Borghi Siciliani: SCIACCA -Agrigento-

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Borghi Siciliani: SCIACCA -Agrigento-

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Pubblicato da Sicily Tourist in Agrigento e Provincia · 21 Luglio 2022
Il territorio di Sciacca si estende lungo la costa del Mediterraneo, del quale mostra la varietà e la ricchezza del paesaggio, viene delimitato dai fiumi Carboi e Verdura e il suo verde si estende fino alla piana di Menfi. Dal mare Sciacca si innalza fino al Monte San Calogero, che si erge fino a 386m s.l.m.



Grazie alle sue fertili terre una delle attività economiche prevalenti è l'agricoltura; ecco che dagli estesi uliveti viene prodotto un olio eccezionale e dai verdeggianti vigneti un vino prelibato frutto di "gioconda vite"; inoltre fedeli alla storia e alle tradizioni, le terre saccensi pavoneggiano i sempreverdi agrumeti, che deliziano l'aria con il loro denso profumo di zagara.
L’hanno scelta Dolce & Gabbana per una delle loro sfilate. Hanno voluto prenotare tutto il centro storico di Sciacca per il loro evento e per i loro selezionatissimi ospiti. Come è accaduto per altre cittadine della Sicilia, anche il borgo marinaro in provincia di Agrigento è diventato il set ideale per uno show.
Del resto, come non restare incantati dai colori pastello degli edifici che si riflettono nel mare blu cobalto con i pittoreschi pescherecci attraccati al porto, elementi che, nell’insieme, trasformano Sciacca in una vera e propria cartolina vivente.



Le antichissime origini di Sciacca, che la leggenda vuole costruita dal re sicano Cocalo, la rendono un importante sito archeologico. Grazie al fenomeno carsico ed al vulcanesimo secondario, dalle grotte del monte Kronio sono fuoriusciti fin dall’antichità forti vapori che dotati di proprietà terapeutiche. I Greci lo ritenevano luogo sacro, i Romani vi si recavano per curarsi. Dopo un periodo di abbandono, S.Calogero, venuto in Sicilia per diffondere la fede cristiana, ne rivalutò l’importanza, ospitando sul monte ammalati bisognosi di cure e di carità. Le grotte vaporose di S.Calogero sono da decenni oggetto di approfonditi studi e di spedizioni speleologiche che hanno permesso di rinvenire vasellame di origini antichissime, in parte custodito nell''Antiquarium che sorge sempre sul monte, gestito dalla Regione Sicilia. Sciacca, ancor prima di Eraclea Minoa, fu inoltre presidio di confine della greca Selinunte. Reperti ceramici e il ritrovamento, nel mare antistante l’attuale porto, di una piccola statua in bronzo (altezza 36,2 cm) raffigurante una divinità.

Nell'840 Sciacca fu conquistata dagli Arabi, che gli attribuirono il nome di As-Saqqah, dal quale deriva l'attuale denominazione ed edificarono una prima cinta di mura. In periodo normanno Ruggero ampliò le mura e costruì il cosiddetto Castello Vecchio o dei Perollo. Il Castello Nuovo o dei Luna fu invece edificato, nel secolo XIV nella parte alta della città per volere di Guglielmo Peralta, signore di Sciacca e vicario di Sicilia. Nel quattrocento, sotto re Martino, fu celebrato il matrimonio fra Margherita Peralta e Artale Luna. Le nozze furono causa di rivalità e di scontri sanguinosi. Il fatto è passato alla storia col nome di "Caso di Sciacca": essendo infatti Margherita Peralta desiderata contemporaneamente da Giovanni Perollo.  



L'impianto urbanistico della città è quindi medievale: si presenta come città murata a grossi comparti, con più corti aperte verso la strada di accesso e di forma irregolare nella parte intermedia del centro storico. Nell'era medievale per entrare ed uscire dalla città ci si avvaleva delle porte chiamate Porta Palermo, Porta Salvatore, Porta di Mare, Porta Bagni, Porta S.Calogero. La Porta Palermo fù costruita durante il regno di Carlo II di Borbone nel 1753 e conserva attualmente i portoni di legno nonchè il simbolo della famiglia regnante di allora:l'aquila dalle ali spiegate.
La porta Salvatore è la porta più ornata. Notevole è il balcone in cima alla porta con tre stemmi, quello di sinistra lo stemma della città, quello centrale lo stemma della casa d'Austria, allora regnante, e quella di destra della famiglia Satomajor.



Insieme alla Porta S.Calogero, semplice ma accattivante, sono le uniche che conservano attualmente la loro forma e in parte le loro caratteristiche. Non c'è più nessun segno delle Porta di Mare e Porta Bagni. Ce n'erano altre, meno conosciute e anch'esse scomparse, denominate S.Pietro, Mazara (situata vicino piazza Scandaliato, Sant' Elmo, situata tra la porta di Mare ed il bastione di porta Bagni, S.Nicolò, situata nei pressi dell'omonoma chiesa.



Oggi Sciacca è famosa anche per le ceramiche, le strade della città sono abbellite da vasi decorati di ogni forma e colore. L’architettura del centro storico risente tantissimo dell’influenza araba e normanna, ecco perché la città è circondata da spesse mura difensive del 1300 e 1500 intervallate di tanto in tanto dalle antiche porte, come San Calogero, Salvatore (la più bella di tutte) ecc tra le quali spuntano splendidi palazzi dell’aristocrazia di un tempo.



La città, costruita con una forma ad anfiteatro, si affaccia sul mare lungo uno sperone chiamato Coda di Volpe. Le spiagge però sono fuori città. A circa 7 km c’è la Spiaggia Capo San Marco, raggiungibile in auto e poi a piedi lungo un sentiero ombreggiato da palme, mentre andando verso Sud si arriva alla Spiaggia Torre del Barone ai piedi di una scogliera bianca e abbagliante.



Sciacca è anche una città termale. Furono i Romani, famosi cultori delle terme, a sfruttare per primi le acque calde di Sciacca chiamandole “Thermae Selinuntinae”. Negli Anni ’50 è nato il primo stabilimento e oggi è una località di turismo termale oltre che balneare.
L’evento di Sciacca più famoso è il Carnevale che, da oltre un secolo, ha un fascino tutto suo e che richiama ogni anno circa 200mila persone.

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realizzato da SICILY AGAIN



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