Donne Siciliane che hanno cambiato la storia

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Donne Siciliane che hanno cambiato la storia

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Pubblicato da Sicily Tourist in a proposito di Sicilia · 28 Dicembre 2021
Donne di Sicilia che hanno saputo cambiare il corso degli eventi con le loro azioni. La Sicilia è spesso stata luogo di mutamenti, di rinascite e di rivoluzioni. Quelle rivoluzioni sono, spesso, il frutto di decisioni individuali e controcorrente, che tuttavia hanno portato un giovamento collettivo. Dietro le donne siciliane di cui vogliamo parlarvi oggi ci sono anche vicende dolorose e difficili: dalla sofferenza, però, hanno saputo risorgere, con quella capacità propria della Sicilia di risollevarsi sempre. Ecco chi sono:



Iniziamo con Bella di Paija. Apparteneva alla comunità ebraica di Mineo ed esercitava la professione di medico. Non aveva un titolo ufficiale, ma era molto apprezzata: la chiamavano, con rispetto, “donna” e la ricompensavano lautamente. Non fu la prima donna ad esercitare, ma fu la prima a ottenere l’abilitazione con decreto. Non sostenne alcun esame, ma ottenne il titolo per aver praticato “Cum sanitati di li piacenti”. La regina Bianca di Sicilia, nel settembre del 1414, stabilì che la “dutturissa” potesse liberamente esercitare.

Francisca Massara fu la prima europea a indossare i pantaloni. Sebbene molti attribuiscano tale primato alla letterata parigina George Sand, diverse fonti riportano il nome di Francisca come prima figura femminile che indossò i pantaloni. Sulla vicenda non si conoscono molti dettagli, ma fu un piccolo scandalo. La donna si mostrò in “abiti maschili” nel 1698: un gesto rivoluzionario, se considerate che l’uso dei pantaloni, per le donne, fu accettato solo nel corso del XX secolo.



La prossima delle donne siciliane di cui vogliamo parlare è Maria Luisa Mangano, una avolese. A lei spetta il triste primato di essere stata la prima donna inquisita dal Santo Uffizio di Sicilia. Era sospettata di stregoneria, quindi venne processata, torturata e condannata.



Dall’Inquisizione passiamo a un altro tipo di tribunale, decisamente meno cruento. L’anno è il 1808 e la protagonista della storia è la baronessa catanese Maria Paternò. Fu la prima donna a ottenere il divorzio in Italia. Al marito aveva mosso le accuse di essere “seviziatore, turpe e taccagno spilorcio”. Dieci mesi dopo aver ottenuto il divorzio, tra l’altro, Maria si risposò con l’avvocato che l’aveva assistita!
Proseguiamo il nostro elenco con Accursia Pumilia, agrigentina. Nel 1906 fu la prima donna a chiedere di essere iscritta nelle liste elettorali. Facendolo, di fatto, contravvenne alla legge che escludeva espressamente le donne dall’elettorato amministrativo. Bisognerà attendere il referendum del 1946 per trovare le donne italiane tra i votanti.



Franca Florio fu l'animatrice della "Belle Époque siciliana". Dai siciliani fu chiamata Donna Franca, la regina di Palermo. Grazie ai Florio, la Sicilia ad inizio secolo fu un punto di convergenza internazionale di una élite, che trascorreva fra Palermo e Taormina lunghi periodi dell'anno. Ospitò, tra gli altri, il re del Regno Unito e imperatore delle Indie Edoardo VII e il di lui figlio Giorgio V; Il Kaiser Guglielmo II, che la soprannominò Stella d'Italia, con la moglie; lo zar di tutte le Russie Nicola I con la zarina, che si innamorarono tanto della villa dei Florio all'Arenella da farsene costruire una uguale in Russia a Petergòf; il re d'Italia Vittorio Emanuele III. Gabriele D'Annunzio la definì l'Unica.

La catanese Carmelina Naselli è stata la prima donna docente universitaria in Italia. Ha insegnato dal 1949 al 1964 alla facoltà di Lettere dell’Università di Catania, prima Storia della letteratura italiana, poi Letteratura delle tradizioni popolari ed infine Storia delle tradizioni popolari. Franca Viola, alcamese, fu la prima donna siciliana a ribellarsi al matrimonio riparatore. Nel 1965, sostenuta dalla famiglia, si rifiutò di sposare l’uomo che l’aveva rapita e violentata. Il corteggiamento insistente e sgradito era sfociato in un vergognoso atto, considerato un modo sicuro per prevaricare il rifiuto. Osteggiata da tutto il paese, invece, Franca si ribellò: testimoniò contro il suo rapitore e lo fece condannare. Cambiamo decisamente argomenti con le ultime due donne siciliane che hanno cambiato la storia.

Vittoria Giunti, fiorentina di nascita ma siciliana d’adozione per amore, è stata la prima donna a rivestire in Italia la carica di sindaco. Sposò il partigiano siciliano Salvatore Di Benedetto (poi sindaco di Raffadali) che seguì in Sicilia, condividendone l’impegno politico. Si candidò per la carica di sindaco nel comune di Sant’Elisabetta e divenne primo cittadino nel 1956. Concludiamo con Nina Siciliana, la prima donna a poetare in volgare. Le notizie sulla sua vita sono poche e frammentarie, ma tanto basta per averle fatto guadagnare un posto nell’Olimpo delle donne siciliane illustri.



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