Capoluoghi Siciliani: SIRACUSA

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Capoluoghi Siciliani: SIRACUSA

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Pubblicato da Sicily Tourist in Siracusa e Provincia · 14 Febbraio 2021
Tags: visitsicilyturismoinsicilia
Viene spesso appellata la città del mito, per via del ricco patrimonio mitologico che permea il territorio; lascito del suo prestigioso passato greco. È anche conosciuta come la città di Archimede e di Santa Lucia; due dei suoi più illustri concittadini. I suoi abitanti vengono soprannominati aretusei; dal nome dell'antica ninfa siracusana che secondo il mito greco abitava le acque dolci della città. Siracusa è tra le più antiche e principali mete del turismo siciliano.



La città si affaccia sul mar Mediterraneo centrale, attorniata dal bacino del mar Ionio. Siracusa dà il proprio nome alla scarpata siciliana sud-orientale, detta «Scarpata di Malta e Siracusa» (nota anche come «Scarpata Ibleo-Maltese»), la quale si sviluppa a est del territorio aretuseo, nelle profondità dello Ionio, fino all'isola di Malta.
Caratteristica del territorio siracusano sono le latomie, estese cave di pietra millenarie, la cui attività è documentata fin dall'epoca greca.



Siracusa ne possiede numerose. Tra le più vaste ricordiamo la latomia dei Cappuccini e poi Cava Santa Panagia, scavata nei millenni da un torrente di acque meteoriche producendo quel fenomeno conosciuto come carsismo. In contrada Grotta Perciata, al limite del territorio comunale, si trova una delle grotte carsiche più importanti della Sicilia, per la quale è stata istituita una riserva protetta: la riserva naturale integrale Grotta Monello, situata tra valli fluviali e versanti scoscesi, spesso proibitivi. All'interno della Grotta Monello si sviluppano notevoli stalattiti e stalagmiti, delle più svariate forme.



Anche i fiumi sono un elemento caratteristico della provincia di Siracusa. I principali che attraversano l'area della città sono l'Anapo e il Ciane. Due corsi d'acqua dolce che condividono un'unica foce nel mar Ionio, presso la pianura alluvionale dei Pantanelli, dove si trova la riserva naturale delle saline di Siracusa (saline non più in uso da diversi anni). Vi è poi un altro importante fiume (anch'esso culturalmente millenario) che interessa l'area comunale: il Cassibile, dal quale prende il nome la popolosa frazione siracusana. La foce di questo corso d'acqua si trova nella contrada di Fontane Bianche. Nel centro storico della città, rappresentato dall'isola di Ortigia, scorre l'acqua salmastra della fonte Aretusa, scaturita dalle falde acquifere iblee. Sul colle Temenite, dentro la grotta del Ninfeo, si ha lo sbocco dell'acquedotto Galermi; noto per essere il più antico acquedotto della Sicilia (costruito dal tiranno Gelone nel 480 a.C., trasporta ancora in città le acque dell'Anapo). Di particolare interesse risulta la flora fluviale: la pianta più singolare, data la sua rarità in Europa e nel mondo, è il papiro egiziano (cyperus papyrus), le cui colonie qui crescono in maniera spontanea (le si possono osservare presso il Ciane).

Cenni storici
Posta sulla costa sud-orientale dell'isola, Siracusa possiede una storia millenaria: annoverata tra le più vaste metropoli dell'età classica, primeggiò per potenza e ricchezza con Atene, la quale tentò invano di assoggettarla.



Fu la patria del matematico Archimede, che si pose a capo della sua difesa durante l'assedio dei Romani nel 212 a.C. Siracusa fu per secoli la città capitale della Sicilia, fino alla conquista da parte degli Arabi, avvenuta nell'878. Trasformatasi in epoca spagnola in una fortezza, il suo centro storico, Ortigia, assunse l'odierno aspetto barocco con la ricostruzione intrapresa a seguito del violento terremoto del 1693. Durante la Seconda guerra mondiale, nell'anno 1943, venne firmato a sud-ovest di Siracusa, in contrada Santa Teresa Longarini, l'armistizio che sanciva la cessazione delle ostilità tra il Regno d'Italia e le forze alleate degli anglo-americani; passato alla storia come l'armistizio di Cassibile.



La ricerca archeologica ha rilevato sull’isola di Ortigia, tracce della presenza umana fin dal sec. XIV a.C., nel sito dove sarebbe stata fondata, nel corso dell’VIII sec., la grande Siracusa. Furono i Corinzi condotti da Archia a fondare questo nuovo insediamento, ricacciando verso i monti Iblei i Siculi che vi si erano stanziati in precedenza. Il nome di Siracusa le viene dato dalla vicina palude di Sikana, e i coloni fondatori danno inizio a un’opera di sviluppo economico e politico e di espansione territoriale che, nel volgere di 70 anni, li porterà a fondare tre nuove colonie: Akrai nel 664 (l’odierna Palazzolo Acreide), Casmene sulla costa meridionale dell’isola, nel 598 a.C.
A partire dal VII secolo Siracusa venne presa di mira dagli Arabi, per poi essere definitivamente sottratta agli Arabi nel 1086 per mano del normanno Roberto il Guiscardo.
Il nuovo assetto politico dell'isola dato dai Normanni non diede comunque a Siracusa la possibilità di riacquistare il suo antico ruolo di capitale di Sicilia (essi, infatti, così come inaugurato dagli Arabi, mantennero la sede capitale a Palermo).
Con la venuta del popolo nordico i siracusani formarono una Contea; la prima istituita nell'isola, governata da un proprio conte nella figura di Giordano d'Altavilla; nipote di Ruggero I d'Altavilla, divenuto a sua volta Gran conte di Sicilia.



Nel XII secolo Siracusa assistette alla contesa tra le Repubbliche marinare di Genova e Pisa, le quali avevano entrambe l'obiettivo di stabilirsi in essa e annoverarla tra i loro feudi. Tuttavia, il nipote di Barbarossa, Federico II di Svevia, re di Sicilia e imperatore del Sacro Romano Impero, decise di riportare Siracusa sotto il potere diretto del governo siciliano, la sottrasse alle dispute feudali e la dichiarò nel 1234 sua «urbs fidelissima» (città fedelissima; epiteto che nei documenti che la riguardano manterrà fino all'epoca moderna). Durante i Vespri Siciliani Siracusa si proclamò Libero comune; istituzione che cessò di esistere con l'avvento degli Aragonesi al governo dell'isola. Nel 1302 la città divenne sede delle regine del Regno di Sicilia e da queste venne per lungo tempo governata tramite la Camera reginale, la quale concedeva ai siracusani larga autonomia, «come uno Stato dentro lo Stato», fermo restando che la sua obbedienza finale andava unicamente al possessore della corona di Sicilia.
La prima regina dei siracusani fu Eleonora d'Angiò, l'ultima fu invece l'infante di Navarra Germana de Foix, nipote del re di Francia Luigi XII e consorte di Ferdinando II d'Aragona.
L'epoca di Carlo V fu segnata dalla guerra contro l'Impero ottomano. Siracusa, in quanto terra di confine tra il Mediterraneo occidentale e quello orientale, divenne un perno fondamentale per difendere i confini imperiali spagnoli. Carlo V, quindi, la fece fortificare in maniera talmente poderosa che essa assunse, da qual momento in avanti, l'appellativo di fortezza.
Nel 1529 l'Ordine dei cavalieri Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme si trasferì a Siracusa. I cavalieri erranti, in quanto privi di fissa dimora dopo la perdita dell'isola di Rodi, rimasero a Siracusa un intero anno, fino a quando ricevettero, nell'aprile del 1530, i documenti concessi da Carlo V, in qualità di re di Sicilia, sull'infeudamento dell'arcipelago di Malta al loro Ordine; in cambio l'Asburgo pretendeva dalla sacra milizia la fedeltà al monarca siciliano. I cavalieri accettarono. Siracusa divenne allora testimone della nascita dell'Ordine dei cavalieri di Malta.
Il '500 fu per Siracusa un secolo di grandi catastrofi naturali: l'evento per essa più distruttivo fu il terremoto del 1542, durante il quale la città fu vicina alla distruzione totale. Carestie ed epidemie decimarono la popolazione.
Guerre e calamità perdurarono a un ritmo sostenuto anche per tutto il secolo successivo.
Nel 1693 si verificò nel siracusano un altro terremoto distruttivo, con conseguente maremoto, che stavolta interessò la maggior parte della Sicilia orientale. Siracusa patì meno danni rispetto all'evento sismico del 1542, ma ne uscì ugualmente stremata.
La guerra di successione spagnola coinvolse pienamente Siracusa poiché la Sicilia divenne terra contesa a seguito del trattato di Utrecht, con il quale l'isola veniva sottratta al controllo della Spagna e unita al Ducato di Savoia.
La Spagna di Filippo V, non aveva alcuna intenzione di rinunciare al possesso dell'isola, e mentre l'esercito spagnolo aveva già conquistato quasi l'intera isola intervenne allora in terra aretusea, per la prima volta, l'esercito britannico, poiché l'intento di Giorgio I d'Inghilterra era impedire alla Spagna di riconquistare gli antichi domini perduti.
Dopo la separazione dal Piemonte e una breve e tormentata parentesi austriaca, durata circa quindici anni, Siracusa entrò a far parte dei domini della corona dei Borbone di Napoli.
Il Regno delle Due Sicilie, nato nel 1816, attraversò a partire dagli anni '20 una profonda crisi, poiché la Sicilia non accettò mai l'unione della propria corona a quella napoletana, con la conseguente privazione di autonomia. La svolta definitiva avvenne con i successivi moti per la nascita del Regno d'Italia: Siracusa si consegnò ai Garibaldini il 28 luglio del 1860. Il potere dei sovrani borbonici venne annullato e la città dal 1865 tornò ad essere stabilmente il capoluogo della provincia siciliana sud-orientale (all'epoca la provincia di Siracusa conteneva al suo interno anche la futura provincia di Ragusa).
Dal 1941 al 1943, con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Siracusa subì numerosi bombardamenti.
Nei pressi della frazione di Cassibile, esattamente nella contrada Santa Teresa Longarini (pochi chilometri dall'ingresso sud di Siracusa), venne firmato segretamente il 3 settembre 1943 l'armistizio tra l'Italia e gli Alleati (che sarà reso noto al mondo tramite il Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943; data alla quale esso rimarrà legato). In seguito venne costruito nella periferia centrale della città il Syracuse War Cemetery per i caduti inglesi (adiacente al cimitero monumentale siracusano). Finita la guerra, la città conobbe un periodo di ricostruzione e nuove speranze. Il 1953 fu un anno importante per Siracusa, poiché avvenne al suo interno la lacrimazione di un'effigie mariana (raffigurante il Cuore Immacolato di Maria), evento che la chiesa ha in seguito dichiarato miracoloso. Nel 1954 giunse in città, ufficialmente in vacanza, Winston Churchill (vi era già stato una prima volta nel 1917, di passaggio, quando da Vienna si era diretto a Malta). Il primo ministro inglese nei suoi racconti ricorderà la permanenza a Siracusa come «la vacanza più deliziosa della sua vita da viaggiatore».
Il 5 e 6 novembre del 1994 papa Giovanni Paolo II venne in città per inaugurare il santuario della Madonna delle Lacrime e per l'occasione tenne un discorso alla cittadinanza, esortandola a reagire dinnanzi all'emarginazione socio-economica che rischiava di escluderla dalla vita della nazione. Nel 2005 Siracusa è stata inserita dall'UNESCO nella lista dei patrimoni dell'umanità, congiuntamente alle vicine necropoli rupestri di Pantalica. Un altro evento significativo per la città si verificò nel 2009, quando al Castello Maniace venne organizzato il forum del G8 per l'ambiente, dal quale scaturì la carta di Siracusa sulla biodiversità.
Monumenti e luoghi d'interesse
Siracusa è tra le principali città d'arte in Italia. Colma di pregevoli monumenti e luoghi d'interesse, deve le sue innumerevoli testimonianze architettoniche e culturali a una storia altrettanto ricca e antica.

Architettura, arte, musei, siti archeologici
L'UNESCO annovera Siracusa tra i patrimoni dell'umanità utilizzando quattro criteri, tra i quali l'eccezionale importanza universale degli eventi che qui si verificarono (VI criterio) e la straordinaria diversità culturale concentrata in un unicum spazio (II criterio).
La città abbraccia nel suo insieme un patrimonio architettonico-culturale plurimillenario, custodendo nei suoi musei reperti archeologici di un'antichità ancora maggiore rispetto alla sua fondazione greca.
Architetture religiose dell'antica polis: l'ara di Ierone, tempio di Atena, casa per il dio del sole Apollo, l'Artemision, il tempio per Zeus Olimpico, chiamato dai siracusani «i ru colonne» (le due colonne), il ginnasio romano di Siracusa.

Architetture cristiane: i luoghi di culto della religione cristiana costituiscono la maggior parte del patrimonio artistico-religioso siracusano. Molteplici le strutture dal richiamo storico, alcune rappresentate persino da anfratti naturali, come le grotte adibite per il rito liturgico: l'ex-tempio greco divenuto la cattedrale della Natività di Maria Santissima, meglio noto semplicemente come Duomo di Siracusa (che dà il nome all'omonima principale piazza), va annoverato tra le più arcaiche e notabili strutture architettoniche sorte con il primo cristianesimo e modellatesi lentamente nel corso del tempo. Chiesa di San Giovannello, chiesa di San Giovanni alle catacombe, chiesa di San Nicolò ai Cordari, chiesa di San Martino e la chiesa di Santa Lucia al Sepolcro, La chiesa di Santa Lucia alla Badia, chiesa di San Sebastianello, il Pantheon di Siracusa.
In città trovano sede anche strutture di altre religioni. Il monumento più notevole è il miqweh, risalente all'epoca bizantina, descritto spesso come il più grande e antico bagno rituale ebraico d'Europa.



Architetture civili: La maggior parte dei numerosi e antichi palazzi nobiliari si trova sull'isola di Ortigia, poiché in epoca medievale e rinascimentale la città era esclusivamente racchiusa al suo interno. Tra le prime costruzioni civili dell'età post classica si annoverano la trecentesca sede della Camera reginale e il trecentesco palazzo Mergulese-Montalto. In città permangono altre architetture medievali, soprattutto del periodo aragonese-catalano: esempi ne sono il palazzo Bellomo e gli elementi sopravvissuti del palazzo Zapata-Gargallo. Tuttavia è dopo il terremoto seicentesco, e quindi con la conseguente ricostruzione, che fa la sua comparsa lo stile predominante di Siracusa: il barocco siciliano: il palazzo del Vermexio, Palazzo Beneventano del Bosco. L'edificio che ospita la curia siracusana è il palazzo Arcivescovile. Risalgono direttamente all'800 e riflettono gli stili liberty e neoclassico (singolarmente o alle volte entrambi) i palazzi della Sovrintendenza ai Beni Culturali, dell'Orologio, dell'Antico mercato, della Camera di Commercio, il palazzo del teatro comunale, il palazzo della stazione ferroviaria, l'edificio per la stazione marittima (odierna sede della Capitaneria di Porto). Nella prima metà del Novecento vennero realizzati il palazzo dell'hotel Des Etrangers, del Grand Hotel (entrambi tra i più antichi hotel siracusani) e il palazzo delle Poste. Le principali e storiche ville della città sono essenzialmente tre: Politi, Landolina e Reimann.



Architetture militari: il castello Eurialo (ubicato nell'odierna frazione di Belvedere), voluto dal tiranno Dionisio il Grande, il castello Maniace, la caserma del Genio militare, nel decennio che precedette la seconda guerra mondiale sorse a Siracusa l'idroscalo (odiernamente sede del 34º Gruppo Radar dell'Aeronautica Militare), seguito dalla costruzione della batteria Lamba Doria, Sorsero numerosi bunker, disseminati un po' ovunque, e sorse l'edificio sotterraneo per il deposito di carburante della Regia Aeronautica di Siracusa. Sempre al secondo conflitto mondiale è legata la presenza della batteria di Capo Santa Panagia. Altro elemento architettonico militare predominante di Siracusa sono le torri: l'area comunale che annovera molte (retaggio di un passato bellico incentrato sull'avvistamento e la difesa del territorio); ben 10 le principali: torre di Ognina, torre Cuba, torre Milocca, torre Tonda, torre Landolina, torre Teatro Greco, torre Pizzuta, torre Targia, torre Bosco Minniti, torre Modica. Menzione a parte tra le torri merita la costruzione simbolo della frazione di Belvedere: chiamato u Semafuru (il Semaforo), è una costruzione militare del XIX secolo composta da una torretta merlata sulla cui cima sorgeva fino al 1955 un'antenna luminosa che tramite alfabeto Morse comunicava con le navi sottostanti: in transito e in avvicinamento al porto di Augusta e al porto di Siracusa.



La città possiede tre storici fari, punti di riferimento per la navigazione marittima: il faro del castello Maniace, che di colore verde (così come verde è la sua luce) domina il promontorio della costruzione federiciana; il faro di Massolivieri, di colore rosso e costruito sopra un'antica abitazione rurale, funge da guida per segnalare la presenza del promontorio della Penisola della Maddanela; il faro di Capo Murro di Porco, il quale estende la sua luce bianca sul capo che gli dà il nome ed è il faro siracusano più famoso, oltre a rappresentare uno dei più importanti segnali luminosi della Sicilia orientale.
Sviluppandosi in parte su un'isola ed essendo da un lato attraversata da fiumi e canali, Siracusa ha nel corso della sua longeva storia edificato svariati ponti, il comune collega Ortigia al resto della città tramite due ponti, il più monumentale dei quali è chiamato Ponte Umbertino. Mentre la sua entrata sud è caratterizzata da un ponte che permette di superare i letti del Ciane e dell'Anapo; quest'ultimo fiume prima era sormontato da un altro ponte fatto di pietra, nel quale si combatté la battaglia contro gli inglesi il 10 luglio 1943.
Il punto in cui sgorga la fonte Aretusa, con la struttura architettonica che la circonda, è uno dei luoghi più visitati di Siracusa. Oltre a ciò, sull'isola sono concentrate diverse opere scultoree: su tutte spicca la novecentesca fontana di Diana e l'antica tonnara di Santa Panagia, dalle origini medievali.



Siti archeologici
Parco archeologico della Neapolis.
Teatro greco (qui svetta solitario l'ultimo dei mulini di Galerme).
La grotta del Ninfeo, dove sgorga l'acqua dell'Anapo e dove un tempo si preparavano gli attori prima di scendere nel teatro.
L'anfiteatro romano; in quello aretuseo si mettevano in scena persino gli spettacoli acquatici, oltre alle lotte tra gladiatori.
L'Orecchio di Dionisio, così chiamata per la prima volta da Caravaggio durante la sua permanenza a Siracusa. Si pensa fosse una prigione greca.
La Via dei Sepolcri (dove si tributava ai defunti il culto degli Eroi).
I sarcofagi romani siti nei pressi dell'anfiteatro.
La necropoli Grotticelli,
Foro siracusano.
I siti archeologici di Stentinello e della penisola di Tapsos.
Ognina.



Musei
Il museo Archeologico Regionale Paolo Orsi rappresenta uno dei più importanti musei archeologici d'Europa.
Il museo del Papiro si occupa di preservare e curare la rara pianta del papiro, attivando collaborazioni con luoghi significativi per questa pianta come la città de Il Cairo.
La Galleria Regionale, detta museo Bellomo, espone i reperti d'epoca medioevale e moderna della città.
Il museo dell'INDA organizza esposizioni temporanee dedicate alla storia delle rappresentazioni classiche al Teatro greco di Siracusa.
Il museo Aretuseo dei Pupi mostra l'arte dell'Opera dei Pupi Siciliani, dichiarata dall'Unesco Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità.
Il museo del Cinema rappresenta nel suo genere il terzo museo più grande d'Italia.
Il Tecnoparco Archimede, in una superficie espositiva di 1700 m², espone le repliche di macchine da guerra utilizzate nel III secolo a.C. e autentici strumenti tecnologici ideati dal genio di Archimede.
Il museo del Mare Sirmuma espone la storia marinara di Siracusa.
Il piccolo acquario Tropicale di Siracusa, situato all'interno della Fonte Aretusa, è stato dedicato alla vita marina del Mediterraneo e alla fauna dei Tropici.
Nel sito del castello Eurialo è stato allestito un Antiquarium al cui interno sono custoditi preziosi reperti della vita militare della costruzione dionisiana.



Tradizioni, folclore, eventi
La festività siracusana maggiormente popolare, nota a livello nazionale e internazionale, è la festa di Santa Lucia, la quale comincia il 13 dicembre, giorno in cui si svolge la processione con la statua della santa per le vie della città. e termina sette giorni dopo con l'Ottava di Santa Lucia, quando il simulacro argenteo viene riposto all'interno del Duomo.
Rappresentazioni classiche al Teatro greco di Siracusa
Festival Euro Mediterraneo
Festival Internazionale del Balletto di Siracusa
Siracusa International Tango Festival
Siracusa City Marathon
Regata Internazionale Siracusa - Malta
Palio del mare
Festa della musica europea
Ares International Film e Media Festival
Ortigia Film Festival
Settimana del Pi greco
Sudest Wine Fest

Tradizione culinaria
Tra i suoi alimenti più noti vi sono le olive, il pesce, diversi prodotti PAT e IGP come il limone di Siracusa, l'arancia rossa di Sicilia, la patata novella di Siracusa, l'olio d'oliva dei Monti Iblei, l'anguria di Siracusa, la fragola di Cassibile.
La tradizione culinaria siracusana annovera diversi primi e secondi piatti, tra i più tipici vi sono la pasta fritta alla Siracusana e gli spaghetti alla bottarga di tonno, la zuppa di pesce alla Siracusana, il tonno alla ghiotta e numerosi altri piatti originari del territorio. Nel siracusano si usa preparare l'impanata (pizza chiusa ripiena di patate che deriva dalla spagnola empanada), il pizzolo, gli arancini al ragù (che qui assumono la classica forma a cilindro). Alcuni dei dolci peculiari di Siracusa sono i totò (biscotti al cioccolato ricoperti di glassa), la giuggiulena, la cuccìa, la cotognata, la granita di mandorla, la versione locale della cassata siciliana, preparata con del pan di Spagna, e le paste di mandorla.

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