Borghi Siciliani: Realmonte (Agrigento) il Borgo della Scala dei Turchi

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Borghi Siciliani: Realmonte (Agrigento) il Borgo della Scala dei Turchi

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Pubblicato da Sicily Tourist in Agrigento e Provincia · 8 Settembre 2022
Realmonte è un piccolo centro abitato della Provincia di Agrigento; dista circa 15 km dal capoluogo. Il paese è posto su una lieve collina che si affaccia sul mare; il territorio presenta quote altimetriche crescenti procedendo dal mare, da quota zero a quota 400 m, a parte alcune zone che si ergono (Monte Rosso, Monte Rossello, Monte Giampaolo, Monte Mele). Al territorio appartengono le zone balneari di Baia di Capo Rossello, Punta Grande, Pergole e Giallonardo, Lido la Spiaggetta, con vaste zone piane destinate all'edilizia estiva e spiagge. Il borgo, dapprima chiamato Montereale, in quanto tale fu fondato nel 1681 da don Domenico Monreale e da Montaperto duca di Castrofilippo sotto la dominazione spagnola imposta dal re Carlo.



Oggi Realmonte è davvero una delle punte di diamante della siciliana e tante sorprese ha in serbo per chi ha in previsione di visitarla: una di queste ha la fisionomia di un teatro, che sorge ai piedi di Capo Rossello, incastonato nella Costabianca determinata dalla memorabile arcata di calanchi. Si tratta di una cavea greca suddivisa in cinque settori e 17 gradoni con una capacità di 1.500 spettatori che accorrono frequentemente per numerosi spettacoli (e persino liturgie religiose estive) qui messi in scena. Ancor più suggestiva ed emozionante è la Cattedrale di Sale, una chiesa ricavata all’interno di una miniera di Salgemma, presente in Contrada Scavuzzo: in essa vengono custoditi un presbiterio, la mensa, l’ambone, l’abside, la cattedra vescovile e vari bassorilievi d’iconografia sacra.



L'arco costiero ha una morfologia molto varia che comprende tratti di spiaggia profonda inframezzate da tratti cosiddetti “a picco sul mare”, ammantati da rocce di colore cangiante – tendenti al rosso - e macchie di vegetazione tipiche della flora mediterranea.Il territorio presenta aspetti paesaggistici forti e mutevoli per caratteri orografici e tipo di vegetazione. Per quanto riguarda la "zona bianca" (Costa Bianca e Scala dei Turchi), la macchia è presente in maniera molto sporadica; qui l'effetto chiaroscurale questa volta è dato dalle zone d'ombra sulla parete rocciosa, causate dai corrugamenti dei "calanchi" da cui è caratterizzato questo tratto di costa, specie nelle ore precedenti il tramonto.



Scala dei Turchi
Un elemento di notevole interesse paesaggistico è rappresentato dalla Scala dei Turchi, costituita da uno sperone di marna bianca prominente sul mare, cui le falde digradanti a strato conferiscono un aspetto molto suggestivo dai forti contrasti cromatici, se si pensa all'azzurro del mare e del cielo contrapposto al bianco accecante della roccia. La forma che questo monumento della natura assume è quella per l'appunto di una scalinata, dove -secondo la leggenda- durante le invasioni moresche che imperversarono nel '500 i turchi (erroneamente chiamati, ma non troppo erroneamente dato che in realtà le invasioni corsare arabe furono favorite anzi promosse proprio dall'impero Ottomano, che imperversò sin dal 1299 e fino al 1922 in Asia minore.) approdarono nel territorio dell'odierna Realmonte inerpicandosi sulle stratificazioni di questa falesia. Le invasioni delle coste siciliane furono molto favorite per contrastare i sovrani cattolici ed incutere terrore nelle popolazioni rivierasche nel tentativo di facilitare una possibile invasione in massa con la conquista dei territori cristiani. Come avvenne in effetti con il tentativo di conquistare Vienna sul versante est del sacro romano impero. La grande sconfitta della flotta turca nella Battaglia di Lepanto fu determinante per lo spegnersi delle incursioni rivierasche corsare. Un altro elemento di forte rilievo ricadente in questa zona è la Torre di Monterosso, una torre del XVI secolo ubicata sul medesimo promontorio in posizione panoramica; essa, con la Scala dei Turchi, costituisce uno degli elementi cardine del territorio di Realmonte.



In varie aree entro e intorno la località sono stati effettuati scavi archeologici dai quali sono emerse tracce sensibili di preistorici insediamenti umani caratterizzati dalla presenza di esemplari di australopiteco, Homo Erectus e Homo neanderthalensis, che hanno lasciato in loco propri resti quali denti e frammenti di cranio, i primi rilevabili in Europa e fra i più antichi al mondo in quanto fossili. Alcuni di questi hanno avuto il loro bacino nelle grotte di Cortiglia, Civita, Gelonardo, Cannameli, Grotticelli e Grotta Affumata, menzionando per ciò che concerne l’hinterland realmontino la necropolirupestre di Spoglia Padrone.
Inoltre tutti gli altri reperti appartenenti a epoche successive, a cominciare da quella ellenistica, i cui ritrovamenti hanno interessato principalmente cocci, punte di frecce e monete databili III secolo a.C. Ben più di un reperto è ciò che rimane della Villa Romana figlia del I° secolo d.C., postasulla spiaggia e organizzata in un cortile centrale contornato da colonne e nel quale vi è persino un pavimento impermeabilizzato costruito in marmo intarsiato e decorato con mosaici policromi. Al XVI secolo risale l’elaborato sistema difensivo che ha interessato principalmente gran parte delle coste italiche nel periodo soggetto alle incursioni dei pirati saraceni: esso era composto da una serie di torri di avvistamento presidiate da soldati, e a Realmonte le due presenti sono Monterosso e MonteRossello: la prima, a pianta quadrata con base troncopiramidale, venne in seguito ricostruita mantenendo però le caratteristiche originali; la seconda, di struttura solidissima, rimane ancora oggi di ubicazione purtroppo ignota.



Torre di Monterosso
La torre si trova a circa 3 Km S-O del centro abitato di Realmonte. La notizia più antica sulla torre di Monterosso è dell'anno 1453, anche se studi recenti fanno pensare che la sua costruzione risale a molto tempo prima. La necessità della costruzione di una torre di guardia a Monterosso, per difendere il territorio da attacchi nemici dal mare, fu prospettata al Viceré Marco Antonio Colonna, nell'anno 1583 da parte dell'ingegnere e celebre matematico Camillo Camilliani, che aveva avuto affidato l'incarico dallo stesso Viceré, di perlustrare tutte le coste della Sicilia per segnalare i posti di guardia già esistenti, i luoghi che necessitavano della costruzione di nuove torri e tutti i dettagli della costa.




Villa romana di Realmonte
La villa romana di Durrueli è una villa rustica risalente al I secolo d.C. sita nel lido di Punta Grande, La villa è stata scoperta all'inizio del XX secolo. Sita sulla spiaggia di Punta Grande, a pochi chilometri dal centro abitato di Realmonte e dalla Scala dei Turchi, la struttura si compone attorno all'impluvium, posto nel cortile centrale adornato da colonne. Intorno si articolano i vari ambienti, alcuni con pavimento impermeabilizzato con marmi intarsiati, altri con mosaici policromi raffiguranti scene e divinità marine. Il complesso termale all'interno della villa testimonia il benestante status economico dei suoi proprietari.




Miniera di Salgemma e Cattedrale del sale:
Allontanandoci dalle bellezze naturali della costa di Realmonte, non distante dal centro abitato troviamo l’antichissima Miniera di salgemma, giacimento formatasi circa 6 milioni di anni fa e, adesso, una tra le più importanti fonti d’estrazione di sale presenti in Sicilia. Gestita dalla società Italkali, ogni giorno vengono estratti enormi quantità di sale da cucina, sale per uso industriale ed altri sali potassici.
Ma il vero “tesoro” sta all’interno della nostra miniera e, in particolare, a meno 100 metri sotto la superficie ed a 30 metri sotto il livello del mare. Infatti, accedendo tramite bus navetta e percorrendo gallerie e cunicoli di vari livelli, scavati dai minatori stessi, è possibile ammirare quello che è un tesoro unico al mondo sia per la sua ubicazione che per le sue caratteristiche. Ci riferiamo alla Cattedrale di Sale, struttura ricavata dagli stessi minatori scolpendo direttamente la roccia salina. All’interno della Cattedrale troviamo varie opere, capolavori scolpiti nelle pareti di sale come i bassorilievi che raffigurano Santa Barbara, la Sacra Famiglia nella parete di destra e Gesù Crocifisso in quella di sinistra. Sono inoltre presenti, all’ingresso, due acquasantiere, ricavate da unici blocchi di sale e altri elementi religiosi, ricavati sempre scolpendo il sale, quali una cattedra vescovile, la mensa e l’ambone con annessi una croce ed un cero pasquale.



Il salgemma, però, offre altre bellezze dovute alla sua natura. A meno 75 metri dalla superficie è possibile visitare un altro luogo che “ospita” un Rosone formatosi naturalmente dall’incrocio del salgemma con altri sali che formano cerchi concentrici di colori diversi. Si tratta di una vera e propria spirale naturale, dai colori contrastanti, che lascia il fiato sospeso.

Guarda il Video di Realmonte






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