Capoluoghi Siciliani: CALTANISSETTA

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Capoluoghi Siciliani: CALTANISSETTA

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Pubblicato da Sicily Tourist in Caltanissetta e Provincia · 13 Maggio 2021
Caltanissetta si sviluppa sul fianco della valle del fiume Salso, alle pendici del Monte San Giuliano e vanta di un prezioso passato legato all'attività delle solfatare che l'ha resa il fulcro minerario della Sicilia sino ai primi decenni del secolo scorso. In città si possono ammirare innumerevoli bellezze naturali e numerose opere architettoniche
Grazie alla centralità strategica di Caltanissetta, moltissimi sono gli insediamenti preistorici rinvenuti, risalenti fino all’età del Bronzo, a testimoniare la presenza umana nella zona già a partire dal quarto millennio A.C.. Visitando gli scavi di Sabucina, un villaggio capannicolo risalente all’età del Bronzo Tardo, anticamente abitato dai Sicani, e visitando il museo della città ( a due passi dalla Stazione ferroviaria) dove si possono ammirare gioielli, vasellame, oggetti di culto di una misteriosa civiltà perduta, è possibile entrare nel mondo degli indigeni preistorici. Furono i Sicani a darle il nome di “Nissa”, da cui deriva la denominazione degli abitanti della città: nisseni. La città fu in seguito occupata dai Greci e dai Romani dopo le guerre puniche, in seguito ci furono Bizantini, Normanni, Aragonesi e Borboni.



Situata nell’entroterra siciliano, Caltanissetta è una cittadina tutta da scoprire grazie non solo al suo bellissimo centro storico, fatto di chiese, di palazzi storici, di interessanti musei ma anche alle aree archeologiche che raccontano parte della sua antica storia. Il nome di questa città sembra derivare dall’arabo “Qal-atnisa” che significa “il Castello delle donne” in riferimento all’attuale Castello di Pietrarossa che pare ospitasse un harem dell’emiro. Città poco conosciuta ma allo stesso tempo molto affascinante, Caltanissetta risulta la soluzione ideale per chi ricerca una località che permette di scoprire la zona della Sicilia centrale a prezzi più contenuti ma con ottimi servizi a disposizione.



Una piccola città sviluppatasi sotto il dominio di Siracusa in epoca greca era presente sul monte Gibil-Gabib aveva creato l'insediamento di "Nissa". Dopo le guerre puniche, il dominio sulla Sicilia passò all'impero Romano. Il Castello da Pietrarossa (visita il Castello cliccando qui), costruito sotto il dominio bizantino (dopo la caduta dell'Impero Romano), probabilmente cadde sotto il dominio degli arabi intorno all'846; alla città quindi fu dato il nuovo nome di Qalʿat al-nisāʾ. La città vera e propria, quindi, fu fondata probabilmente dagli arabi nel X secolo, e anche il nome deriva dall'arabo Qalʿat an-nisāʾ, letteralmente traducibile come "castello delle donne". Fu città feudale fino all'Ottocento, per quattrocento anni sotto il dominio della famiglia Moncada di Paternò, che patrocinò l'arrivo di numerosi ordini religiosi, come testimoniato dai numerosi coventi e monasteri presenti in città; dei Moncada rimane l'omonimo palazzo, un'imponente costruzione in stile barocco, che però rimase incompiuto. Per tutto l'Ottocento, e fino alla prima metà del Novecento, visse un forte boom economico spinto dalla presenza di vasti giacimenti di zolfo, che le valse l'appellativo di "capitale mondiale dello zolfo".




Dopo l'espulsione degli arabi dalla Sicilia da parte dei Normanni sotto il conte Ruggero I, seguito dagli Svevi sotto Federico II nel XII secolo la città passò sotto il dominio di nuovi padroni. Nei secoli successivi, si ebbero gli Aragona cui seguì il dominio su Caltanissetta sotto Guglielmo Raimondo Moncada. Oltre all'ampliamento della città con chiese e palazzi, fu costruito il Palazzo Moncada. Dopo l'arrivo di Garibaldi il dominio dei Borbone terminò dopo il 1860.
Durante il XIX secolo, la città divenne ricca grazie all'estrazione di vasti depositi di zolfo nelle vicinanze. Con 88 miniere nel suo territorio, Caltanissetta fu soprannominata la capitale mondiale dello zolfo. Durante la terza decade del XX secolo, vi fu un periodo di intensa attività culturale, tanto che lo scrittore Leonardo Sciascia la definì una "piccola Atene".
Dopo la seconda guerra mondiale la città iniziò un lento declino ed è ora una delle capitali provinciali con i più alti tassi di disoccupazione nel paese.
Cuore della città è Piazza Garibaldi che si trova nel centro storico da dove partone due dei corsi principali, corso Umberto I e corso Vittorio Emanuele. In questa piazza si trovano il municipio, la Cattedrale, la Chiesa di San Sebastiano e al centro è possibile ammirare la bellissima “Fontana del Tritone”. Per coloro che, invece, amano i mercati e lo street food consigliamo la zona di Strada ‘a Foglia dove al mattino si trova il mercato cittadino mentre la sera, soprattutto nel fine settimana, è una delle zona più interessanti per gli amanti della movida.



La città presenta numerosi luoghi d’interesse, primo tra tutti la Cattedrale, ovvero il Duomo di Santa Maria Nuova, edificato tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, in piazza Garibaldi. L’interno della chiesa è davvero da non perdere, con splendidi affreschi sulla navata centrale ad opera del pittore fiammingo Borremans, oltre alla bellissima statua lignea dell’Immacolata presente nella seconda cappella a destra. Di fronte alla Cattedrale si trova la Chiesa di San Sebastiano, realizzata nel Cinquecento come forma di ringraziamento al Santo per aver liberato la città dalla peste. Nella stessa piazza si trova uno dei simboli della città, la fontana del Tritone. In cima a Monte San Giuliano, che sovrasta la città, si trova il monumento al Cristo Redentore, progettato dal famoso architetto palermitano Ernesto Basile. Per quanto riguarda l’architettura civile, citiamo palazzo Moncada e palazzo del Carmine, sede del municipio.



Da visitare anche il Il museo mineralogico, paleontologico e della zolfara Sebastiano Mottura (Visita il Museo cliccando qui) , anche noto come museo mineralogico di Caltanissetta, ospita al suo interno una ricca collezione di minerali e fossili, e un'esposizione permanente dedicata alla tecnologia mineraria per l'estrazione dello zolfo di Sicilia.

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