Borghi di Sicilia: Corleone

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Borghi di Sicilia: Corleone

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Pubblicato da Sicily Tourist in Palermo e Provincia · 9 Dicembre 2021
Corleone si trova in provincia di Palermo, in Sicilia, ed è una graziosa cittadina situata in una zona interna di montagna tra i famosi castelli di Soprano e Sottano, immersa in uno splendido paesaggio naturalistico. Si rimane ammaliati dalla famosa e fiabesca Cascata delle Due Rocche, una cascata di 4 metri attorno alla quale si estende una fitta e naturale vegetazione tipica mediterranea.


La città vanta una lunga storia e la sua edificazione inizia a partire dal VI sec. a.C., prime fondamenta della città di Schera ricordata nelle sue opere anche da Cicerone; vide anche l'occupazione araba nel IX secolo, fu poi conquistata dai Normanni nell'XI secolo, e poi nel XIII secolo venne popolata da Federico II di Hohenstaufen che con le sue truppe lombarde entrò nella città grazie ad Ottone di Camerana, un nome importantissimo nella storia siciliana soprattutto in occasione della guerra dei Vespri.
E' anche tristemente nota per il passato dal volto omertoso dalle radici mafiose, tuttavia tanto si è fatto e si sta facendo per sfatare i tristi luoghi comuni e far conoscere Corleone come una città siciliana ricca di storia e di importanti verità.
Dal punto di vista naturalistico uno scenario suggestivo è creato dalle "rocche gemelle", una ad est del centro abitato dove è ubicato il Castello Soprano con i resti dell'antica torre di avvistamento saracena e l'altra al centro del paese in un blocco calcareo geologicamente crollato dalla montagna frontale e su cui è stato edificato il castello medievale ora eremo dei Francescani.



Questo castello sovrasta il centro abitato: a ben 861 metri dal livello del mare si erge il castrum superius di età federiciana costruito a scopo difensivo. Probabilmente fu edificato intorno al XIII secolo e già a partire dal XVIII pareva essere in rovina, oggi rimane davvero poco del castello originale, la parte più importante e riconoscibile è la torre di avvistamento circolare. Le origini di quest'ultima sono quasi sicuramente riconducibili all'edificazione araba risalente al IX secolo. Non si sa bene quale, tra il suddetto castello e quello sottano, sia stato eretto per primo e sia quindi più antico rispetto all'altro, esistono difatti diverse citazioni e riferimenti risalenti agli anni 1237 e 1249 diffusi da parte di una colonia di Lombardi e di Federico II che ne attestano l'esistenza.



Proprio ai piedi del Castello Soprano si può ammirare uno spettacolo della natura, la "Cascata delle Due Rocche" formata dal salto del torrente San Leonardo, affluente del Fiume Belice, che crea un suggestivo laghetto naturale circondato dai resti di un acquedotto di fattura probabilmente araba.



Quando nel 1972 il film “Il padrino” ebbe un enorme successo a livello mondiale incollando allo schermo dei cinema milioni di persone, uno dei nomi che rimase impresso nella mente fu quello di Don Vito Corleone. Contestualmente prendeva vita o meglio si rafforzava il mito del capo famiglia mafioso che tutti rispettano e temono, permettendo così di curiosare nello stile di vita del gangster siciliano ma d'oltre oceano. Agli occhi del mondo quello della cittadina siciliana diventava uno dei luoghi più temuti al mondo anche da chi non ne aveva mai sentito parlare. Ma Corleone fu veramente teatro di fatti sanguinosi i cui protagonisti hanno segnato la storia d’ Italia e anche se le riprese furono fatte altrove e il padrino è soltanto un film, la cittadina siciliana subì un brutto contraccolpo per il danno d'immagine che ne conseguì a livello mondiale.


 
 
Se da un lato Corleone reagisce ancora oggi sostenendo progetti pro legalità dall’altro bisogna registrare l'aspetto incredibile del dietro le quinte di uno dei film più conosciuti al mondo cioè l’enorme ripercussione in termini di business mondiale e turismo sui luoghi di mafia a dispetto di chi vorrebbe andare avanti e vedere ripulito il nome della cittadina in cui comunque questo tipo di arrivi è impossibile negarlo genera introiti. Diventa così molto facile trovare anche online proposte di “tour sui luoghi di mafia”.


 
 
A questo però fa da sfondo la bellezza del luogo. Dal punto di vista turistico infatti Corleone è anche una magnifica località d'arte i cui scorci emanano un mistero che si perde nella notte dei tempi. Camminando tra le sue strade ogni angolo trasuda un passato lontanissimo fermo nel tempo incapace o riluttante a immergersi nell’ inevitabile presente.



 Inoltre Corleone essendo nell'entroterra palermitano vanta la possibilità di raggiungere luoghi poco conosciuti dagli avventori del turismo di massa se non ai siciliani stessi. Luoghi come la cascata delle due rocce.

Il parco naturale della cascata si trova a poca distanza dal centro storico della città. Attraversando il quartiere San Giuliano si giunge davanti la chiesa dedicata alla Madonna delle due rocche. Da qui comincia dopo un dedalo di viuzze, tra molte specie di bellissimi alberi, il percorso che porta alle cascate. Uno spettacolo d’acqua a due passi dal centro diventa quasi un monumento nascosto tutto da scoprire. La vegetazione che ricopre le rocce e il vapore creato dall’acqua nel suo scorrere per poi gettarsi nel vuoto creando le cascate e da cui si generano bellissimi arcobaleni, dà vita ad una moltitudine di colori.


Cosa vedere a Corleone
Il segreto sta nell’origine piuttosto misteriosa della località, non semplicemente assorbibile alla storia delle incursioni arabe nel sud Italia: le radici sono da ricercarsi ben prima dell’840, risalendo in realtà addirittura alla preistoria. La sua cultura di polis, a ogni modo, trasuda commistioni di cui si fanno autrici popolazioni saracene, bizantine e normanne, che acuiscono la natura piacevolmente ibrida di Corleone.
Nonostante il suo carattere “bastardo” (ma non lo si recepisca come un insulto), il paese ha esplicitamente posto il suo credo entro i confini del Cattolicesimo, tanto che le numerosissime strutture religiose presenti nell’abitato hanno contribuito a forgiare la nomea nota come “il paese dalle cento chiese”: elencarle tutte costituirebbe un semplice esercizio di stucchevole scrittura; basti invece evidenziare il fatto che ognuno di questi edifici è in grado di sintetizzare stili e culture dall’estetismo ammirevole, capace di suscitare l’istinto di contemplazione negli autoctoni, molto legati alla fruizione ecclesiastica.
Se proprio dobbiamo far emergere qualche valido esempio fra le cento gemme, si citino allora il Convento dei Cappuccini, il Monastero del Santissimo Salvatore, la chiesa di Sant’Agostino e quella di San Domenico.



Non solo chiese, comunque, ma tanta ispirazione medievale riscontrabile direttamente nel centro storico e quindi anche i suoi castelli
La sua posizione suscita invidia a livello geologico poiché posta in una conca coronata da rocce calcaree entro uno scenario favolistico, ebbro di poesia e suggestione. In tale contesto s’ergono fieri due strutture testimoni della storia, ovvero il Castello sottano e quello soprano.
Mille e più di questi fantastici scorci vanno a comporre l’hinterland del paese come le note di un pianoforte compongono una dolce melodia, cosicché Corleone ha acquisito nel tempo blasone per una crescente bellezza ch’è il risultato della sua conformazione, data dal fatto di essere un sito archeologico ancora tutto da scoprire.


 
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