Mozia), Isola Grande, Schola e Santa Maria, e nel territorio di Trapani il tratto di costa tra Torre Nubia e Salina Grande a Paceco.



La riserva  è un'area naturale protetta della Sicilia istituita nel 1995, che si estende per quasi 1000 ettari nel territorio dei comuni di Trapani e Paceco.  La riserva, all'interno della quale si esercita l'antica attività di estrazione del sale, è una importante zona umida "Ramsar", che offre riparo a numerose specie di uccelli migratori. È gestita dal WWF Italia.



Di origine fenicia, il geografo arabo al-Idrīsī documenta la presenza delle saline già nel periodo della dominazione normanna in Sicilia. Sotto il regno di Federico di Svevia fu istituito il monopolio di Stato sulla produzione del sale, che si protrasse anche durante la dominazione angioina. Furono in seguito gli aragonesi a sancire il ritorno alla proprietà privata, ma fu sotto la corona spagnola che l'attività di produzione del sale raggiunse la sua acme, trasformando il porto di Trapani nel più importante centro europeo di commercio del prezioso elemento. Le saline da Trapani, arrivarono fino alle isole dello Stagnone.




Dal 1861 con l'Unità d'Italia queste saline non furono nazionalizzate, e furono le uniche a superare il monopolio del sale da parte dello Stato, esportandolo in diversi paesi. Dopo la prima guerra mondiale con la concorrenza delle saline industrializzate di Cagliari iniziò la decadenza delle saline trapanesi, accentuata dallo scoppio della Seconda guerra mondiale e dalla concorrenza straniera con il salgemma. Molte delle saline furono dismesse o abbandonate.
Restano i caratteristici mulini a vento, utilizzati nel tempo, per una duplice funzione: alcuni per la macinazione del sale, altri per il pompaggio dell'acqua salata da una vasca all'altra.
Con l'istituzione della Riserva, avvenuta con decreto dell'Assessore al territorio e ambiente della Regione siciliana n. 257 dell'11 maggio 1995, ed il suo affidamento in gestione al WWF Italia, è stato emananto un regolamento che ha permesso di "esercitare la salicoltura nelle aree tradizionalmente a ciò destinate e l'attività di acquacoltura di parte delle saline".



Si è quindi assistito ad un nuovo rilancio delle attività produttive e della lavorazione del sale, da parte della Sosalt, che è il principale produttore, con l'approvazione di interventi di restauro e recupero degli impianti abbandonati. Il sale marino trapanese è oggi inserito nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali siciliani riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, che nell'aprile 2011 ne ha anche riconosciuto l'IGP con la denominazione "Sale marino di Trapani".
Nel 2011 le saline di Trapani hanno ottenuto il riconoscimento di zona umida Ramsar, con decreto del Ministero dell'ambiente.
Le lagune si sono formate in tempi relativamente recenti (non esisteva all'epoca della colonizzazione fenicia di Mozia) in seguito ai movimenti della sabbia dovuti alle correnti sottomarine, senza le correnti necessarie al ricambio, l'acqua è divenuta stagnante, con una temperatura al di sopra del normale. L'attività principale nelle lagune è stata, ed è in parte ancor oggi, quella delle saline: con un metodo abbastanza semplice, l'acqua incanalata in speciali laghetti si va evaporare, sotto rimane il sale che viene raccolto e fatto essiccare comprendolo con delle tegole in cotto con una struttura che assomiglia al tetto di una casa. Il pompaggio dell'acqua tra i bacini e la macinazione del sale erano svolte per mezzo di mulini, alcuni restaurati.



Le riserve sono sempre visitabili, presso il Mulino Maria Stella, sulla provinciale Trapani-Marsala si trova la struttura ricettiva delle riserve, dove troverete materiale informativo. I punti di interesse della riserva sono nella stagione della migrazione alcune specie di uccelli in rotta verso l'Africa tra cui il Fenicottero e l'Airone, gli antichi mulini, alcuni visitabili dietro prenotazione, il museo del sale vicino a Torre Nubia, le rovine e la necropoli dell'isola di Mozia, dove era situata l'antica ed omonima città fenicia. Una curiosità è quella del vecchio Hangar utilizzato come ricovero degli aerei durante la seconda guerra mondiale.



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