Castello di Lombardia Enna

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Castello di Lombardia Enna

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Pubblicato da SicilyTourist in Enna e Provincia · 12 Gennaio 2021
Il Castello Lombardia a Enna in Sicilia è l’edificio simbolo della città, il castello è una imponente fortezza che si erge nel punto più alto della città. Da vari esperti è ritenuto il più grande e antico castello del periodo medievale ancora esistente in Sicilia: con i suoi 26.000 mq è anche uno dei più grandi d’Italia.



Il Castello di Lombardia è stato realizzato al fine di difendersi dagli invasori; le sue radici risalgono ad un antico maniero che i Sicani, pressati dal pericoloso incedere dei Siculi, oltre due millenni fa, costruirono nella parte più alta della montagna, 970 m circa, sulla quale fondarono Henna. Il castello permise alla città, che sorse nei suoi pressi, di assumere un ruolo di primo piano, prima nel popolo sicano e poi tra le polis greche dell’Isola. La città divenne una solida roccaforte militare tanto che i Romani per espugnarla furono costretti a passare dalla rete fognaria per conquistarla.



La presenza di una roccaforte agevolò il ruolo di prima importanza assunto da Enna nel corso dei vari periodi storici. Un re sicano visse nel castello ed anche nell’epoca delle polis greche la città divenne una roccaforte militare che i romani riuscirono ad espugnare solo passando dalla rete fognaria.



Originariamente il castello aveva 20 torri, ora ne sono rimaste solo sei, tra cui la torre pisana dalla quale si gode un panorama spettacolare. Nel 2002 un’importante campagna di scavi promossa dalla Sovrintendenza di Enna ha portato alla luce beni di rilevanza archeologica.
Il Castello prende il nome da una guarnigione di soldati lombardi che all’epoca della dominazione normanna si era stabilito nella zona, ma per alcuni studiosi deve il suo nome ai musulmani che pare chiamassero i normanni col nome di lombardi.
Non sono note le sue origini, anche se documenti risalenti al 1145 ne parlano. Venne  realizzato per difendersi dagli invasori, a circa 970 metri di altitudine, cosi da permettere alla città, allora chiamata Henna, di assumere un ruolo di primo piano tra le polis greche della Sicilia. Dopo il dominio romano il castello venne rifondato dagli Arabi intorno al X secolo e successivamente rimaneggiato con altri interventi di rifacimento durante il regno di Ruggero II di Sicilia e sotto Federico II: a quest’ultimo si deve la realizzazione di 20 torri al fine di irrobustire i muraglioni stretti attorno agli atri residenziali. Fu in questo periodo che crebbe l’importanza del Castello, diventando uno dei fortini più inespugnabili d’Italia.



Le origini della antichissima rocca si perdono nell'oscurità della leggenda la quale narra che in quel luogo vi fosse la residenza di un rè sicano e della Dea Cerere sua moglie.
E di Proserpina narra; la meravigliosa sua figlia che, dolcemente intenta a raccoglier fiori, venne rapita da Plutone e con lui sprofondò nella terra, ove per incanto si formò subito un lago, chiamato poi Pergusa.
Nel 1130 il re normanno Ruggero II di Sicilia fece poi costruire sul sito dell’antica fortezza sicana il castello che, con il passare del tempo, divenne noto con il nome appunto di “Castello di Lombardia” per la presenza della guardia lombarda. All’interno vi sono poi tre piazzali, cioè: il “piazzale della Maddalena”, anche detto piazzale “delle Vettovaglie”, che è il più vasto e occupa il settore settentrionale della Cittadella;
Il castello, scelto come propria dimora da Federico II d'Aragona, altri vogliono che esso provenga da una colonia di gente lombarda ospitata nel castello dal gran conte Ruggiero nel 1086, mentre invece potrebbe verosimilmente aver preso nome da quell' Enrico di Lombardia che ebbe in moglie Flandrina figlia di Ruggiero.
Sembra accertato comunque, che furono gli svevi, nel 1233 circa, a dargli sviluppo ed imponenza, ma l'improvvisa morte di re Federico, nel 1250, ed il desiderio di libertà comunali spinsero il popolo di Enna ad assalire il castello, uccidendovi il castellano Guaimario.



Nel 1261 si vuole che abbia avuto qui termine la vita del famoso avventuriere Giovanni di Cocleria, catturato da Manfredi (figlio di rè Federico del quale il Cocleria sfruttava una straordinaria somiglianza) ed impiccato in un cortile del castello.Verso il 1300 vi dimorò rè Federico II d'Aragona mentre, successivamente, il figlio Pietro II alternò spesso la sua residenza tra il castello Ursino di Catania e la rocca ennese.Nel 1458 vi fu convocato il Parlamento Siciliano.
In seguito (1666) il nuovo sovrano Carlo II, di appena quattro anni di età (sotto la tutela della madre, regina Marianna), ne riconfermò simbolicamente il possesso al castellano del tempo, con solenne cerimonia.
Durante le feste per la incoronazione un imponente corteo giunse davanti al castello e il castellano, portando sopra un piatto d'argento le chiavi di esso, si avanzò offrendole al capitano il quale glie ne fece solenne riconsegna nel nome del re.
Per secoli dalle sue storiche porte, vittoriosi o sconfìtti, passarono i dominatori dell'isola sempre aspramente contesa.Infine i Borboni vi fecero soltanto fugaci visite, amando assai più i grandi ed accoglieenti palazzi che il rude castello turrito, dalle alte e granitiche mura.
Oggi, per troppo lungo abbandono, di questo colosso architettonico rimane assai poco ma si ha notizia di vaste sale, di orrende prigioni sotterranee e di una chiesa (di S. Martino) costruita dai normanni tra le sue mura.
All'interno si può visitare la chiesetta e l'abitazione dell'imperatore. Delle sue venti poderose torri oggi sono visibili i resti di soltanto sei torri, di cui tre rimangono pressoché intatte e tra queste la Pisana o Torre delle Aquile, ornata da merli guelfi, detta Pisana poiché si vuole che al tempo dei normanni nel presidio del castello vi fossero pisani dai quali essa avrebbe preso nome.
Il perimetro della cinta misura 1.250 passi, mentre l'intero complesso, per la vastità della superficie poteva offrire un comodo ricovero per la popolazione locale e per la guarnigioneLa porta principale del castello si apre verso la città, una seconda porta si apre nel muro di ponente, mentre una terza, "la porta falsa", si apre verso mezzogiorno.






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