Borghi Marinari Siciliani: Scopello e i suoi Faraglioni (Trapani)

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Borghi Marinari Siciliani: Scopello e i suoi Faraglioni (Trapani)

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Pubblicato da Sicily Tourist in Trapani e Provincia · 27 Luglio 2021
L' antico borgo di Scopello (dal Greco "Skopelòs": scoglio) sorge sulla costa a pochi chilomeri da Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani. Una fattoria fortificata del XIII secolo con ampio cortile chiamato Baglio (dall' arabo bahal: cortile) circondata da poche case addossate, una piazzetta lastricata, un abbaveratoio di pietra e ... un panorama mozzafiato (in fondo a questa pagina rovi il bellissimo video su Scopello).



Scopello, nonostante sia per lo più una meta balneare ( che ospita tra l´altro anche diversi diving center ), offre anche un ricco patrimonio storico e culturale, grazie alla conformità ed alla storia del piccolo nucleo abitativo principale, uno splendido paesino di casupole in pietra e un perfetto esempio di baglio del XVIII sec. Con questo termine si indicano i tipici casolari della campagna locale che, soprattutto tra '700 e '800, rappresentarono un vero e proprio microcosmo di cui facevano parte la famiglia del proprietario terriero e i contadini che lavorano le sue terre. Il baglio di Scopello attualmente ospita un bar, un ristorante e alcuni negozietti di prodotti artigianali dove è possibile acquistare la coloratissima ceramica del luogo. Nei dintorni merita una visita anche un antico forno dove è possibile gustare il famoso "pane cunzato".
Secondo la leggenda, questo antico borgo marinaro sorgerebbe sul sito della mitica città di Cetaria, così chiamata per l'eccezionale abbondanza di tonni esistenti nel suo mare. Distrutta la città, gli arabi costruirono una grande Tonnara, oggi non più operante (l'ultima "mattanza" è avvenuta negli anni ottanta) ma quasi perfettamente integra nella sua struttura originale. Fra il territorio di Scopello e quello di S. Vito Lo Capo, si trova la famosa Riserva Naturale dello Zingaro, istituita nel 1981, che si estende per oltre 1.600 ettari di natura incontaminata, con imponenti montagne, pareti a strapiombo, promontori, insenature, caverne e spiaggette dai bianchi ciottoli, con acque limpide e trasparenti, un vero sogno per gli amanti delle immersioni.
Il borgo marinaro e la tonnara di Scopello, sulla costa nord-occidentale della Sicilia, costituiscono un microcosmo tra i più suggestivi dell'isola per la coesistenza tra un paesaggio costiero e marino di primaria bellezza ed un costruito e vissuto che rappresenta lo stereotipo della millenaria capacità dell'uomo di adattarsi all'ambiente marino traendone sostentamento. Dall'antica Cetaria punico-romana allo stabilimento della tonnara cinquecentesca vissuta fino ad oggi, il territorio "parla" del felice connubio tra uomo e natura in un angolo di Mediterraneo tra i più intrisi di storia e ricchi di natura.



La Tonnara di Scopello
Incastonata in una rada di incomparabile bellezza, protetta da due torri medievali che vigilano dall’alto, riparata dal mare da due imponenti e rigogliosi faraglioni, sorge la TONNARA DI SCOPELLO. Si tratta di un Complesso Monumentale che rappresenta in maniera fedele l’antica storia del mare di Sicilia e delle sue tradizioni. E’ oggi un museo naturale affacciato sull’acqua cristallina, testimonianza storica di quell’economia che per secoli ha rappresentato una delle principali fonti di reddito delle genti del luogo, conservando intatte ancora oggi, tutte le attrezzature e gli strumenti utilizzati per la pesca del tonno. All’interno del complesso, concepito come antico borgo marinaro, sorgono 14 unità abitative immerse nella natura, che vengono locate nel rispetto della loro originaria storia. E’ il posto ideale per chi vuole allontanarsi dai ritmi quotidiani e immergersi in una incredibile atmosfera fatta di storia e di meravigliosa natura.



Faraglioni di Scopello
I faraglioni sono tre picchi rocciosi ubicati nel nord-ovest della costa di Castellammare del Golfo, di fronte l'antica tonnara, famosi per la fitta vegetazione che li ricopre e grazie ai numerosi set cinematografici qui girati.
I Faraglioni di Scopello e le pareti rocciose circostanti, sono dominate dal gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis). È inoltre presente sui faraglioni una rigogliosa vegetazione mediterranea, composta principalmente da ficodindia (opuntia ficus indica).
La cornice dei faraglioni di Scopello è da sempre stata oggetto di ripresa e ogni volta è stata raccontata in modo diverso e originale. Tra i più importanti film che hanno dato maggiore risalto ai faraglioni ci sono Ocean's Twelve (2004), Il commissario Montalbano (2002) con delle scene interamente girate a Scopello e Tini - La nuova vita di Violetta (2016). Diversi sono stati, anche, gli spot pubblicitari che hanno visto i faraglioni di Scopello protagonisti; come lo spot Wind in occasione dei mondiali di calcio del 2010 con Aldo, Giovanni e Giacomo, lo spot di That’s amore Findus girato nel 2013 o lo spot del brand guess girato nel 2017 alla presenza di Belen Rodriguez.[3] Nel 2021 sono stati protagonisti della fiction Makari.



Torre di Scopello
La Torre di Scopello, chiamata altresì Torre Doria (dal nome di Antonio Doria, marchese di Santo Stefano e presidente del Regno nel 1565), si inserisce all’interno di quel sistema difensivo che, a partire dal XVI secolo, interessa l’intero Regno di Sicilia dinanzi alle minacce rappresentate dalle frequenti scorrerie dei turchi e dei corsari.
Fu costruita come torre di Deputazione in un punto altamente strategico a scopo difensivo, di avvistamento e di comunicazione con le altre torri disseminate lungo la fascia costiera dell’intera isola. Il progetto esecutivo, ideato dall’ingegnere militare Camillo Camilliani, ebbe inizio nel 1595 e fu completato nel 1602.



A seguito di numerose dispute, considerazioni di tipo tecnico, studi pratici effettuati sul territorio, Torre Doria fu posizionata su un punto risolutivo, al di sopra della Tonnara e a circa 1 km dall’attuale Riserva dello Zingaro, divenendo in tal modo una delle torri più efficaci dell’intero progetto difensivo finanziato dalla Deputazione Spagnola: dalla terrazza infatti era possibile controllare tutta la costa e le cale che allora rappresentavano meta di approdo per gli attacchi nemici dal mare.
È curioso rilevare come la modalità di comunicazione tra le molteplici torri consistesse nell’emissione di segnali di fumo denominati “fani” e di colpi di cannone, in concomitanza con l’avvistamento delle imbarcazioni nemiche.
L’occupazione di Algeri da parte dei Francesi, nel 1830, mettendo fine al pericolo delle incursioni, fece venire meno la ragione per cui le torri erano state costruite; se ne verificò, pertanto, il progressivo abbandono.
Nel corso dei due conflitti mondiali, Torre Doria, trovandosi ancora, eccezionalmente, in uno stato conservativo ottimale, riprese la sua attività bellica in qualità di presidio militare, come base di attacco verso gli aerei: una testimonianza di questo periodo si ritrova nella cosiddetta “casamatta”, posizionata poco sotto la Torre, mimetizzata fra le rocce impervie e la fitta vegetazione.



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