Capoluoghi Siciliani: ENNA

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Capoluoghi Siciliani: ENNA

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Pubblicato da Sicily Tourist in ENNA e Provincia · 10 Novembre 2020
Tags: ennasiciliasicilyturismo
Enna A 10 km a sud del centro storico si trova il lago Pergusa, a 677 m intorno al quale è costruito l'omonimo autodromo. I fiumi hanno principalmente carattere torrentizio, se si escludono il Dittaino, affluente del Simeto, ed il Salso o Imera meridionale.
Oggi la città è vertice di un turismo "mordi e fuggi" assai sviluppato, anche se il turismo di permanenza media o lunga si concentra prevalentemente in estate o durante la rinomata Settimana Santa di Enna.
Il nome Enna è stato introdotto nel 1927 con il processo di denominazione fascista, che riprendeva dove era possibile i nomi di età classica. Fino a quella data infatti il comune di Enna era chiamato Castrugiuvanni e italianizzato in Castrogiovanni. L'origine etimologica del nome proverrebbe da un termine della lingua sicana, Ennaan, ellenizzato in Ἔννα (Henna) per i Greci e rimasto pressoché invariato per i Romani.



Più numerose e interessanti le tracce lasciate in Enna dalle epoche seguenti: il Castello di Lombardia è ricco di elementi costruttivi bizantini, normanni e svevi; il gotico siculo vi ha lasciato opere raffinate. Se si eccettui l'abside triloba della cattedrale, di pretto stile gotico tedesco, gli altri monumenti, il torrione campanario delle chiese di S. Francesco e di S. Giovanni, il palazzo Pollicarini e soprattutto il palazzo Vasquasia dalle soavi corniciature catalane e dalle inflorescenze aragonesi, fanno pensare alla diretta influenza di Mattia Carnilivari. Il Museo possiede un trittico bizantino e alcune tavolette epirote. Di G. D. Gagini (1503-1567) è in San Cataldo una complessa icone con scene del Nuovo Testamento, e di Filippo Paladino (1544-1614) fiorentino si veggono nell'abside del duomo tre episodî biblici.

Il nome non greco di Enna dimostra che qui sin dall'epoca preistorica risiedette una popolazione indigena di cui rimangono tracce in umili manufatti rinvenuti anche nei dintorni della città e nei pressi del lago di Pergusa. Stefano Bizantino la diceva fondata nel 664 a. C., Filisto nel 552, ma queste date non possono indicare che la penetrazione dell'elemento greco, all'inizio principalmente mercantile, nell'interno dell'isola e quindi anche in E. Certo è che nella seconda metà del sec. V la città batte già moneta greca, e i tiranni di Siracusa mostrano di apprezzare il valore strategico della sua posizione. Dionisio il Vecchio, dopo varie vicende, se ne impadronì a tradimento nel 396. Più tardi alcuni Ennei parteciparono all'impresa di Dione. Nel 309 Enna si trova, con Agrigento e Gela, in lega contro Agatocle, di cui tuttavia cadde in potere nel 307. Se ne impadronirono poi forse i Cartaginesi, poiché era in loro mano quando, nel 277, Pirro liberò gran parte della Sicilia. Nella prima guerra punica, nel 263-262, fu alleata dei Romani; presa a tradimento da Amilcare nel 259, fu riconquistata dai Romani l'anno seguente. Durante la seconda guerra punica, nel 214, un tentativo di ribellione contro Roma fu domato con uno stratagemma da Pinario, che rinchiuse i ribelli nel teatro e ne fece strage. In seguito a ciò Enna perdette la qualità di civitas libera atque immunis  (a quest'epoca si è voluta attribuire un'iscrizione rinvenuta a Roma che menziona Enna: M.Claudius consol Hinad cepit). La città vide allora massacrata la sua popolazione; essa passò poi nella serie delle civitates decumanae. Dalle monete si dedurrebbe che abbia avuto diritti municipali e che a capo della città stessero dei duoviri. Durante la guerra servile Enna fu il centro della rivolta diretta da Euno, il quale tenne la città per due anni finché nel 132 Rupilio la prese per fame, facendo strage dei ribelli, strage immane dopo la quale Roma sentì il bisogno di placare con un'ambasceria la dea Demetra. Verre, a mezzo di Apronio, le estorse grandi quantità di biade, e privò il celebre simulacro di Demetra, che si ergeva sull'acropoli, della Nike che recava in mano. Nell'ultimo secolo a. C. la città aveva ormai perduto la floridezza d'un tempo.

Dal punto di vista religioso Enna fu una delle principali sedi del culto di Demetra, che taluno ha ritenuto anzi indigeno; altri invece, pure ammettendo che Enna in origine abbia avuto delle divinità campestri, credono tuttavia che il culto di Demetra e Kore sia sostanzialmente greco, e forse introdotto da Agrigento, da Gela e, principalmente, da Siracusa all'epoca dei Dinomenidi. A ogni modo il primo poeta greco che parli del mito collegandolo con Enna è Callimaco: i prati ennei divennero ormai il luogo in cui Kore era stata rapita da Pluto e nei pressi del lago di Pergusa si cominciò a indicare una caverna come il luogo da cui sarebbe uscito di sotterra il carro del dio. All'epoca romana, come si desume da Cicerone, essa era divenuta il centro del detto culto nell'isola.
La posizione strategica della città fece sì che essa seguitasse ad avere una certa importanza come fortezza anche durante l'impero. Nel Medioevo fu spesso teatro di guerre e ultimo baluardo dei varî popoli che si avvicendarono nel dominio della Sicilia: cadde più per tradimento o astuzia che per valore d'armi. Vent'anni e più resistette, con presidio bizantino, agli assalti dei musulmani, che l'ebbero per tradimento il 1° agosto 859, la saccheggiarono e vendettero le donne come schiave. Il Gran Conte Ruggiero solo nel 1087, e in seguito a maneggi, poté possederla. Varie volte vi dimorò Federico di Svevia, né è improbabile che con lui e con Giacomo da Lentini nell'agosto 1233 vi si sia pur trovato Pier della Vigna.



Ancor più l'amò Federico II di Aragona, che ne fece il suo quartiere generale e la sua residenza e vi costruì un castello: qui nel 1314, egli assunse il titolo di re di Trinacria, e nel 1324 volle che si riunisse in Enna il parlamento siciliano. Città demaniale fin dal tempo normanno, parteggiò più tardi ora coi Chiaramonte ora coi Ventimiglia; sottomessa da Martino I, nel parlamento di Siracusa del 1398 ottenne la conferma dei suoi privilegi.
Nel 1442 Enna contava circa 4000 abitanti; un secolo e mezzo dopo, favorita dalla sua ubicazione lontana dalle spiagge infestate dai pirati, la sua popolazione si quadruplicò; rifiorì l'agricoltura e furono coltivate le miniere del suo territorio; nella citta sorsero buoni palazzi e nuove chiese e furono restaurate le antiche, adorne di pregevoli opere d'arte. Cominciato però nel Seicento e cresciuto sempre più nel Settecento l'esodo dei contadini, che nei comuni feudali che qua e là venivano sorgendo trovavano migliori condizioni economiche, Enna a poco a poco decadde. Nell'Ottocento tornò a fiorire; essa partecipò con Palermo alle rivoluzioni del 1820 e 1848.



Enna Alta sorge su un altipiano tra i 900 ed i 990 m d'altitudine, che svetta isolato al centro degli Erei, dominando la valle del Dittaino a est e la valle del Salso a ovest. L'altipiano ennese ha forma di triangolo irregolare: i versanti settentrionale e occidentale sono i più ripidi e scoscesi, con strapiombi fino a 400 m sulle vallate sottostanti. A sud, invece, si apre il profondo solco vallivo del Pisciotto, storico asse di penetrazione al monte, e altre vallette che si dipartono da esso, lungo le quali si sono sviluppati nei secoli i quartieri popolari, come Valverde. Il centro storico si è da sempre sviluppato sulla parte più alta del monte, nel versante nordorientale; sono presenti pittoresche scalinate tra gli stretti vicoli di matrice araba che scendono, tortuose, dal centro ai rioni più bassi. L'altipiano ennese misura, approssimativamente, 2 km lungo il fronte nord, 1 km in quello ovest e 1,5 km in quello sud. La leggenda vuole che il sito fosse scelto oltre 3000 anni fa dai Sicani, che vi introdussero il culto di Cerere, perché ben protetto come sito militare e roccaforte. La posizione strategica consentiva di avere una visuale molto ampia del territorio circostante. Di questa presenza rimane testimonianza nella la rocca di Cerere, un'emergenza rocciosa su cui sorgeva il santuario di Demetra (nome greco di Cerere).



Il monte ennese, benché isolato, offre 5 sorgenti d'acqua: una è stata inglobata nella Villa Farina, un'altra sgorga dalla viva roccia tra le scalette di via Canalicchio. Sgorga acqua dalla roccia anche nella parete meridionale del Castello di Lombardia. Quest'abbondanza di sorgenti aiutò Enna a resistere ai lunghi assedi tesi al tempo dei Romani e degli Arabi che nell'859 guidati da un traditore cristiano, riuscirono a penetrare nella città attraverso la rete fognaria.[14] Enna alta, fino al primo dopoguerra, fu per lungo tempo l'unico insediamento urbano del capoluogo ereo. La sua saturazione urbana ha portato nel Novecento alla nascita di Enna Bassa.
Nel settore orientale si trova il quartiere Lombardia che prende nome dall'imponente omonimo castello, non lontano dal Duomo di Enna, dai Musei Alessi, Archeologico di Palazzo Varisano, un po' più lontano dal museo "Fede e Tradizione" di recente costituzione nei locali della chiesa San Leonardo Abate, Il centro storico si snoda lungo Via Roma lungo la quale sorgono ampie piazze, tra cui il cosiddetto Belvedere comprendente piazza Francesco Crispi e il viale Guglielmo Marconi fino alla confluenza con via Alessandro Volta; numerose sono le chiese e monumenti. Lungo tale via sorgono le sedi delle principali istituzioni (provincia, comune, prefettura, genio civile), il teatro, banche e assicurazioni. A sud vi sono le aree urbane più basse rispetto al centro storico, Valverde, il quartiere più vecchio, con viuzze strette e tortuose, bagli e ponti, e Fundrisi altrettanto antico.


Il Monte è il quartiere più moderno ed è attraversato dai viali Armando Diaz e IV Novembre, che si incrociano con via Libertà (terminale della centrale via Roma) in uno dei più trafficati quadrivi della città. Vi si trovano, la Torre e la Villa di Federico II, la Chiesa Santa Maria di Gesù in Montesalvo con l'obelisco che indica il centro geografico della Sicilia, lo Stadio Comunale Generale Gaeta. In questa area, un tempo occupata da un bosco di roveri, dei quali rimane un unico esemplare in Via Cavalieri di Vittorio Veneto, su una motta naturale sorge la ottagonale Torre di Federico II, importante monumento svevo (Nella Torre si dice che ogni tanto appaia il Fantasma di Federico II)



Enna deve la nomea di Belvedere di Sicilia in quanto sorge in cima a un monte, in una terrazza naturale che sporge al centro dell'isola, senza catene montuose abbastanza vicine o alte da poter chiudere la vista. Nei giorni più limpidi, lo sguardo spazia ininterrotto, in linea d'aria, per circa 30 km verso nord (si scorge Nicosia, alle falde dei Nebrodi), per altrettanti verso est (fino ad Agira e alla zona industriale di Dittaino) e verso ovest (si intravede Caltanissetta), e per quasi 15 km verso sud (si vede Pergusa ed il suo lago, e Valguarnera Caropepe).

Punti panoramici principali:

il Belvedere Marconi, che si apre a nord includendo per intero il paesaggio dall'Etna alle Madonie
il viale Paolo e Caterina Savoca, che ne è la continuazione fino al Castello di Lombardia
il viale Nino Savarese, che cinge il castello e permette pertanto di passare dal panorama a nord a quello a sud
la Torre delle Aquile del Castello, il punto panoramico più completo, che svetta da oltre 1000 m d'altezza a 360° sul panorama a nord, est, sud, e ad ovest domina tutta Enna (si vede chiaramente anche la Torre di Federico II) e, dietro di essa, lascia intravedere Caltanissetta
la Rocca di Cerere, ultimo sperone orientale dell'akropolis di Henna, da cui il panorama si apre a nord, est e sud, mentre a ovest si ha una veduta del Castello di Lombardia
via Porta Palermo o Porta Reale, arco che si apre in via Roma nei pressi del Duomo inquadrando Calascibetta
il Corso Sicilia, che dà verso nord su Calascibetta
la Torre di Federico II, dalla cui cima si domina Enna e le vallate sottostanti, nell'antica residenza estiva dell'imperatore Federico.
Enna Bassa

Enna Bassa si è sviluppata sulle colline a valle di Enna sul versante sud, ad un'altitudine variabile intorno ai 700 m s.l.m. partendo dal quadrivio Sant'Anna attorno al quale sorgeva un piccolissimo nucleo di case attorno alla chiesetta di Sant'Anna. Dagli anni sessanta in poi si sono sviluppati gradatamente quartieri residenziali, aree commerciali, uffici e attività varie. La nascita dell'Università ha avuto un ulteriore effetto propulsivo. Nel quadrivio originario si incrociano tre strade statali e una provinciale.

Guarda il Video (Enna dal drone)



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