BORGHI SICILIANI: MARSALA (Trapani)

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BORGHI SICILIANI: MARSALA (Trapani)

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Marsala è una città in provincia di Trapani, sulla costa occidentale della Sicilia. Deve la sua notorietà alla produzione del vino liquoroso che porta il nome della città, molti sono gli stabilimenti enologici così come numerose sono le cantine presenti nel territorio.



Marsala è nota però anche per lo sbarco di Garibaldi avvenuto quì l'11 maggio 1860 e che rappresentò l'inizio dell'Unità d'Italia. Miti e leggende, eroi, popoli, grandi filosofi, artisti e letterati si sono avventurati in queste terre. Alcuni studiosi localizzano in queste zone la narrazione omerica delle vicende di Ulisse. Molti i popoli e quindi le culture che hanno attraversato questa terra lasciando tradizioni e costumi che ancora oggi si percepiscono.
Non si hanno notizie certe sui primi insediamenti umani nel territorio vicino a Marsala, ma le testimonianze storiche più antiche che sono state ritrovate risalgono al Paleolitico Inferiore.
L’unica certezza nel quadro storico di questo borgo è che la prima zona ad essersi sviluppata è Mothia, una colonia cartaginese sorta sull’odierna isola di San Pantaleo, una delle quattro presenti nella palude dello Stagnone.
Mothia era uno degli snodi cruciali per i traffici commerciali di Cartagine: cresceva tanto quanto cresceva Cartagine.
Ben presto la potenza di quest’isoletta si scontrò con il desiderio di supremazia della Magna Grecia, che spadroneggiava in Sicilia. Il personale nemico di Mothia era incarnato dalla persona di Dioniso il Vecchio, tiranno di Siracusa, che aspirava a sottomettere l’intera Sicilia. Per questo nel 397 a.C. distrusse Mothia e costrinse i suoi abitanti a trasferirsi sulla terraferma. Su un promontorio sulla costa i rifugiati fondarono Lylibeo, “la città che guarda alla Libia”, quando per Libia s’intendeva l’intera costa occidentale dell’Africa.
Quando nel 264 a.C iniziò la prima guerra punica tra Cartaginesi e Romani, gli scontri avvennero nelle acque vicino Lylibeo, che nonostante questo riuscì a mantenere la sua autonomia per più di un decennio. Solo quattordici anni dopo l’inizio della guerra i Romani con il loro esercito riuscirono ad avvicinarsi alla città fenicia, ma i fondali troppo bassi e la fortificazione dell’insediamento ostacolarono le operazioni di conquista e ci vollero ben dieci anni prima che potessero sottometterla.
Come municipio romano Lylibeo ha goduto di grandi onori ma il suo destino si è strettamente legato alle sorti dell’impero e quando questo è caduto anche Lylibeo ha attraversato un periodo di decadenza e nel IV secolo è stata più volte invasa e distrutta dai Vandali.
È tornata di nuovo a fiorire con la venuta degli arabi che le hanno cambiato il nome, trasformandolo in Marsah Alì (porto di Alì) o Marsah Allah (porto di Dio). In questo periodo la città si abbellì e vennero costruiti numerosi edifici, che purtroppo oggi non sono più in piedi. Nonostante siano passati diversi secoli la presenza araba si sente ancora oggi a Marsala: si avverte in alcune parole dialettali e in alcuni piatti tipici del borgo, come il cous cous.
Terminato il periodo arabo, Marsala ha seguito la storia dell’intero meridione e sul suo territorio si sono insediati Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi, proprio questi ultimi portando la città ad una nuova decadenza.
La grande ripresa di Marsala riparte nel ‘Settecento, quando l’inglese John Woodhouse s’innamora del vino che viene prodotto in questa zona e studia un metodo che lo renda commerciabile. In poco tempo il vino Marsala viene esportato in tutto il mondo, portando ad una grande ripresa dell’economia locale.
L’11 maggio 1860 Marsala entra nella storia d’Italia,  perché sulle sue coste approda Giuseppe Garibaldi e il suo seguito di mille uomini, con l’obiettivo di unificare l’intera penisola sotto un unico re.
Alcuni decenni più tardi, sempre l’11 maggio ma del 1943 la seconda guerra mondiale travolge Marsala che viene bombardata dagli alleati. La prima pagina del New York Times per l’occasione titolò ‘Marsala Wiped Off the Map’ – Marsala è stata cancellata dalle mappe.
Oggi Marsala porta ancora i segni dei bombardamenti subiti, ma non impediscono a chi la visita di godere del suo bellissimo centro storico che regala sempre suggestive emozioni.


La città, anticamente chiamata Lilybaeo, venne ribattezzata col nome di Marsa-Alì dagli Arabi, sbarcati nel 827 d.C., che vi impiantarono nuove e numerose produzioni agricole, diffondendo così una nuova cultura gastronomica di cui alcuni esempi sono: il couscous, il sorbetto, il carciofo, il carrubo. Raffinati ed enormi palazzi nobiliari furono edificati solo nel XVI secolo grazie all'avvento degli Spagnoli che realizzarono anche numerose chiese, fortezze militari e conventi.



Il Duomo di Marsala
Il duomo di Marsala è una chiesa che come uno specchio riflette il carattere composito ed elegante della città. È stato costruito nel 1176, al tempo in cui la città era stata distrutta dalle incursioni barbariche, e venne innalzata al rango di Arcipretura dal marchese Tutino.
La chiesa venne dedicata a San Thomas Becket, santificato solo tre anni prima ma già per tutti simbolo di libertà e dignità, oltre che di fedeltà alla chiesa e a Cristo.
Come spesso accade la presenza di un culto si lega ad una leggenda medievale: si racconta che un giorno attraccò al porto di Marsala una nave giunta nelle acque siciliane a causa del mare eccessivamente mosso. La nave trasportava due colonne corinzie che dovevano essere usate per costruire una chiesa dedicata a Thomas Becket. Il popolo pensò di trovarsi davanti ad un segno divino e decise di utilizzare le colonne per edificare una chiesa da dedicare proprio al santo inglese.
Una storia ricca del fascino delle credenze popolari medievali che s’intreccia con la storia di Giovanna d’Inghilterra che costruì in Sicilia numerose chiese dedicate a San Thomas Becket, con lo scopo di espiare le colpe del padre, Enrico II, accusato di aver commissionato l’omicidio del vescovo di Canterbury.
Il duomo di Marsala sorge sui resti di una basilica paleocristiana, per questo ancora oggi ha mantenuto l’assetto basilicale. Nel corso dei secoli il suo aspetto è cambiato più volte, a causa dei tanti restauri e rifacimenti. Oggi la facciata principale apre il suo ingresso su Piazza Venezia, la piazza centrale di Marsala. Il prospetto è contraddistinto da un barocco raffinato ed austero ed è chiaramente diviso in due parti: la parte inferiore in stile barocco e la parte superiore con il campanile in barocchetto, costruiti un secolo dopo dall’inizio dei lavori.
L’interno è a tre navate, delineate da due serie di colonne, che mantengono uno stile tipico dell’architettura normanna. Lungo le pareti delle navate laterali si susseguono dodici cappelle, in cui sono presenti alcuni decori in stile barocco. Nel transetto si trova una tela che raffigura la Madonna del popolo, opera del 1490 di Domenico Gagini e un’altra che rappresenta La purificazione della Vergine, realizzata da Antonello Riccio.
Alla chiesa madre di Marsala è stata dedicata anche una bellissima poesia, che termina con i versi
‘Madre Chiesa
Sei l’alfa e l’omega.’
L’inizio e la fine, il centro di tutto, questo rappresenta il duomo di Marsala per il suo popolo.



Porta Garibaldi
L’11 maggio 1860 Giuseppe Garibaldi e il suo esercito composto da mille volontari approdarono nel porto di Marsala ed entrarono in città attraversando quella che allora si chiamava Porta del Mare.
Porta Garibaldi, insieme a Porta Nuova, Porta Mazara e Porticella, era uno dei quattro ingressi cittadini. Questa porta è conosciuta come la più nobile e la più elegante, contraddistinta dalla presenza di una cupola, di una balaustra e di colonne. Sotto al cornicione si trova una scritta in cui viene affidato a Dio l’ingresso e l’uscita della città, sulla balaustra invece si trova un’aquila coronata che rappresenta lo stemma della casata spagnola degli Asburgo.
Dopo l’Unità d’Italia la porta è stata intitolata a Giuseppe Garibaldi, per ricordare l’impresa garibaldina.



La zona archeologiche:
Capo Boeo è un'area prospiciente il promontorio, che si affaccia al mare, circondata dalla città moderna e dal lungomare.
Proprio in questa zona più occidentale della città si trovano importanti testimonianze archeologiche: l'"Insula romana", di tarda età romano-imperiale (IV secolo d.C.) comprende resti di abitazioni private inquadrate in isolati fra strade lastricate. I grandi ambienti, venuti alla luce nel 1939, presentano pavimenti con ricche decorazioni a mosaico, raffiguranti scene di lotta fra animali selvatici e figure mitologiche. È presente anche un ambiente termale.
Negli anni duemila, dopo avere effettuato prospezioni geomagnetiche in tutta l'area, la Soprintendenza di Trapani ha programmato nuove ricerche archeologiche nell'area demaniale di Capo Boeo, che hanno documentato la presenza di un imponente asse viario lastricato (il "Decumano Massimo"). Inoltre nel 2005 è stata rimessa in luce una statua di marmo che raffigura Venere Callipige (II secolo d.C.) nel sagrato della chiesa di San Giovanni al Boeo, in occasione dei lavori di restauro. Sono state meglio chiarite le varie fasi di costruzione della chiesa in rapporto alla parte ipogeica, la cosiddetta "Grotta della Sibilla", che ingloba una sorgente di acqua dolce, considerata dagli studiosi fondamentale per la fondazione della città di Lilibeo. Nel mese di luglio del 2008, è stato scoperto un edificio dedicato al culto di Iside, una statua frammentaria di marmo che raffigura Iside, e diverse epigrafi: in una è attestata la presenza di un tempio di Ercole.
L'area archeologica di Porta Nuova è destinata ad occupare una posizione centrale nel contesto delle città puniche della Sicilia (Mozia e Lilibeo). Tra il 2007 ed il 2014 sono stati realizzati lavori per la valorizzazione del parco archeologico e delle strutture del Museo Archeologico Lilibeo presso il Baglio Anselmi.
Siti archeologici:
  • Nave Punica
  • Ipogeo di Crispia Salvia (zona tribunale vecchio)
  • Fossato Punico
  • strada punica per l'isola Linga
  • Grotte della Madonna della Cava
  • scavi di San Gerolamo
  • resti di insediamenti a Porta Mazara
  • necropoli (Capo Boeo)
  • zona archeologica Baglio Anselmi
  • viale Isonzio
  • necropoli via del Fante
  • necropoli piazza Peppino Impastato



Marsala è un pot-pourri di stili, odori e sapori, il modo migliore per girarlo è senza dubbio a piedi, forse con l’aiuto del treno 2.0 che ti porta comodamente da un angolo della città all’altro. E' una città di storia, vino e mare, offre molte attrazioni ai suoi visitatori. È una città di grande fascino sia se vista dall’alto, arrivando in aereo, sia quando viene raggiunta dal mare o dalla terra. La nave punica, il parco archeologico con i suoi preziosi reperti, lo storico sbarco di Garibaldi con i suoi Mille, il centro storico, curato e accogliente, con i suoi monumenti, chiese e musei, raccontano la storia di una città con un passato prestigioso. Marsala è anche una città del vino. Stabilimenti storici e nuove aziende hanno prodotto e prodotto, con passione e competenza, ottimi vini bianchi, rossi e grandi liquori, come il nobile vino Marsala, conosciuto in tutto il mondo. E' anche è anche un ottimo punto strategico per organizzare le tue  vacanze in Sicilia: logisticamente è in una posizione comoda per raggiungere tutte le destinazioni turistiche della Sicilia occidentale in meno di 30 minuti di auto dalla  Laguna dello Stagnone,  Trapani, Erice, San Vito lo Capo, Segesta e Selinunte, Mazara del Vallo. E anche dal porto di Marsala comodi traghetti e aliscafi per raggiungere Favignana Levanzo e Marettimo.

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