Meraviglie di Sicilia: IL VAL DI NOTO

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Meraviglie di Sicilia: IL VAL DI NOTO

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Pubblicato da Sicily Tourist in Da Visitare · 10 Novembre 2022
Con l'espressione Val di Noto, si è soliti designare la parte sud-orientale della Sicilia, quella che un tempo era il distretto di Noto, il “Vallo” appunto. Niente a che fare dunque con una valle; il territorio è, al contrario, geograficamente complesso, caratterizzato dal tavolato montuoso Ibleo, percorso da canyon e corsi d'acqua. È al confine settentrionale di quest'area che gli esperti identificano la linea di contatto tra le placche euroasiatica e nordafricana, caratteristica che rende l'area sismicamente instabile.



Tesoro del Sud Est della Sicilia, è un'area che raccoglie le otto città tardo barocche del Val di Noto: Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Palazzolo e le città del ragusano come Ragusa, Modica, Noto e Scicli.  Già esistenti durante il Medioevo, sono state ricostruite dopo il catastrofico terremoto del 1693 con la tipica cifra stilistica predominante all’epoca che le ha rese uniche al mondo.
Queste bellissime città barocche della Sicilia, con le loro testimonianze storiche, la ricchezza monumentale, le spiagge meravigliose e un paesaggio di grande bellezza che si dipana dai Monti Iblei agli Erei sono meta di un turismo che arriva da tutte le parti del mondo per apprezzarne i tesori.  La zona del Val di Noto, ben protetta e riparata, era prediletta dagli arabi, che intorno all’anno Mille ne fecero un importante distretto amministrativo. Nel 1693 un terrificante terremoto rase al suolo le principali città. Il Viceré della Sicilia ne progettò la ricostruzione. Nel giugno del 1694 il piano generale fu pronto e uno stuolo di architetti si mise al lavoro.




Il Val di Noto riunisce i centri storici di otto città che furono distrutte dal terremoto del 1693. La ricostruzione ci ha lasciato in eredità otto perle barocche: Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa, Modica, Scicli, Catania, Caltagirone e Militello in Val di Catania. Il Val di Noto è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2002.
La ricostruzione fu il frutto dell'impegno collettivo della comunità e fece sì che gli otto centri vennero ricostruiti secondo una comune linea tardo barocca. L'adozione di tali soluzioni architettoniche e artistiche fecero dell'intero Vallo "il culmine e l'ultima fioritura del Barocco Europeo", motivazione che nel 2002 spinse l'UNESCO a iscrivere l'area tra i Patrimoni dell'Umanità.
I posti più belli da visitare in Val di Noto sono davvero tanti.
A partire da Modica: con la città nuova a valle e il vecchio centro storico arroccato sopra una collina dei monti Iblei, è sede di spettacolari monumenti urbani. Tra questi meritano certamente una visita il Duomo di San Giorgio, la Cattedrale di San Giorgio e la Chiesa di San Pietro.
Caltagirone conquista con le belle facciate che arricchiscono la sua architettura: palazzi come la Corte Capitaniale e il Museo Civico e chiese come quella di Santa Maria del Monte e di San Giacomo Apostolo sono esempi perfetti da ammirare. Tipica è la produzione artistica delle ceramiche di Caltagirone, realizzate interamente a mano seguendo la tradizione.
Scicli è un altro gioiello in cui il tardo barocco del Val di Noto si esprime al meglio tra chiese, come la Chiesa di Santa Maria La Nova, ville patrizie e palazzi decorati.
Ragusa o Ibla, come veniva chiamata nell’antichità, presenta due centri cittadini, uno costruito dal nulla dopo il terremoto del 1693 e l’altro ricostruito secondo il vecchio modello medievale. Il percorso a Ragusa si dispiega tra le principali chiese come il Duomo di San Giorgio, la Chiesa di San Giovanni Battista e la Chiesa San Giorgio e i palazzi, tra i quali Palazzo della Cancelleria e Palazzo Bertini.
Da non perdere assolutamente anche il centro storico di Noto, a partire da Corso Vittorio Emanuele, in cui è possibile visitare i più importanti monumenti cittadini come la Porta Reale, Palazzo Ducezio e la Chiesa di Santa Chiara.



Il patrimonio architettonico del Val di Noto impressiona per estensione e omogeneità e unisce all’esuberanza dello stile tardo barocco, un’innovativa pianificazione urbanistica. Altro fattore che ha determinato la tutela degli otto centri e che non fa altro che aumentarne il fascino è il fatto che tale patrimonio sia costantemente in pericolo a causa dell’elevato rischio sismico e della minaccia delle eruzioni dell’Etna.
Il Val di Noto non è una meta consigliata solo al turista in cerca di una vacanza culturale: all’angolo sud-orientale della Sicilia appartiene, infatti, uno dei tratti di costa più apprezzati dell’isola, dotato di spiagge bellissime e molto varie, che vanno dalle lunghe e comode distese sabbiose di Sampieri alla popolare Marina di Ragusa, dal paradiso dei surfisti Portopalo di Capo Passero al paradiso naturalistico di Calamosche.
Proprio quest’ultima sorge nel cuore di uno dei tesori naturalistici della regione, l’Oasi Faunistica di Vendicari, una delle aree umide più interessanti d’Europa.
Visitare il Val di Noto vuol dire anche immergersi nella sua natura incontaminata, fatta di riserve naturali marine e fluviali, spiagge e coste con acque cristalline, cave, resti di antichi insediamenti all’interno di boschi e meravigliosi paesaggi mediterranei. Una terra incantevole tutta da scoprire per gli amanti del trekking e dell’escursionismo.




Infine per i buongustai ecco 4 delizie da assaporare in Val di Noto
Partiamo dal salato:
Le Cucche Ragusane sono un piatto di origine antica, un rustico simile alla focaccia con diverse farciture come ricotta e salsiccia, pomodoro e cipolla o pomodoro e melanzane, per la ricetta delle cucche ragusane clicca qui
Poi c’è il famoso cioccolato di Modica: una specialità di origine protetta ottenuta con una particolare lavorazione a freddo del cioccolato. Vuoi sapere tutto sul  cioccolato di Modica clicca qui
Le teste di Turco sono un altro dolce legato alla leggenda: si dice che nel marzo del 1091, mentre imperversava la battaglia tra Normanni e Saraceni a Donnalucata, i cristiani fossero in grave difficoltà. Per aiutarli apparve la Madonna, scesa in battaglia su un cavallo bianco con una spada che mozzò la testa a parecchi saraceni. Il dolce, che ricorda la battaglia e ha una forma simile a un turbante, è un grosso bignè ripieno di crema e ricotta vaccina, farcito con scaglie di cioccolato fondente e granella di mandorle e pistacchi.
Infine, ancora un po’ di dolcezza: la cubbaita è un croccante tipico a forma di rombo o rettangolo preparato con miele, zucchero, mandorle intere e sesamo. Per la ricetta clicca qui

Guarda il Bellissimo video del Val di Noto





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