Riserve Siciliane: Riserva Naturale Orientata di Monte Capodarso e la Valle dell’Imera Meridionale.

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Riserve Siciliane: Riserva Naturale Orientata di Monte Capodarso e la Valle dell’Imera Meridionale.

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Pubblicato da Sicily Tourist in Caltanissetta e Provincia · 28 Settembre 2021
Lungo il corso del fiume Imera meridionale, tra le falde del monte Capodarso e del Monte Sabucina, in un contesto archeologico e naturalistico di rara bellezza: la Riserva Naturale Orientata di Monte Capodarso e la Valle dell’Imera Meridionale, un territorio da proteggere e salvaguardare, onde consentire a tutta la popolazione locale ed ai turisti che si dovessero venire a trovare nella zona di godere le meraviglie ed i miracoli della natura. (in fondo alla pagina trovi il bellissimo video)



Nel fiume confluiscono le acque di numerosi affluenti, fra i quali i fiumi Morello e Torcicoda. Questi corsi d'acqua, a carattere torrentizio, sono caratterizzati da un andamento meandriforme. L'acqua del fiume a volte abbandona il suo corso creando dei meandri simili a stagni dove nidificano molte specie animali, alcune delle quali in via d'estinzione. E' presente, inoltre, la tipica vegetazione degli ambienti rupestri con essenze tipiche della macchia mediterranea e quella degli habitat acquatici. I calanchi della riserva presentano endemismi quali l'Aster sorrentinii e la Lavathera agrigentina.



La zona rappresenta un gioiello naturale unico ed è stato individuato come territorio da proteggere e salvaguardare. Infatti, è proprio l’Associazione Nazionale Italia Nostra che gestisce e cura tale Riserva sensibilizzando i visitatori nel rispetto della stessa.
La Riserva presenta una grande varietà di vegetazione ammontando a ben 505 entità botaniche riconosciute, quali: la Cerretta spinulosa, il Salvione giallo, il Fiordaliso di Salamanca, la Crisciola, l’Astro di Sorrentino, il Malvone d’Agrigento, la Borracina di Nizza, la Silene fruticosa, l’Atamanta siciliana, il Timo arbustivo, etc…
Per quanto riguarda la fauna invece possiamo trovare: svariate specie volatili (l’Airone cenerino, la Garzetta, la Marzaiola, il Codone, il Falco di palude, l’Albanella reale), il Gatto selvatico, l’Istrice, il Riccio, la Tartaruga palestre, la Donnola, il Coniglio selvatico, la Volpe, etc…
Nell’area della Riserva si possono osservare, inoltre, interessanti emergenze geomorfologiche come i calanchi che caratterizzano il paesaggio e presentano endemismi quali l´Aster sorrentini e la Lavathera agrigentina.



Complessivamente nella Valle dell'Imera Meridionale sono presenti circa 30 masserie, ricoveri temporanei, pagliai e fondaci. Esistono sul territorio numerose masserie, edificate in posizione elevate, tipiche dell'economia latifondista siciliana con una tipologia, a "baglio" (Turolifi - Garlatti Calabrese - Fortolese) o cortile aperto (Stretto Giordano). Gli ambienti a piano terra erano destinati a stalle e magazzini mentre i piani superiori ad abitazione signorile.
La corte era pavimentata con lastre di pietra (basolato), alternata a ciottoli, il pozzo, di solito al centro del cortile, ed una o più palme svettanti. Nelle masserie più ricche era presente la cappella per le funzioni sacre. L'architettura rurale del territorio comprende l'abitazione contadina (robba) costituita da un unico ambiente, dal magazzino e dalla stalla. Era realizzata in muratura portante in pietrame naturale, trovato sul posto, a secco o utilizzando come legante, malte di materiale sabbioso o gesso. La copertura era ad una o due falde e ricoperta dai tipici "coppi" siciliani.



La valle dell'Imera, dove è compresa la Riserva Naturale di "Monte Capodarso e Valle dell'Imera Meridionale", include aree archeologiche di notevole importanza culturale ed antropologica, sulle quali ha competenza esclusiva la Soprintendenza BB.CC.AA. di Caltanissetta. La ricerca, già avviata nelle aree di Sabucina, Capodarso, Gibil Gabib e Piano della Clesia, ha evidenziato l'importanza strategica, politica ed economica che i siti hanno rappresentato in epoca preistorica e durante la colonizzazione greca e romana.
Il Museo Archeologico regionale di Caltanissetta custodisce ed espone cronologicamente i reperti delle civiltà che si sono succedute. L'ente gestore ha in programma lo studio di percorsi culturali che comprenderanno, le suddette emergenze archeologiche e le strutture museali cittadine per una comprensione più esaustiva dell'intera area protetta.
Saranno altresì programmate una serie d'iniziative volte alla valorizzazione di questi beni attraverso convegni, dibattiti e seminari di studio con l'obiettivo di dare impulso a nuove campagne di scavo per approfondire le conoscenze delle radici storiche della nostra civiltà.



La Riserva è delimitata a Nord dalle falde settentrionali del monte Capodarso e dalla C.da Trabonella, a Sud dal ponte Besaro e si estende per poche centinaia di metri ai lati del fiume Salso.
All'interno sono presenti due regie trazzere la Caltanissetta-Villarosa-Calascibetta e la Caltanissetta-Piazza Armerina-Siracusa che attraversano il fiume, e stradelle sterrate, percorribili nella stagione estiva. Un sistema viario veloce consente il collegamento con tutte le province limitrofe.
Si arriva attraverso una rete di vie di comunicazione, complessivamente agevole, dove sono presenti stradelle interpoderali carreggiabili soltanto nella stagione estiva. Detta rete stradale, lambisce e attraversa l'area protetta in buona parte, consentendo il collegamento con l'autostrada Palermo-Catania. Le vie principali percorribili sono :
• S.S. n. 626 scorrimento veloce Caltanissetta-Gela
• Nuovo scorrimento veloce Caltanissetta-Pietraperzia
• S.S. n. 191, Caltanissetta-Pietraperzia
• S.S. n. 560, che collega la S.S. n. 191 con la S.S. n. 122 - S.S. n. 117 bis (Vecchia S.S. n. 122), Caltanissetta-Enna



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