Borghi Siciliani: Giarratana - Ragusa -

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Borghi Siciliani: Giarratana - Ragusa -

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Pubblicato da Sicily Tourist in Ragusa e Provincia · 19 Settembre 2021
Giarratana è uno dei più piccoli centri abitati della provincia di Ragusa,  che conta circa 3000 abitanti. Denominata “Perla degli Iblei” si estende in modo ordinato e armonico, quasi incastonata tra monti e piani. In fondo a questa pagina troverai il video del Borgo



Il suo territorio, prevalentemente montuoso e di forma allungata in direzione nord-ovest/sud-est e assai irregolare, costituito da vulcaniti e da rocce sedimentarie, si estende, per circa 46 kilometri quadrati, dalle pendici del Monte Lauro (un antico vulcano attivo più di 1,8 milioni di anni fa) fino ai pressi della diga di Santa Rosalia.
Giarratana vanta origini molto antiche.  Alcuni ritengono che la sua progenitrice sia da ricercare nell’antica Casmene, città greca, fondata nel 644 a.C,  da  Siracusa sul Monte Casale e  che, assieme ad Acrai e a Camarina, costituiva una delle tre roccaforti per la difesa delle coste della Sicilia orientale.



Le origini di Giarratana sono antichissime. Il paese, prima del terremoto del 1693, si trovava in un sito diverso, chiamato ora Terravecchia. Nei suoi dintorni sono state scoperte delle stazioni preistoriche, come quella di Scalona, risalente al secondo millennio a.C. e Donna Scala, di un periodo piú recente. ln queste stazioni si ha già l'evidenza Storica che la zona è stata abitata da popoli antichi, sicuramente dei Siculi.

L'abitato che ha dato i migliori risultati archeologici è quello di Monte Casale, nei pressi di Monte Lauro. Qualcuno vuole che sia Acrilla, altri Herbessus, ma piú probabilmente si tratta di Kasmenai, la mitica città fondata dai greco-siracusani, al limite dei loro domini, e che svolgeva per la sua eccezionale posizione un mirabile ruolo strategico-militare.
Non si hanno documenti anteriori al periodo normanno, ma solo notizie della loro esistenza. Le prime notizie storiche di Giarratana, fanno supporre che sia appartenuta, assieme alla contea di Ragusa, a Goffredo, figlio del conte Ruggero.




Nel periodo svevo Enrico VI, re di Sicilia, donò la cittá nel 1195 a Rinaldo Acquaviva, suo familiare. Sotto Manfredi ne era signore Gualtiero di Caltagirone, cui confermò il possesso Pietro I d'Aragona, dopo la cacciata dei Francesi.
Dopo il periodo chiaramontano la contea di Modica passò al Cabrera, il quale aggiunse alla contea anche Giarratana ed altre cittá, costituendo per la prima volta l'intero territorio dell'attuale provincia. Ma Cabrera, dopo un periodo di disgrazia, per pagare i debiti, dovette vendere oltre ad altre città, anche Giarratana a Guglielmo e Nicolò Casasagia, ricomprata poi da Simonetto Settimo nel 1454. Questa famiglia possedette Giarratana per parecchio tempo.

L'antica Cerretanum con il terremoto dell'11 gennaio del 1693 ebbe 541 morti e l'abitato fu "demolitum totum". Fu allora deciso di ricostruire la nuova Giarratana su un colle vicino detto Poju di li ddisi, dove attualmente si trova, piú esposta al sole e in posizione più felice. Dopo la ricostruzione la storia di Giarratana si accomuna a quella di tutta la provincia.



La cittadina è ben tagliata, con vie diritte e ampie che dal piano salgono fino alla parte più alta, “u cuozzu” dove si trova l’attuale centro storico che  costituisce il cuore storico per eccellenza, custodisce la memoria atavica degli abitanti e viene presentato come un prezioso incunabolo ai visitatori attraverso il Museo a Cielo Aperto, diario vivente degli usi, costumi e tradizioni del popolo giarratanese, anche grazie alla assoluta fedeltà nella riproduzione degli ambienti tradizionali che possono realmente essere “rivissuti” dai visitatori e grazie all’ utilizzo di autentici utensili, suppellettili e costumi d’epoca, ufficialmente censiti e catalogati dalla Sovrintendenza ai beni culturali.



“Il Museo a Cielo Aperto” a comprova della straordinaria peculiarità che caratterizza il sito, ha ricevuto la prestigiosa denominazione (e relativo vincolo) di bene demo-etno-antropologico Ibleo da parte della Soprintendenza ai beni culturali su istruttoria del Centro Internazionale di etno-storia.
Non meno preziose sono le Chiese che sovrastano il centro urbano di Giarratana: la chiesa di S. Antonio Abate, tipicamente barocca, con il prezioso pavimento di pietra asfaltica e ceramiche originali del XVIII secolo, nonché i pregiati stucchi in oro zecchino; la Chiesa di S. Bartolomeo, anch’ essa di stile barocco, luminosa di marmi,  ricca di motivi floreali in stucco e di pregevoli affreschi; ed infine la Chiesa Madre – Maria SS. Annunziata e S. Giuseppe, con facciata neoclassica, pianta basilicale a croce latina, con un interno semplice ed austero e la Chiesetta della Madonna delle Grazie piccola architettura neo classica sita all’ingresso del paese lato est.



Tra le specialità gastronomiche troviamo il Torrone bianco, un prodotto tipico della cucina giarratanese. Il torrone è fatto di materie prime selezionate, le mandorle e il miele più fine, che composti insieme rendono il gusto tipico di questo torrone, bianco come la cipolla. Nessun conservante e aroma naturale, ma solo tutto il sapore del miele e delle mandorle locali. Nelle tavole calde e nei ristoranti si trova cucinata la Cipolla di Giarratana, prodotto tipico, secondo una miriade di ricette tradizionali; in agrodolce, oppure semplicemente arrostita con l’olio extra vergine d’oliva, per esaltarne al massimo tutto il gusto.



Le chiese: quella di San Bartolomeo Apostolo, quella di S. Antonio Abate e la Chiesa Madre.
La prima, del XIII secolo, è un tipico esempio di barocco siciliano: l'interno, basilicale, a tre navate, ospita stucchi ed affreschi di pregevole fattura. Scene del Nuovo Testamento risalenti al 1836 si trovano nella volta della navata centrale.
La seconda, in posizione elevata, ricostruita verso il 1748, presenta un bel gioco di lesene e semicolonne. Anche qui, da sottolineare la bellezza degli stucchi e di alcune statue, tra le quali quella della Madonna della Neve, patrona del paese.
La terza, la Chiesa Madre, dal prospetto tozzo, e dalla facciata tardo-rinascimentale, ha mura perimetrali molto larghe. Tra le maggiori opere dell'interno ricordiamo la pala dell'Annunziata, del 1790, quella delle Anime Purganti, la statua di San Giuseppe e quella in legno di San Bartolomeo, ritrovata nella Giarratana antica.



Nella parte alta della città possiamo vedere i ruderi del castello del 1703. Se lasciamo Giarratana in direzione di Palazzolo Acreide, percorrendo una strada che sale a Monte Lauro, possiamo fare sosta a Casmene, colonia siracusana fondata nel 644, poi decaduta e abbandonata.
Scendendo verso Ragusa si ha modo di vedere il bacino di una diga attorniata da splendidi panorami.

Guarda il Video del Borgo



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