Parco Archeologico di Lilibeo-Marsala

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Parco Archeologico di Lilibeo-Marsala

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Pubblicato da Sicily Tourist in Trapani e Provincia · 4 Febbraio 2021
La città punica fu fondata sul promontorio di Capo Boeo da Cartagine nel 396 a.C. dopo la distruzione di Mozia con l’assedio di Dionisio di Siracusa (397 a.C.). La nuova città – chiamata Lilibeo dal nome della omonima sorgente sul promontorio, nota ancor prima della sua fondazione (Diod., XII 54.4) – ebbe un ruolo importante per gli interessi commerciali cartaginesi e divenne, al posto di Mozia, il punto di transito obbligato delle rotte marinare dal nord-Africa verso il Tirreno, centrale ed occidentale, e il caposaldo dell’eparchia punica in Sicilia. Lilibeo occupava un grande quadrilatero difeso da una poderosa cinta muraria rafforzata da torri e protetta su due lati dal mare e, sulla parte della terraferma, da un profondo fossato.



Grazie a tale possente impianto fortificato la città divenne ben presto un’inespugnabile base militare e resistette a diversi tentativi di occupazione tanto che, dopo nove lunghi anni di assedio, i Romani riuscirono ad entrarne in possesso soltanto in seguito alla Battaglia delle Egadi che nel 241 a.C. pose fine alla Prima guerra punica. Sotto il dominio romano visse un periodo di notevole prosperità economica, mantenendo il suo ruolo di importante base navale e di testa di ponte per l’Africa, specie in direzione di Cartagine e del Capo Bon. Non a caso Cicerone, questore a Lilibeo nel 76-75 a.C., la definisce “ splendidissima civitas”  nel processo contro Verre, descrivendo i furti di opere d’arte da questi compiuti a danno dei Lilibetani. Divenuta Municipio in età augustea, la città fu elevata al rango di Colonia agli inizi del III sec. d.C. con la denominazione di  Helvia Augusta Lilybitanorum . Sede di una fiorente comunità cristiana sin dal III secolo e di una Diocesi, istituita al tempo di Papa Zosimo, subì nel 440 l’incursione dei Vandali di Genserico e una violenta persecuzione, in occasione della quale fu imprigionato anche il vescovo Pascasino.



La straordinaria potenzialità archeologica dell’area del Capo Boeo, dovuta alle vicende storiche della città di Marsala e all’evoluzione del suo impianto urbano, è evidente per la presenza di importanti rinvenimenti archeologici, effettuati a partire dalla fine dell’Ottocento, che testimoniano lo splendore della città antica.
L’interesse degli studiosi di archeologia e degli Istituti pubblici competenti nei confronti dell’area iniziò alla fine dell’Ottocento con una serie di scoperte occasionali avvenute durante l’impianto del sistema viario “a tridente” da Porta Nuova verso il mare (Viale Nazario Sauro, Viale Vittorio Veneto, Viale Piave) e grazie alle ricerche del Regio Ispettore delle Antichità di allora, Salvatore Struppa. Le prime campagne di scavi furono condotte da Saverio Cavallari (1883) e da Antonino Salinas (1894-1895; 1903), il quale scoprì un tratto di fortificazione ad andamento leggermente ricurvo, parallelo alla linea di costa, da Viale Vittorio Veneto verso Capo Boeo. Dopo la pubblicazione dei risultati di queste prime indagini da parte di Ettore Gabrici (1941), nuovi scavi, condotti da J. Marconi Bovio nel 1939 in seguito alla scoperta di un mosaico durante la costruzione dello stadio comunale, portarono al rinvenimento di una grande domus romana che occupava un’intera Insula dell’abitato lilibetano. La stessa archeologa, nel 1954, scopriva un’altra domus con mosaici nell’area dove poi sarebbe sorto il Cinema Impero.



Altre campagne di scavo condotte dall’allora Soprintendenza archeologica delle provincie di Palermo e Trapani, prima da Anna Maria Bisi (1965- 1966: Insula II) e poi da Carmela Angela Di Stefano (1972: Insula I; 1988: Insula III), portarono alla luce testimonianze di rilevante interesse per la conoscenza della città di Lilibeo punica e romana nell’area del Boeo, mentre nell’abitato moderno di Marsala, nella fase di espansione edilizia degli anni Settanta-Ottanta, emergevano significativi “frammenti” della città antica, con le sue case (via Sibilla 1972, 1976: via delle Ninfe, 1984), le mura di fortificazione (Porta Trapani Galleria Mortillaro, 1972; Via G. Amendola, 1976, 1984; Via E. Alagna, 1971; via Lungomare Boeo, 1980), le necropoli punico-romane (via del Fante, 1974; via Struppa, 1984) e i sepolcreti cristiani, noti sin dalle prime esplorazioni di Antonino Salinas (1886) e dagli studi di Fǘhrer-Scultze (1907). Nell’area del Boeo la scoperta più rilevante degli ultimi anni (1999, 2002, 2003, 2004, 2008, 2010-2011) effettuata dalla Soprintendenza BB. CC. AA. di Trapani riguarda il Decumanus maximus, la strada principale dell’impianto urbano di epoca romana, con sovrapposizioni tardo-antiche e bizantine di uso funerario (tombe dipinte, piccola basilica), di cui è stato portato alla luce un tratto lungo m. 110 e ampio m. 9.50, compresi i marciapiedi. Inoltre, nel corso degli ultimi scavi condotti nel 2008 nell’ambito del POR SICILIA, e nel 2010- 2011 grazie ai finanziamenti del Comune di Marsala, sono state scoperte notevoli testimonianze archeologiche quali, un poderoso tratto della linea delle fortificazioni costiere, con un accesso monumentale alla città dal porto; un edificio termale pubblico costruito nel III sec. d.C. sulle fortificazioni cadute in disuso e infine un complesso cultuale dedicato alla dea Iside.



La peculiarità più importante del Parco archeologico di Lilibeo-Marsala, evidente sin dalla sua denominazione, consiste nel fatto che la città moderna si è in gran parte sovrapposta alla città antica in un continuum storico ininterrotto che ha lasciato profonde tracce nel tessuto urbano e rilevanti testimonianze archeologiche riferibili principalmente alla facies punico-romana. Proprio in ragione della documentata sovrapposizione e dell’assoluta rilevanza dei monumenti archeologici rinvenuti nel corso del Novecento, l’area del Capo Boeo a partire dalla fine dell’Ottocento è stata risparmiata dall’espansione edilizia, grazie all’interesse di tanti cittadini e della stessa giunta comunale che adottò lungimiranti provvedimenti per bloccare qualsiasi iniziativa edilizia che potesse deturpare la zona “fuori Porta Nuova”. Successivamente, con la scoperta della grande domus con mosaici, già citata, (1939), ebbero inizio le vicende della tutela dell’area, da consideare ormai “storiche”, che condussero nel 1949 alla Dichiarazione ministeriale di interesse particolarmente importante del terreno in località Capo Boeo.
Il primo progetto per la realizzazione del Parco di Lilibeo, redatto dallo Studio tecnico Luigi Giustolisi – Renato Bazzoni su incarico della Soprintendenza alle Antichità per la Sicilia Occidentale risale al 1973. Esso prevedeva un piano di esproprio dell’intera area del Capo Boeo che avrebbe dovuto essere realizzato sia con finanziamenti della Regione Siciliana, per quanto riguardava il settore Viale Isonzo- Viale Nazario Sauro- Lungomare Boeo, sia con finanziamenti della Cassa per il Mezzogiorno, per la rimanente parte compresa tra Viale Nazario Sauro, Lungomare Boeo e Viale Cesare Battisti. Il progetto prevedeva inoltre la ristrutturazione del Baglio Anselmi la cui acquisizione al Demanio regionale si rendeva particolarmente urgente per la conservazione ed esposizione del relitto della Nave punica che veniva recuperato in quegli anni.
Nello stesso periodo, al di fuori dell’area di Capo Boeo, in conseguenza dell’estesa urbanizzazione della città e del c.d. boom edilizio, il rinvenimento di importanti testimonianze archeologiche nel cuore del tessuto urbano moderno rendeva necessaria, ai fini della tutela, sia l’apposizione di vincoli diretti, sia l’esproprio di aree più o meno estese di proprietà privata o di originaria destinazione pubblica. Trattasi di settori vari della necropoli (Via del Fante, Via Struppa, Via Cicerone, Via Berta, Catacombe Niccolini) o dell’antico abitato di Lilibeo (Via delle Ninfe, Area ex Chiesa San Girolamo). Per la descrizione di tali provvedimenti di tutela si rimanda all’allegato A. Marsala già all’inizio degli anni Novanta si configurava dunque come un vero e proprio “Parco diffuso” e questa sua forte identità di “città archeologica” ha connotato la storia delle trasformazioni urbanistiche del centro moderno. Il Parco di Lilibeo – Marsala potrà portare a compimento la potenzialità archeologica e la vocazione turistica diffusa e sottesa nel centro urbano realizzando percorsi punico -romani- medievali dall’area del Capo Boeo alle altre aree archeologiche sparse nella città grazie a segnaletica, pannellistica, illuminazione e arredi per la fruizione che in parte sono stati realizzati, in parte sono da implementare.

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