Segesta, partiti gli scavi nell'Area archeologica dell'Agorà

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Segesta, partiti gli scavi nell'Area archeologica dell'Agorà

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Pubblicato da Sicily Tourist in Trapani e Provincia · 9 Marzo 2021
Si torna a scavare nel parco archeologico di Segesta (visita il Parco cliccando sul link) alla ricerca della parte nascosta della sua grande “stoà”: il portico terrazzato della città greca ellenistica. Dopo una serie di sopralluoghi, al via oggi la campagna di scavo per riportare alla luce la grandiosa agorà di Segesta e ampliare i percorsi di visita all’interno del parco. Come annuncia Rossella Giglio, archeologa e direttrice del sito regionale, l’intento è quello di recuperare e rendere fruibili e visibili tutti gli elementi architettonici che compongono l’ala nord-orientale della grande stoà, attualmente chiusa al pubblico, con un nuovo itinerario per i turisti. Sarà il parco archeologico a curare la direzione scientifica dei lavori di scavo che rappresenta un ulteriore tassello per la ricostruzione della polis antica: nel 2016, infatti, era stato identificato il grande monumento porticato della città grazie a una campagna di indagini svolta in collaborazione con la scuola Normale di Pisa e la Soprintendenza di Trapani. Adesso, l’obiettivo è proseguire i lavori per capire come si estendeva la stoà e ridisegnare la magnificenza della città in età ellenistica caratterizzata da terrazze scenografiche. Quella di Segesta era lunga 104 metri ed era ricca di portici: una parte conserva due piani di alzato di grande suggestione. Si trattava di una sorta di piazza intesa come cuore pulsante della città e ritrovo sociale ed economico dei cittadini ispirata ai “market buildings” dell’Asia minore. “La visione della piazza antica, grande complesso monumentale disposto su terrazze digradanti secondo modelli originari dell’Asia Minore e diffusi anche in Italia centrale, si può considerare – dichiara Rossella Giglio - ormai unitaria. L’agorà svolse il suo ruolo di centro politico e di mercato della città tra la seconda metà del II sec. a.C. e gli inizi del III d.C., assumendo da età augustea forme proprie di un fòro romano”.




“L'attività di ricerca e di scavo non si ferma. La ripresa della campagna di scavi archeologici avviata questa mattina all'interno del Parco di Segesta – sottolinea l'assessore dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, Alberto Samonà - è espressione tangibile dell'attenzione che l'amministrazione regionale, attraverso i Parchi archeologici, rivolge ad un settore particolarmente importante della cultura e dell'identità storica della Sicilia. Le iniziative, avviate grazie alla passione della direttrice, Rossella Giglio, sono realizzate, peraltro, sotto la diretta iniziativa scientifica e finanziaria dello stesso Parco” .
Il grande complesso porticato che circonda l’antica piazza, uno dei maggiori monumenti della città antica, era stato già identificato durante l’ultima campagna di scavo del 2016, diretta sul campo da Carmine Ampolo e da Maria Cecilia Parra e Rossella Giglio con le ricerche della Scuola Normale Superiore di Pisa in collaborazione con il Parco Archeologico, l’Università di Pisa e la Soprintendenza di Trapani.



“La visione della piazza antica, grande complesso monumentale disposto su terrazze digradanti secondo modelli originari dell’Asia Minore e diffusi anche in Italia Centrale, si può considerare – dichiara Rossella Giglio - ormai unitaria. L’agorà svolse il suo ruolo di centro politico e di mercato della città tra la seconda metà del II sec. a.C. e gli inizi del III d.C., assumendo da età augustea forme proprie di un fòro romano. Dagli scavi appena avviati – precisa la direttrice Rossella Giglio – non ci aspettiamo incredibili sorprese ma l'archeologia, ferma da qualche anno, saprà riprendere lo spazio che le è dovuto, a servizio della storia ma anche della valorizzazione del sito e per la migliore fruizione degli spazi monumentali”.
Nella stoà Nord - uno dei maggiori portici ellenistici noti, lungo 104 m, con pianta ad ali sporgenti di 19 m. e due piani di alzato finora meravigliosamente conservati – si è completato lo scavo dell’ala Est. Articolata in più vani, vi si concentravano le funzioni di servizio, amministrative e commerciali, sfruttando anche le imponenti sostruzioni che sostenevano i due piani del colonnato. Questa soluzione architettonica è ispirata ai cosiddetti ‘market-buildings’ noti in Asia Minore



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