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Castello di Sperlinga

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Pubblicato da Sicily Tourist in Da Visitare · 8 Settembre 2020
Il Castello di Sperlinga fu costruito su una emergenza rocciosa quarzarenitica dove già probabilmente preesistevano numerosi ed ampi arnbienti ipogei. A sud sono presenti diverse grotte artificiali abitate fino agli anni '50 del secolo XX ed oggi adibite a deposito.



L'affioramento roccioso ed il complesso castrale si impongono nel paesaggio e sono ben visibili da lontano. A partire dal secolo XVII nasce l'attuale centro urbano, per ampliamento del preesistente borgo medievale. Esso si sviluppa dai piedi del castello verso valle su un territorio cosparso di grotte che attualmente si possono notare nei bassi di molte abitazioni. Le case a doppia schiera sono allineate in modo da formare una struttura urbanistica a lunghe insulae rettangolari determinando percorsi viari paralleli tra loro e con il fronte della rupe su e dentro cui si e sviluppato il castello.



Proprio dirimpetto al corpo principale del fabbricato del castello, e al di fuori di esso ma compreso nella cinta muraria esterna, nel secolo XVIII fù costruita la chiesa dedicata alla Madonna della Mercede, unico edificio di interesse storico che ricade nella zona di pertinenza del castello. Il castello di Sperlinga nei suoi rapporti volumetrici si configura quale emergenza fortemente dominante rispetto all'impianto urbanistico dell'abitato caratterizzato da tipologie di tipo rupestre, da una forte naturalità del sito e dalle modeste case unifamiliari che al più sono a due elevazioni oltre il piano terra.



Il complesso architettonico ha perso la sua integrità nel 1914 quando fu demolita la maggior parte delle fabbriche. Lo stato di conservazione dei ruderi risulta buono in seguito al consolidamento degli anni '80. La chiesa e stata ricostruita nel 1995 e attualmente ci sono lavori in corso che prevedono la copertura di alcuni arnbienti. Il castello non presenta planimetria unitaria ne regolare. I molti corpi di fabbrica che lo costituiscono sono distribuiti su diverse quote. Presenta pianta oblunga di circa 200 metri di lunghezza per 15 di larghezza; in cima alla rupe, alta circa 70 metri dal calpestio di piazza Castello, le dimensioni del corpo superiore risultano alquanto ridotte (40 x 7 metri circa).



L'assetto strutturale, formato da opere murarie e ambienti rupestri evidenzia particolari e ricercate soluzioni architettoniche e costruttive capaci di sfruttare le preesistenti strutture rupestri e di farle coesistere con le opere murarie realizzate. Il corpo principale costruito direttamente sulla roccia come tutte le altre fabbriche, ha pianta rettangolare; in basso si trova un vestibolo con corridoi d'accesso e in prima elevazione le c. d. 'stanze baronali'. Esternamente il corpo d'ingresso è caratterizzato da un lungo muro, in alcune parti munito di contraffotti e forato da una serie di aperture di epoche diverse poste nel secondo ordine. Sul prospetto principale che guarda la sottostante piazza è collocata la bifora citata di epoca trecentesca, due finestre e il portale di un balcone con stipiti e mensole in pietra riferibili agli interventi di ristrutturazione seicentesca.

La parte ovest del castello ricorda la prua di una nave. Sul piano di calpestio roccioso si trova, nella parte posteriore, la chiesa formata da tre vani in successione secondo l'asse ovest-est. In origine l'asse doveva essere quello nord-sud; e presente infatti un altare con nicchia circolare posto di fronte l'ingresso attuale. Per la grande eterogeneita delle strutture e per la loro irregolare distribuzione spaziale, si descriverà di seguito partitamene ciascun elemento costitutivo.

1) Corpo ingresso e stanze 'baronali'. Attualmente l'ingresso al castello e caratterizzato da una rampa gradona-ta realizzata negli anni 70 con pietrame locale calcareo-siliceo. Si accede tramite una passerella in calcestruzzo che ha sostituito il ponte levatoio dell'edificio medievale di cui sul prospetto sono visibili le mensole di sostegno e le lunghe feritoie dove scorrevano gli argani.
Oltrepassato il portale ogivale, vi è un primo vano con volta in pietra ricostruita recentemente (2000); segue un secondo vano coperto anch'esso da una volta di mattoni di cotto; la pavimentazione è ricavata direttamente sulla roccia.

Sul corpo dell'ingresso sono presenti due sale prive di copertura e di uno dei muri perimetrali. La sala piu ampia e dotata di tre aperture poste sulla facciata sud, risalenti ai lavori di ristrutturazione del sec. XVII. La sala minore è decorata dalla bifora trecentesca posta sulla facciata che guarda il borgo.
2) Arnbienti rupestri dell'ala est. Alla stessa quota delle stanze ora descritte, scavate nella roccia, si estende per circa 100 m verso est un ambiente ipogeo con copertura piana; costituiva la cavallerizza del castello. Seguono le prigioni e infine due vani di servizio, un tempo abitazioni. Alcuni piloni di roccia che sostenevano la volta dell'ipogeo sono stati demoliti intorno agli anni '50 e in seguito sostituiti con pilastroni in blocchi di pietra intonacati. Nella parte mediana dell'ambiente si apre un corridoio che conduce all'esterno tramite la c. d. 'porta falsa'. Accanto al luogo ove erano le celle della prigione si nota, ricavata nel masso, una cappa di aspirazione tronco-conica funzionale ad un focolaio.
3) Cisterne.
Le cisterne scavate nella roccia sono ocalizzate all'interno di una stanza che i affaccia sul cortile del castello. La accolta delle acque meteoriche avveniva attraverso una serie di canalette di convogliamento
4) Chiesa e ambienti adiacenti.
La chiesa posta sul lato ovest e stata interamente ricostruita sui suoi ruderi. Presenta una successione di 3 vani disposti secondo l'asse est-ovest; si notano tracce della pavimentazione seicentesca in formelle di terracotta smaltata dismessa in occasione della recente ricostruzione (1995). A fianco della cappella, sul lato ovest, sono collocati altri due ambienti, anch'essi ricostruiti: il primo presenta un accenno di scala ricavata all'interno del muro perimetrale, il secondo presenta due forni in pietra e terracotta e una serie di 'fornelli'.
5) Sale ovest e ambienti ipogei.
Nell'ala ovest abbiamo ancora una serie di ambienti ipogeici comunicanti tra di loro, posti al di sotto del piano di calpestio. Nello spazio antistante la chiesa, sul piano di calpestio si notano dei fori, circolari alcuni, ellittici altri, protetti da ringhiere di ferro che corrispondono ciascuno ad un vano rupestre posto in basso.
La parte più occidentale del castello è occupata da una serie di quattro sale con pavimento e parte dei muri perimetrali ricavati nella roccia, il resto edificato. Il primo ambiente, il più grande, presenta due fori che corrispondono ad altrettanti ambienti sottostanti scavati, presumibilmente, in epoche remote. Dalla seconda stanza si accede alla superiore terrazza tramite una scala in ferro.

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